I racconti che costituiscono la raccolta Riposa in pezzi dell’autore taiwanese Karmarket sono una serie di incubi disturbanti caratterizzati da un tratto duro, dettagliato e ricco, soprattutto nella sua ricerca del gore e della fisicità della carne, sia essa umana, corporale, o appartenga a creature animali di ogni sorta.
Sono storie destabilizzanti dove la meccanica narrativa può arrivare a dissolversi, diluirsi fino a diventare una sorta di vero e proprio haiku dell’orrore in chiave visiva, come accade nelle storie Riposa in Pezzi, Lingotto Rosso Sangue e Resto al tuo fianco o in Da qualche parte è scoppiato un incendio: quattro vere e proprie esperienze allucinatorie messe in forma di tavole a fumetti. Nel loro orrore esplicito, clinico e grottesco, questi racconti non mancano di contenere qualche tocco ironico.
Orrori fisici riempiono le tavole de l’Arto Fantasma, L’uomo Zanzara, due racconti brevi e ossessivi, mentre le altre storie sono più lunghe ma solo relativamente più articolate. Anche quando una trama prende il suo spazio, come nel caso de I Fantasmi dell’universo – dove una donna decide di diventare un’astronauta per sfuggire alla visione dei fantasmi che la perseguita da tutta la vita, Affittasi casa popolare – dove un edificio abbandonato è in caccia di nuovi locatari, Il Re del lago salato – dove un padre viaggia con la stravagante figlia in un mondo assetato dalla siccità – o Anatomia di un amore – dove un esperimento sul trapianto di organi in un corpo artificiale deve fronteggiare un dramma della gelosia – gli elementi sono minimali, rarefatti e servono soprattutto allo scopo di addentrarsi nell’esplorazione opprimente di una qualche paura, concreta o insinuante che sia (cosa sono quei puntini che mi disturbano la vista? Dove vanno i fantasmi? Quali possono essere le conseguenze dell’amore?) e poter costruire atmosfere morbose e disturbanti. In Immersione profonda, Karmarket aggiunge elementi metanarrativi, dando all’immaginazione di una bambina malata un ruolo inaspettato.
Con un tratto ruvido e un corposo uso del tratteggio e una grande presenza del nero, l’autore riempie le sue vignette di dettagli, di corpi, di arti, di mani, di volti: l’umanità è fitta, invadente nella sua presenza, che finisce per urlare, per contrasto, tutta la sua solitudine.
Ma fitta è anche la natura, costituita da rami, fili d’erba e radici – le cui forme non sembrano poi così distanti da particolari anatomici umani – così come sono fitte le creature che l’autore decide di mettere in scena: le divinità marine de Il Re del lago salato, che sono una sorta di arcimboldi biologici, patchwork di carapaci, chele, tentacoli e organi interni. Una densità di dettagli che appare una minaccia pronta ad insinuarsi in qualsiasi frattura, anfratto o spazio l’umanità gli lasci a disposizione.
L’impatto di Karmarket sembra quello di un David Cronenberg che si fonde con Junji Ito: la fisicità del body horror più “biologico” che si impasta con l’orrore crudele, glaciale, surreale e grottesco di un certo modo di intendere il racconto di paura orientale. Le componenti destabilizzanti e disturbanti più metafisiche che sublimano la repulsione e il ribrezzo anatomico per un risultato perturbante e persistente.
I racconti di Riposa in Pezzi sono una carrellata oppressiva e disturbante realizzata da un disegnatore dalla cura maniacale e metodica. In appendice, l’autore dedica alcune righe a ciascun racconto, spiegandone l’origine o il momento in cui lo ha realizzato, offrendo qualche scorcio sulla sua visione creativa.
Abbiamo parlato di:
Riposa in Pezzi
Karmarket
Traduzione di Maria Teresa Trucillo
Oscar Mondadori, 2026
288 pagine, brossurato, bianco e nero – 24,00 €
ISBN: 9788804806370










