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Una giornata con Emily Dickinson, il piccolo fiore

27 Agosto 2025
“Emily piccolo fiore” di Lydia Corryè un invito a scoprire il mondo segreto della poetessa americana.
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Che le stranezze facciano parte dell’essere umano, nel bene e nel male, è un dato di fatto. Ognuno ha le proprie ma esiste una categoria particolare che ne colleziona spesso più degli altri: i poeti, con le loro fobie, manie, ipocondrie di ogni tipo. Chi conosce la biografia di Emily Dickinson, per esempio, sa quanto la sua vita sia stata segnata da una decisione radicale di riservatezza e solitudine. Dall’età di venticinque anni visse in modo appartato, ritirata nella Homestead, la casa di famiglia ad Amherst, Massachusetts. Una scelta forse dovuta alla salute fragile, forse al desiderio assoluto di consacrarsi alla poesia. O forse alla volontà di restare una signorina “Nessuno” perché, come suggerisce una delle sue più celebri poesie, How dreary – to be – Somebody!: Com’è pesante essere Qualcuno!

Nella sua graphic novel d’esordio Emily piccolo fiore, edita da Mondadori, l’autrice Lydia Corry fa emergere invece una Dickinson inedita e sorprendente: una ragazzina curiosa, piena di slanci vitali, con il desiderio ardente di uscire di casa, esplorare e perdersi tra le meraviglie dei fiori.

La storia si svolge nell’arco di una sola giornata e segue una giovane Emily Dickinson in un’avventurosa escursione fra natura, curiosità e ispirazione. È un racconto lieve, che riflette la sua giovane età, ambientato tra le stanze della Homestead e, soprattutto, nella campagna che la circonda. Il mondo di Emily è delineato attraverso poche sequenze, rapide ma essenziali, che introducono il rapporto affettuoso con le sue amiche, la passione precoce, coltivata anche a scuola, per la botanica e i legami familiari con mamma, papà, il fratello maggiore Austin e la sorellina Lavinia. Tutti i personaggi sono tratteggiati con brevi frasi e didascalie, capaci di inquadrare indole e carattere.

A vivacizzare la narrazione c’è l’amicizia fra Emily e il suo cane Carlo, definito “l’irsuto alleato”, regalo del padre Edward per accompagnarla nelle sue escursioni. Il nome è un omaggio a Jane Eyre di Charlotte Brontë, una delle autrici predilette della piccola Dickinson. È proprio Carlo a innescare un piccolo imprevisto: all’inizio segue la padrona con obbedienza, ma dopo un improvviso spavento è Emily a doverlo seguire. Dopotutto, come suggerisce la stessa autrice, Carlo è un cane “che sa, ma non dice” e pertanto “è migliore di un essere umano”.

I dialoghi sono ridotti al minimo anche per lasciare spazio all’espressività dei disegni e ai testi originali di Emily Dickinson, che fanno da contrappunto poetico alla narrazione. Tra questi spicca la citata Io sono Nessuno, dichiarazione d’identità della poetessa che, letta in chiave moderna, somiglia a un manifesto contro un mondo che vuole tutti visibili, rumorosi, affermati. Il mondo che attraversa la Emily del fumetto è invece visto con gli occhi gentili ma ribelli di una “Nessuno” che vuole restare tale e vive una giornata ideale e irrinunciabile per arricchire il suo erbario. Come una brezza leggera Emily si sveglia all’alba, corre fuori casa con Carlo e si tuffa tra piante, insetti, fiori da osservare e raccogliere. Lydia Corry disegna una serie di paesaggi che diventano scenografie simboliche: sono gli scenari da cui la futura poetessa trae ispirazione, piccole epifanie che le aprono il cuore e la mente.

Il racconto si trasforma così in un viaggio per immagini dentro l’immaginario della Dickinson e nella sua musa prediletta: la natura. Il ritmo è contemplativo ma coinvolgente, scandito da frammenti di poesie e di lettere come la delicata e potente La speranza a pagina 61. Emily si perde tra boschi, radure e fiori selvatici e Corry riesce a trasmettere un senso di sospensione profondo che nasce proprio dalla lentezza: non una sensazione noiosa ma la gioia di chi osserva un’orchidea sbocciare. Per Emily è il tesoro più grande. E non si può prendere perché, ci ricorda, “i boschi non si derubano”.

Gli acquerelli di Lydia Corry abbracciano uno stile cartoonesco morbido e rassicurante. I disegni si prendono tutto lo spazio necessario per raccontare la meraviglia del mondo naturale: un bosco di alberi alti, il volo libero di un uccello, la grazia discreta di un pascolo, il corso sinuoso di un ruscello, albe, tramonti, cieli sfumati. Per il lettore è un’immersione totale nella natura, protagonista del libro accanto a Emily.
Più realistiche e curate nei dettagli sono le rappresentazioni dei fiori: decine di varietà dipinte con precisione botanica, come a sottolineare l’importanza di quelle essenze per Emily che non di rado, da adulta, spediva petali, fiori e persino animaletti essiccati agli amici, insieme alle sue poesie.

Il colore gioca un ruolo cruciale: tinte pastello accese dalla luce che varia a seconda del luogo, dell’orario e dell’atmosfera emotiva. I prati diurni, inondati di sole, sembrano abbracciare il grano e gli insetti con calore materno. Al contrario la luce della luna e delle stelle, nella doppia tavola 24-25, avvolge la notte in un livore soffuso che placa uno scenario potenzialmente inquietante. E ancora, nelle pagine 64 e 65, lame di luce salvifica penetrano una foresta buia e antica. Corry sfrutta una palette cromatica ampia e traduce in emozione ogni momento della giornata per giungere, nel finale, a un tramonto spettacolare: una sinfonia di rossi e rosa con il cielo, la terra, gli esseri umani e gli animali che sembrano respirare all’unisono.
In una griglia che spazia dalle due alle quattro strisce sono inserite numerose illustrazioni a tutta pagina o doppie, sulle quali è facile soffermarsi per carpire vari dettagli e immaginare cosa possa interessare maggiormente Emily.

L’obiettivo dichiarato da Lydia Corry, cioè avvicinare i lettori alla figura e alla poesia di Emily Dickinson, è pienamente raggiunto, anche grazie all’ottima traduzione di Silvia FornasieroEmily piccolo fiore non è una biografia in senso stretto, ma il racconto immaginario e allo stesso tempo verosimile di una giornata di vita della giovane poetessa. Un’avventura quotidiana che, con grazia, invita il lettore a interrogarsi sulla sua opera e sulla sua visione del mondo.

In chiusura del volume non manca un utile approfondimento che ripercorre le abitudini e la vita della poetessa (e dell’inseparabile Carlo), offrendo un ponte ideale verso ulteriori letture o riletture.
Più che un libro per bambini o ragazzi, Emily piccolo fiore è un fumetto per tutti: per chi ama la poesia, per chi cerca una storia delicata, per chi vuole guardare il mondo, almeno per un giorno, con gli occhi incantati di una “signorina Nessuno”.

I’m Nobody! Who are you?
Are you – Nobody – Too?
Then there’s a pair of us!
Don’t tell! they’d advertise – you know!
How dreary – to be – Somebody!
How public – like a Frog –
To tell one’s name – the livelong June –
To an admiring Bog!
Io sono Nessuno – e tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due – non dirlo,
potrebbero spargere la voce!
Com’è pesante essere Qualcuno!
Così volgare – come una rana
Che gracida il tuo nome tutto Giugno
Ad un Pantano in estasi di lei!

(Emily Dickinson – Traduzione di Silvio Raffo)

Abbiamo parlato di:
Emily piccolo fiore
Lydia Corry
Traduzione di Silvia Fornasiero
Mondadori, 2025
120 pagine, cartonato, colori – 21,00 €
ISBN: 9788804790532

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

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