
Le capacità espressive di Leo Ortolani erano note a tutti da tempo, quello che ancora non era chiaro era fin dove queste capacità potevano spingersi. Tapum, la sua ultima graphic-novel pubblicata da Feltrinelli Comics, risponde in maniera sostanziale a questa domanda.
Per la prima volta alle prese con la narrazione di un evento drammatico, anzi decisamente tragico – la battaglia dell’Ortigara sull’Altopiano di Asiago durante la Prima Guerra Mondiale – l’autore, oltre a realizzare il primo racconto di fiction su una delle più importanti battaglie della Grande Guerra, che fu anche una vera e propria carneficina (tristemente nota come il “Calvario degli Alpini”), compone anche un apologo a fumetti sull’orrore della guerra tra i più efficaci e potenti di sempre, che può stare alla pari con opere con Era la guerra delle trincee di Jacques Tardi e Verso una nobile morte di Shigeru Mizuki.
Ortolani ricostruisce fedelmente la cronistoria dell’evento bellico, ma si concentra anche sulle piccole storie personali, calandosi nei panni – tramite l’alter ego del Tenente Mariani – di chi si trova suo malgrado a combattere nella montagna e raccontando la battaglia “ad altezza d’uomo”: un espediente narrativo che gli consente di evidenziare l’insensatezza degli ordini di attacco e la condotta criminale della catena di comando che portò in pochi giorni all’immane e inutile sacrificio di venticinquemila vite.

L’autore non rinuncia al suo stile di disegno cartoonistico né alla sua pungente ironia, stavolta colorata di tinte nerissime: uno scenario grafico in antitesi con la durezza del narrato, ma con cui riesce a toccare corde di umanità e perfino di speranza a margine di un evento tanto luttuoso e doloroso. Speranza sublimata dai cori degli alpini (Tapum, che parla proprio dell’Ortigara, è una delle loro canzoni più famose), che fanno da silenziosa “colonna sonora” all’intero libro, e incarnata dalla figura del Capitano Dolon – ispirata ad Andrea Pennacchi, che con un suo scritto contenuto nel libro La guerra dei Bepi ha dato all’autore l’idea dell’opera.
Il racconto non è peraltro prettamente cronachistico, ma viene anzi spesso trasfigurato per mezzo di intermezzi onirici, nei quali il protagonista si trova faccia a faccia con l’incarnazione della Patria – una bellissima donna che si rivela in realtà una belva assettata di sangue innocente – e della Morte – frastornata anch’essa dai modi sempre più complicati e macchinosi che gli uomini inventano per uccidersi a vicenda.

Nonostante lo stile sia quello riconoscibile dell’autore, l’opera si pone in discontinuità con le precedenti, con l’abbandono del ripasso a china per utilizzare per la prima volta la china acquerellata, una tecnica funzionale a trasmettere maggiormente l’atmosfera sporca, cupa e caotica della guerra.
Tapum non è solamente il racconto di un grande autore umoristico che si scopre anche grande narratore drammatico – come certi attori comici (pensiamo all’Alberto Sordi di Un borghese piccolo piccolo) che usciti dalla loro confort zone e alle prese con ruoli serissimi si rivelano semplicemente ottimi attori tout-court –, ma anche è un’opera complessa e stratificata: la precisa ricostruzione – con qualche piccola libertà narrativa, come l’invenzione del Battaglione Fusar – di ciò che accadde più di un secolo fa su una montagna bagnata di sangue, un composto ma commosso omaggio al corpo degli Alpini protagonisti e vittime di quella battaglia, un monito – in questi tempi più che mai attuale e necessario – sull’assurdità e inutilità della guerra e non ultimo un ghignante e beffardo sberleffo all’ottusità e all’idiozia dei comandi militari, in cui si ritrova tutto lo spirito sarcastico e antiretorico di Leo Ortolani.
Abbiamo parlato di:
Tapum
Leo Ortolani
Feltrinelli Comics, ottobre 2025
240 pagine, cartonato, b/n e colori – 26,60 €
ISBN: 9788807551963

