Enigmista Anno Uno

Nella mente dell´Enigmista: Paul Dano, dal Cinema al Fumetto

28 Aprile 2026
Con "L’Enigmista Anno Uno" Paul Dano ci trasporta nella mente geniale e malata del suo Enigmista, interpretato in "The Batman" di Matt Reeves.
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Chi è l’Enigmista? Nella sua versione più classica, non è certo tra i nemici di Batman che più suscitano timore: fisicamente debole, vestito con un completo verde, una bombetta e un improbabile bastone, tutto rigorosamente segnato da numerosi punti interrogativi, E. Nigma risulta più ridicolo che minaccioso. Inoltre, il suo modus operandi prevede di annunciare in anticipo i suoi crimini, sfidando Il Più Grande Detective Del Mondo con indovinelli che inevitabilmente portano alla sua sconfitta e cattura.

Eppure, l’Enigmista è uno tra i più pericolosi e inquietanti tra gli avversari di Batman. Avevamo avuto un esempio con Una brutta giornata di Tom King e Mitch Gerads, che ci avevano mostrato di cosa sarebbe capace Edward se smettesse di giocare con gli indovinelli e decidesse di fare sul serio. In The Batman di Matt Reeves del 2022 abbiamo un’ulteriore conferma.

Nell’opprimente e oscura Gotham City del film, l’Enigmista non è un colorato freak sopra le righe, bensì un inquietante e disturbato assassino, più vicino al famigerato Zodiac o ai serial killer di Mindhunter che all’istrionico Jim Carrey di Batman Forever (1995). Il personaggio è interpretato da Paul Dano, ed è lo stesso Dano a scrivere questo volume, offrendoci un accesso diretto alla psiche e al passato del suo Edward Nashton.

Non è comune che lo stesso attore sviluppi un prequel o uno spin-off del film in cui interpreta il personaggio. Il risultato è eccellente e rafforza il legame diretto con il film, rimanendo completamente fedele (e non potrebbe essere altrimenti) a quanto già visto al cinema. Sebbene si tratti di un prequel, il volume è senza dubbio pensato per essere letto dopo la visione del film, del quale riprende e svela diversi colpi di scena e svolte narrative, esplorandole e permettendo di comprenderle più a fondo.

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L’ossessione di Edward per il Cavaliere Oscuro si rivela nel volume ancora più maniacale di quanto visto sullo schermo – aspetto che, oltre alla mania per gli indovinelli, è tra i più identificativi del personaggio e che qui viene ampiamente esplorato. L’Enigmista di The Batman nasce ispirato dall’Uomo Pipistrello e dalla sua crociata, immaginandosi non come suo avversario, ma come alleato vigilante e giustiziere.

Qui si apre un elemento accennato sbrigativamente nel film, ma ben approfondito in questa opera. Paul Dano interpreta un serial killer spietato, ma che condivide la crociata di Batman per ripulire la città dai potenti corrotti che l’hanno in pugno. Le sue vittime sono mafiosi, politici venduti e poliziotti corrotti, i responsabili della sofferenza della città. Utilizza metodi più estremi di quelli del Crociato Incappucciato, ma non diversi da quelli di un Punitore o di un V.

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Nel film, però, entra in gioco quella dinamica narrativa evidenziata in diverse occasioni da Slavoj Žižek che, parlando ad esempio di Bane (The Dark Knight Rises) o di Killmonger (Black Panther), li identifica come i veri eroi del film. Ma, prosegue il filosofo sloveno, nel momento in cui il villain, ponendosi contro il sistema capitalistico corrotto e marcio, inizia ad apparire perfettamente ragionevole e nel giusto, questo si macchia improvvisamente di un atto gratuitamente malvagio, superficiale e ridicolo, che lo ristabilisce agli occhi dello spettatore come il “cattivo”, e, per converso, il sistema da lui criticato come “buono”.

In The Batman avviene una cosa simile nel finale: l’Enigmista, che fino ad allora aveva preso di mira solo il marcio di Gotham smascherando i potenti e eliminandoli senza troppi complimenti (risultando molto piú efficace di Batman che, a conti fatti, ha realizzato ben poco fino a quel momento), improvvisamente rivela il suo master-plan di annegare tutta Gotham per uccidere indistintamente colpevoli e innocenti – non piú i potenti ma i cittadini, le stesse vittime della cittá. Questo atto estremo e insensatamente malvagio lo consacra come “cattivo” mentre Batman puó finalmente rendersi utile e riconfermarsi come eroe salvando alcuni civili.

Questa dinamica non avviene in Anno Uno. Qui Edward Nashton inizia a scoprire e a smascherare, lentamente, la corruzione di Gotham, facendo distinzione tra vittime e carnefici, prendendo di mira non tanto il singolo colpevole quanto piuttosto l’intero sistema corrotto che l’ha oppresso, tradito e traumatizzato. Si arriva a empatizzare con Edward, ma forse persino a domandarsi: “Ha ragione?”

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Sotto questo aspetto, L’Enigmista Anno Uno è un esempio sui generis di una tendenza della cultura popolare contemporanea – e nello specifico del genere supereroico – che da un lato si concentra sul punto di vista dei villain, approfondendone le motivazioni, elevandoli a “eroi” di film, serie e fumetti, e dall’altro non vede più il “male” come una minaccia allo status quo che viene dall’esterno, bensì come insito al sistema stesso. Anzi, è questo stesso sistema a essere marcio e, se è la società a essere malvagia, chi si oppone a questa non è più un criminale, ma un (anti)eroe.

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Pensiamo a questo proposito al film Joker di Todd Phillips (2019) oppure anche agli universi Absolute della DC e Ultimate della Marvel, dove i malvagi sono coloro che detengono il potere e governano il mondo mentre gli eroi quelli che lottano per cambiarlo – non più per preservarlo! In un mondo in crisi non più solamente permanente, ma sempre più acuta, con governi e stati brutali e criminali che hanno in mano le sorti del mondo, i villains che si ribellano a essi esercitano un rinnovato fascino.

Ma, al di là del retroscena e delle più ampie interpretazioni di carattere sociologico, Anno Uno è fondamentalmente una narrazione intima che permette al lettore di entrare nella mente dell’Enigmista. Si tratta di un’esperienza disturbante, di vedere il mondo attraverso lo sguardo di uno psicopatico omicida. Un approccio che ricorda quello di Kami Garcia, che in Joker/Harley Criminal Sanity ricalca il personaggio del Joker su dei serial killer reali quali Ted Bundy e John Wayne Gacy, mentre Harley assume il ruolo di profiler dell’FBI. 

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L’arte di Subic si sposa alla perfezione con la narrazione di Dano. Il lettore può osservare il mondo attraverso gli occhi di Edward. I volti attorno a lui si deformano e si fanno mostruosi, il passato traumatico riaffiora sotto forma di spettri e ombre, la realtà appare incerta e fragile e si confonde con fantasie mostruose o suicide. Edward vive un incubo costante che Subic tratteggia in pagine dal gusto horror e macabro. Una menzione particolare meritano le prime 35 pagine del quinto capitolo – “Accecato dalla luce” – composte esclusivamente da appunti, foto, disegni e piani di una mente malata. Una trovata intrigante sia narrativamente che graficamente e che dà la sensazione di avere tra le mani le prove ritrovate sulla scena di un crimine. 

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La griglia è fortemente irregolare, spesso stretta, opprimente, frenetica e frammentata. Questa può tagliare a pezzi una scena, un volto, oppure scomparire e, quando ciò accade, tutto diventa confuso e incerto; la pagina ruota su se stessa, oppure si frantuma. Molte vignette si concentrano su un particolare, uno sguardo, un ritaglio di giornale, una chat o un’allucinazione – come se si trattasse di un indizio da raccogliere.

Infine, Subic ha disseminato numerosi richiami visivi al film che, accanto a quelli narrativi, consentono un’immersione maggiore nella Gotham di Revees e una comprensione più profonda della pellicola, oltre che dell’Enigmista stesso. Non è l’unica volta che Subic si confronta con un membro della rogue gallery di Batman e, come farà poi con il Pinguino di Tom King per la storia An Unimportant Man nel 2024 (una sorta di “anno uno” di Oswald Cobblepot), dimostra una capacità di reinterpretarli in una chiave a tinte horror-thriller decisamente accattivante.

Numerosi quindi i motivi per recuperare L´Enigmista Anno Uno, che non è solamente un tie-in che vuole sfruttare il successo di The Batman, ma un’opera completa e coinvolgente, affascinante sotto diversi punti di vista e che arricchisce l’esperienza del film. Un prequel da apprezzare dopo la visione – per poi rivedere il film con una maggiore consapevolezza.

Abbiamo parlato di:
L´Enigmista: Anno Uno
Paul Dano, Stevan Subic
Traduzione di Giuseppe Buttiglione
Panini Comics, 2024
216 pagine, cartonato, colori – 27,00 €
ISBN: 9788828753049

Marco Favaro

Marco Favaro

Classe 1990, ha studiato filosofia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata conseguendo poi la magistrale presso la Freie Universität di Berlino. Nel 2021 ha ottenuto il suo dottorato in studi culturali e scienze umane alla Otto-Friedrich-Universität Bamberg.
È l’autore di “La Maschera dell’Antieroe”, pubblicato da Mimesis Edizioni per la serie “Filosofie.” Il libro definisce le strutture proprie del genere supereroico contemporaneo e i concetti filosofici che gli sono propri. Altri suoi saggi di pop-culture sono pubblicati per Routledge, McFarland o reperibili gratuitamente online. Con la scusa di studiarli, Marco legge e colleziona centinaia di fumetti, spaziando da Batman a Zerocalcare, da Dylan Dog fino a Zio Paperone.

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