
In un tempo passato, quando ancora la vita era presente, questo luogo era “Paradise”. Solo pochi oggetti sembrano essere ancora parzialmente funzionanti, e sono anche gli unici elementi che possiedono una voce: in effetti, fatta eccezione per le tavole dell’epilogo, i personaggi del fumetto sono completamente muti.
La narrazione è fortemente dinamica e il procedere della storia è caratterizzato da griglie scomposte, riempite da vignette ricche di movimento: marcate linee cinetiche racchiudono scene di lotta in aderenza con i più classici stili grafici presenti nei manga shonen. Particolare la scelta di utilizzare il retino puntinato per disegnare ombre e ombreggiature, conferendo profondità alle immagini.
Capiamo presto che questo rimasuglio di civiltà è solamente un passaggio attraverso il quale i personaggi possono accedere, se vogliono, a un altro luogo.
Il fumetto, nonostante tratti tematiche diverse e si realizzi attraverso ambientazioni diverse, ricalca una struttura molto simile a quella di Plot Hole (Dado, Feltrinelli Comics 2020): chi legge si ritrova immerso in una avventura fantastica fino quasi alla fine del fumetto, in cui solo le ultime pagine rivelano il vero messaggio che l’autore vuole comunicare.
I temi a cui Dado fa non troppo velatamente cenno sono quelli della crisi ambientale e del rifiuto del diverso.
Paradise è una lettura rapida e ha l’aria di un racconto post-apocalittico come molti altri. La presenza dell’epilogo, per come è inserito e per ciò che rappresenta, riconosce al fumetto il suo vero valore.
Abbiamo parlato di:
Paradise
Davide “Dado” Caporali
Feltrinelli Comics
112 pagine, brossurato, bianco e nero – 16,00
ISBN: 9788807551109









