
Edita da Aftershock Comics, la serie sembra in prima battuta estremamente derivativa – è emblematico, in tal senso, l’incipit che richiama la battaglia tra Superman e Doomsday –, ma pagina dopo pagina intraprende un percorso originale e interessante, a partire da una domanda (questa, però, non originale): gli uomini possono gestire i superuomini? La risposta sembra essere affermativa, ma le conseguenze dell’inatteso colpo di scena finale potrebbero smentirci.
Ricco di balloon e didascalie, il primo capitolo fornisce al lettore parecchie informazioni: l’autore cerca di introdurlo subito alla realtà fittizia che ha creato, anche attraverso l’aggiunta di una pubblicità ad hoc e un articolo di giornale in appendice all’albo. È, quindi, evidente la cura del prodotto a 360 gradi, un’attenzione che si riscontra anche nelle matite di Patrick Piazzalunga e nei colori di Carlos Lopez. L’artista toscano raffigura personaggi molto espressivi e, in alcuni casi, sia per il ricorso a determinate inquadrature laterali o dal basso che per il modo in cui disegna i nasi ricorda il lavoro svolto dal connazionale Matteo Scalera in Black Science.
Al di là dei richiami e delle suggestioni visive, l’estetica di Project Patron trasmette la giovialità di un supereroismo classico, quasi Silver Age, macchiandola con una sensazione di impellenza e serietà opprimente, amplificata dallo spazio nero che contorna le vignette. Che ci si prepari a entrare nella Dark Age?
Abbiamo parlato di:
Project Patron #1
Steve Orlando, Patrick Piazzalunga, Carlos Lopez, Thomas Mauer
Aftershock Comics, aprile 2021
33 pagine, spillato, colori – 4,99 €











