Città arida, volume pubblicato da Coconino Press, è la quarta raccolta di storie brevi uscita in Italia del mangaka Yoshihiro Tatsumi, storico autore della corrente gekiga, termine che è stato coniato dallo stesso autore e che è traducibile come “immagini drammatiche“, in contrapposizione a manga ovvero “immagini divertenti, disimpegnate“.

Le sei storie, pubblicate tra gli anni ’70 e gli anni ’80, pur essendo slegate e autoconclusive, condividono alcuni temi che simboleggiano la rivoluzione che Tatsumi aveva cominciato nella seconda metà degli anni ‘50. Vendetta, sesso e impotenza sessuale, prostituzione, solitudine: ecco cosa emerge dalle macerie reali e spirituali-emozionali di un popolo che, nonostante veda la ripresa economica, sente ancora sulle spalle un macigno troppo grande e pesante.
Nonostante le tematiche cupe e crude, il registro e il tono complessivo risultano poetici, ispirati e malinconici, anche grazie a dialoghi che trasudano liricità e durezza: una combinazione che rinforza l’opera e crea un ulteriore filo conduttore, creando un legame tra i racconti.
Molto interessante è la caratterizzazione dei personaggi: donne rassegnate e volubili, giovani impetuosi e passionali e uomini anziani silenziosi e amareggiati sono “persone reali”, assolutamente non stereotipate e prive di quella patina di finzione che porterebbe a guardarle con distacco. Tatsumi infatti conduce il lettore a sospendere il giudizio su di loro, in una sorta di epochè fenomenologica husserliana 1 che permette di aprire le proprie vedute per accogliere visioni del mondo e della vita diverse, contaminate da uno specifico contesto contingente, quindi sicuramente differenti dalle proprie.

Il tratto di Tatsumi è pulito ed essenziale e la linea è sottile e continua, cosicchè il disegno viene esaltato anche dall’inchiostratura. Il bilanciamento tra bianco e nero è in favore del secondo, dove le campiture accentuano le atmosfere intense delle varie vicende. Inoltre, come tradizione del gekiga, un grande lavoro è svolto sul montaggio, che ha un’impronta prettamente cinematografica: uso del campo-controcampo, primissimi piani e inquadrature sghembe per aumentare la tensione, valorizzazione dei dettagli e particolare disposizione delle vignette in modo da rendere la narrazione fluida e dinamica.
La postfazione a cura di Juan Scassa merita una menzione in primo luogo per la precisa contestualizzazione storico-sociale di Tatsumi e del movimento gekiga e in secondo luogo per il lucidissimo paragone di quest’ultimo con il burai-ha, la scuola letteraria decadente giapponese.
Città arida si dimostra, in conclusione, un volume quasi imprescindibile per le vivide emozioni che riesce a trasmettere al lettore e per il suo importante ruolo all’interno del fumetto giapponese d’autore.
Abbiamo parlato di:
Città arida
Yoshihiro Tatsumi
Traduzione di Vincenzo Filosa
Coconino Press – Fandango, gennaio 2018
160 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,50 €
ISBN: 9788876183966
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L‘epochè, concetto teorizzato dal filosofo tedesco Husserl nella sua fenomenologia, è la sospensione di qualsiasi giudizio, mediante la quale si evita di assumere per certe determinate realtà delle quali la conoscenza è insufficiente. ↩







