
Nel corso della sua carriera Marconi non ha solo scritto numerose storie per Topolino e testate collaterali, ma è stato anche un elemento importante nell’ambito di iniziative promozionali a cui si legava il settimanale, ed ha ricoperto anche incarichi redazionali tra cui quello di capo servizio sceneggiature.
L’impronta lasciata dall’autore nel “Topo” degli ultimi decenni non è da ignorare, e un riconoscimento come questo volume appare più che giustificato.

Topolino e il ritorno al passato e Qui Quo & Qua e il tempo delle mele sono due storie celebri e ricordate da molti appassionati, certamente tra le migliori della produzione dell’autore e il cui inserimento qui appare più che giustificato.
La prima è incentrata su un ragazzino francese del Cinquecento che si ritrova accidentalmente nella Topolinia moderna, con Topolino e Pippo a fargli da tutori in attesa che possa essere rimandato al suo tempo: se già questo antefatto promette sviluppi gustosi, è la rivelazione dell’identità del ragazzino a rendere l’avventura un esempio di sceneggiatura pensata e riuscita. Alla luce di questa scoperta, infatti, tutta la storia assume una maggiore profondità e la curiosità estrema verso ciò che lo circondava trova un significato preciso nella figura storica che va ad incarnare.

Ai disegni di queste due storie c’è Massimo De Vita: alla fine degli anni ‘80 il suo tratto appariva morbido e piacevole nella raffigurazione dei personaggi, per quanto con Topolino & Co. avrebbe raggiunto il proprio apice stilistico solo una decina d’anni dopo. Con i Paperi, invece, siamo già a ottimi livelli di rappresentazione, con una certa attenzione ai dettagli nelle ambientazioni.

Non potevano poi mancare alcuni esempi di storie promozionali. Topolino e il collegamento multidimensionale nel 1993 ha trainato l’uscita delle quattro parti del Topowalkie, walkie talkie allegato come gadget montabile nei numeri di luglio della rivista: Massimo Marconi ha affrontato la prova creando una storia a metà tra il giallo e il fantasy, caratterizzata da puntate brevi ma ben bilanciate come ritmo narrativo.

In queste storie è Giorgio Cavazzano a prestare la matita alla fantasia di Marconi. Ne “La strada” i personaggi ritrovano il look anni ‘30 delle strisce di Floyd Gottfredson che apparivano sui quotidiani statunitensi. L’artista non era nuovo a tale scelta stilistica, già utilizzata qualche anno prima in Paperino e l’insolito remake, ma stavolta l’attenzione verso i particolari dei personaggi sembra ancora più curata e fusa ottimamente con gli “abiti di scena” della pellicola felliniana.

Infine, vengono anche presentate una manciata di storie standard, buone ma trascurabili, il cui inserimento qui forse stona leggermente: tra queste spicca però Minni e l’avventuroso prelievo per la riflessione sul ruolo della donna nella società odierna, disegnata ancora da Massimo De Vita con il suo tratto vivace e dinamico di inizio millennio.
Ogni storia è ampiamente introdotta da Massimo Marconi stesso. Rispetto ai volumi precedenti, lo spazio concesso alle pagine in cui l’autore parla del suo lavoro è mediamente maggiore, e la mossa si rivela vincente dal momento che lo sceneggiatore snocciola informazioni interessanti e svariati aneddoti, dai quali traspaiono la passione per questo lavoro e un certo gusto verso il racconto delle particolarità inerenti alla propria attività.

La conoscenza del fumetto Disney e l’amore verso lo stesso, percepibili tanto dalla lettura delle storie qui raccolte quanto dalle parole di Massimo Marconi, rendono il volume una risorsa preziosa per chi volesse approcciarsi a questo specifico universo narrativo.
Abbiamo parlato di:
Topolino Diamond Edition – Speciale Disney n. 69
Massimo Marconi, Giorgio Cavazzano, Massimo De Vita, Franco Lostaffa, Salvatore Deiana
Disney-Panini Comics, maggio 2015
370 pagine, brossurato, colori – € 7,90
ISSN: 9 771123 884907 50069









