
Ci troviamo di fronte ad un fumetto sugli zombie?
Sicuramente no. Benché i classici elementi di sopravvivenza ci siano tutti, si capisce ben presto che l’intento di Jason Starr non è narrare l’ennesima storia di non-morti.
L’unico elemento importante di contatto opere importanti del genere è la brutalità della condizione umana quando è posta davanti ad una possibile minaccia: ciò che aveva narrato Wililam Goldin nel suo “Il signore delle mosche” e diventata poi cifra distintiva di The walking Dead.
Starr ha una scrittura decisa, sa esattamente dove condurre il lettore e in un momento nel quale la stragrande maggioranza dei comic americani adotta uno stile narrativo piuttosto decompresso The returning è una botta di adrenalina nelle pagine che si susseguono vorticosamente ad accompagnare gli avvenimenti che succedono a Beth.

Tuttavia, il vero problema di The returning è la mancanza totale di atmosfera. Se da un lato i disegni di Mutti sono perfetti nel ricreare un mondo quasi post apocalittico, sporco, e nel manifestare graficamente la sofferenza della protagonista e la brutalità di certe scene, i testi e la sceneggiatura appaiono freddi, distaccati. Quasi da risultare senza mordente. L’effetto finale è quello di assistere continui ribaltamenti di fronti, verità celate, storie che si incrociano e rivelazioni sconcertanti senza provare il minimo sussulto.
Nemmeno sotto il profilo dei personaggi il lavoro può dirsi è perfettamente riuscito.
Difficile infatti sviluppare empatia coi personaggi: Beth, la protagonista, è caratterizzata abbastanza bene, di lei riusciamo ad intuire ansie e paure – e anche un certa lucidità malsana nella sua narrazione fredda e distaccata degli avvenimenti – ma la sua evoluzione è talmente veloce e repentina che potrebbe addirittura lasciare indifferenti.
Mentre i comprimari sono abbastanza piatti e i “cattivi” non molto credibili, al limite del macchiettistico.
Tutto ciò non permette di godere appieno di un fumetto che partendo da delle premesse non del tutto originali, non riesce a conquistare del tutto il lettore con i suoi misteri.
I disegni di Andrea Mutti riescono meglio in questo compito, complice anche l’ottima colorazione di Vladimir Popov, e risultano estremamente chiari nello story telling e nella caratterizzazione grafica dei personaggi che appaiono sempre riconoscibili all’interno delle varie scene, pagando però dazio nelle scene più dinamiche, nelle quali risultano leggermente statici.
The returning, nonostante le mancanze evidenziate, si rivela una lettura discreta, i cui misteri possono interessare il lettore.
Abbiamo parlato di:
The returning
Jason Starr, Andrea Mutti
Traduzione di Pier Luigi Gaspa
ReNoir – Novembre 2014
96 pagine, brossurato, colori – 12,90 €









