Parliamo di: “Questa terrà è la mia terra”. Riflessioni su consumo etico, problemi ambientali, cambiamenti climatici e diritti sociali alle porte di Milano Expo2015
Con: Paolo Castaldi che LoSpazioBianco aveva già intervistato, nonché incontrato qui.
Leggendo: Chilometri Zero. Viaggio nell’Italia dell’economia solidale (BeccoGiallo 2014) di Paolo Castaldi
Guardando: Second Wind di Sergey Tsyss; When elephants dance the grass gets beaten di Jan Van Den Berg; Endless road di Huaqing Jin
La terza serata della rassegna di docu-film e graphic novel Oblò. Sguardi sulla realtà tra cinema e fumetti, dal titolo “Questa terra è la mia terra“, era dedicata alla discussione della criticità dei rapporti tra uomo e territorio, ma anche alla proposta di modelli di sviluppo ecologicamente più sostenibili ed economicamente più solidali. In sala a discuterne insieme, portando le proprie proposte ed esperienze, si sono incontrati Pascoe Sabido (Corporate Europe Observatory), Anne Iris-Romans (AltrAgricoltura Nord Est), Marica Di Pierri (A Sud) e Paolo Castaldi, terzo fumettista ospite della rassegna dopo Zerocalcare e Marta Gerardi.
Paolo Castaldi, già vincitore del Premio Boscarato come autore rivelazione dell’anno del 
In quello che Paolo preferisce chiamare “diario di viaggio – reportage, piuttosto che fumetto“, acquerello, matita, ma anche fotografie e immagini tratte da videogiochi si alternano, adattandosi al linguaggio dell’architettura, con le sue linee e intersezioni, quando si racconta il Condominio Ecosol di Fidenza o a quello del graphic design quando si ritrae il Parco Agricolo Sud Milano e ci si avvicina ai territori dell’Expo2015.
L’ibridazione delle forme segue la personalità del viaggiatore, permette di inserire i ritratti fotografici dei luoghi visitati e dei volti incontrati, ma anche, aggiunge Paolo, di concedersi delle “pause poetiche in cui pensare, in cui guardarsi intorno, in cui il racconto non deve seguire per forza i ritmi serrati della narrazione fumettistica“.
Il viaggio da Ovest verso Est di Castaldi ci dimostra come organizzazioni di cittadini abbiano saputo modificare i rapporti tra città e campagna, tra produttori e consumatori, tra ambiente e uomo portando i temi dell’economia solidale e del consumo etico all’attenzione delle politiche pubbliche, nelle scuole e nelle loro vite quotidiane, attivando processi di trasformazione dal basso. Ci ricorda poi, quando ormai è tempo di tornare indietro, verso Ovest, che
È possibile agire, cambiare le cose dal basso.
È possibile scegliere e legare le proprie scelte individuali a quelle di altre persone.
È possibile costruire un mondo diverso a partire dalle relazioni che sappiamo coltivare nel territorio che abitiamo.
Una domanda a Paolo Castaldi
Se il fumetto è l’oblò da cui guardi il mondo, cosa appare diverso al di là del vetro?
Paolo Castaldi: Innanzitutto per guardare dall’oblò del fumetto servono solo una matita e un pezzo di carta. Sembra poco, ma l’idea di poter creare intere realtà a costo zero secondo me è molto importante, perché rende il fumetto qualcosa che è potenzialmente alla portata di tutti. L’oblò di un regista, per esempio, è già molto più costo, e poi ha un’inquadratura e uno spazio che sono fissi. Con il fumetto invece sono libero di costruire l’oblò della dimensione che voglio, allargando o stringendo la circonferenza a seconda che decida di farti solo spiare dal buco della serratura, o sbatterti in faccia tutta la realtà così com’è.
Il sito di Paolo Castaldi è biancoruvido.com.
Alla prossima settimana per il quarto e ultimo appuntamento di “Fumettisti dall’Oblò” con Alessia Di Giovanni.











