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Kirihito #1

28 Agosto 2006
di Osamu Tezuka Hazard Edizioni, giu. 2006 – 228 pagg. b/n bros. – 10,00euro Ogni nuovo fumetto nato dalla matita di Osamu Tezuka che scopriamo ci restituisce un quadro sempre più particolareggiato della levatura artistica di questo autore. Un fumettista che non solo ha praticamente inventato la scuola giapponese, una delle più prolifiche e maggiormente inserite nel tessuto sociale del paese di appartenenza, ma ha prodotto storie di una maturità, sia contenutistica sia di forma, sbalorditive. In questo caso stiamo parlando di un fumetto del 1970, che affronta argomenti come l’inquinamento ambientale e l’abuso di potere, il tutto senza lasciare
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Copertina di Kirihito #1di Osamu Tezuka
Hazard Edizioni, giu. 2006 – 228 pagg. b/n bros. – 10,00euro
Ogni nuovo fumetto nato dalla matita di Osamu Tezuka che scopriamo ci restituisce un quadro sempre più particolareggiato della levatura artistica di questo autore. Un fumettista che non solo ha praticamente inventato la scuola giapponese, una delle più prolifiche e maggiormente inserite nel tessuto sociale del paese di appartenenza, ma ha prodotto storie di una maturità, sia contenutistica sia di forma, sbalorditive. In questo caso stiamo parlando di un fumetto del 1970, che affronta argomenti come l’inquinamento ambientale e l’abuso di potere, il tutto senza lasciare in secondo piano i personaggi e i loro sentimenti. La storia di Kirihito, un medico che indaga su d’una strana e misteriosa malattia che porta chi ne è colpito a regredire fisicamente fino ad assumere un aspetto simile a quello di un cane, assume da subito toni drammatici e disperati. Superando l’iniziale scoglio di un tratto apparentemente povero (e sicuramente più grezzo di altri suoi lavori), si scopre invece una capacità narrativa unica, disegni perfettamente dediti a comunicare ciò che Tezuka vuole. Insomma, ancora una lettura fondamentale dal “dio dei manga”. (Ettore Gabrielli)

Ettore Gabrielli

Ettore Gabrielli

Classe 1977, toscano, programmatore. Impara a leggere sugli Alan Ford del padre, una delle poche cose per cui si sente debitore veramente. Vorace lettore da sempre, i fumetti sono stati il mezzo per imparare e per conoscere persone e per questo sarò loro sempre grato. Nel 2002 fonda Lo Spazio Bianco, magazine dedicato al fumetto tra i più longevi e seguiti in Italia di cui è tuttora direttore editoriale. Nel 2021 ha fatto parte della giuria dei Lucca Comics Awards.

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