
Ma in questo secondo volume della raccolta di 100 Bullets certi difetti altrimenti riscontrabili risultano ampiamente attenuati, tanto da renderlo sicuramente migliore e più interessante del primo.
Le cento pallottole del titolo sono quelle messe a disposizione dal misterioso Agente Graves, che, apparentemente senza motivazione alcuna, se non per uno strano senso della giustizia, fornisce aiuto incondizionato ai protagonisti di turno sotto forma di una valigetta contenente una pistola e centro proiettili non rintracciabili; un regalo sufficiente per dare la possibilità a queste persone, diverse tra loro, se non nel convivere con il peso di un qualche torto subito in passato, di vendicarsi di chi li ha incastrate, ingannate o rovinate. Una valigetta che rappresenta un mezzo per soddisfare il bisogno di sfogare una frustrazione nata dall’aver dovuto semplicemente subire, senza mai reagire; una valigetta che è un simbolo della volontà rabbiosa di riscossa per uomini che hanno smesso di vivere veramente.
Strutturato finora per cicli indipendenti, 100 Bullets nel primo volume ha alternato vari protagonisti, i prescelti da Graves, ognuno con la sua storia di squallore e povertà; rifiuti della società, anime perse che non sempre, pero’, si risollevano dopo aver consumato la propria vendetta.

Sia chiaro, naturale è forse un termine eccessivo: le vicende narrate e i loro protagonisti, come tutta la serie, si muovono lungo il sottile confine tra il realistico e il romanzato. L’abilità di Azzarello sta nel reggere bene questo dualismo pienamente manifesto, nel saper stipulare un accordo con il lettore per farlo calare nella sua opera e nel mondo che sta descrivendo.
In questo, non si può non citare l’egregio lavoro di Eduardo Risso che, da maestro del bianco e nero, ha saputo infondere anche con il colore tutta l’atmosfera sporca, corrotta, malsana, grottesca e tragica allo stesso tempo, necessaria per questi racconti.
È pero’ con gli altri tre episodi che l’autore inizia a svelare qualcosa di più dell’idea portante della serie, o meglio, di quello che si nasconde dietro la trovata, inizialmente potente e evocativa, dei cento proiettili. Un serial che se avesse fatto unicamente affidamento sulla ripetizioni di situazioni, tutte diverse ma sottilmente tutte uguali, basate sullo stesso schema e sempre incentrate sul tema della vendetta, avrebbe stancato certo prima dei cento numeri profeticamente ipotizzati. Invece la seconda parte del volume introduce altre variabili, altri intrighi di più ampio respiro, mettendo in una diversa luce l’operato dell’agente Graves. Emerge così una misteriosa associazione, a suo tempo tradita e eliminata, ma i cui membri creduti morti sono in realtà ancora vivi, in attesa di essere messi nuovamente all’opera. Lo schema con cui l’Agente Graves cerca i soggetti a cui donare il suo strumento di vendetta è probabilmente meno casuale di quanto fino a ora si potesse immaginare.
Con questo volume, quindi, Azzarello punzecchia il lettore, forse già pronto ad adagiarsi su un’idea ingannevole degli intenti dell’autore, riuscendo a ravvivare l’attenzione su una serie che, certamente, merita di essere letta in volume piuttosto che a singoli episodi.
Riferimenti:
Magic Press, il sito: www.magicpress.it
Vertigo, il sito: www.dccomics.com/vertigo
100 Bullets, il sito: www.dccomics.com/features/100bullets
Eduardo Risso, il sito ufficiale: www.eduardorisso.com
Si ringrazia l’ufficio stampa Mega/Pegasus per il materiale.
