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Yamazaki-18 years: a spasso nel multiverso

Kaiju Club, Manfont e Scuola Internazionale di Comics uniscono le forze creando un multiverso ricco di azione, divertimento e idee in cerca di una continuità.

“La fantascienza quantistica è una brutta bestia. Parte da idee e concetti fantascientifici che nell’immaginario collettivo sono già fantascientifici, e si porta dietro il rischio di creare un minestrone dove vale tutto e il contrario di tutto.”

Yamazaki-18 years: a spasso nel multiversoCon queste parole Diego Cajelli introduce il volume Yamazaki 18 Years: Apocrypha (progetto di cui abbiamo ampiamente parlato qui, qui e qui).

Un pericolo reale, quello di creare universi in cui perdersi, senza regole né fisiche né narrative. Le suggestioni delle teorie quantistiche, il lavoro di giganti quali Planck, Schrödinger, Einstein, e soprattutto Everett hanno influenzato la fantascienza moderna, in particolare nella creazione del multiverso, una dimensione di universi alternativi interconnessi. Il fumetto attinge continuamente e a piene mani da questo immaginario in maniera sempre diversa, a volte illuminante e strabiliante, altre volte confusionaria e pasticciona.

E la trappola è proprio questa: avere tante possibilità e non darsi dei punti fissi nello svilupparle. Un pericolo in cui non incorre il progetto Yamazaki – 18 Years, nato da un’idea del Gentlemen (formato da David Messina, Valerio Schiti, Emanuel Simeoni e Paolo Vilanelli) e passato poi sotto il marchio Manfont, che ha pubblicato due volumi, Yamazaki-18 Years Compendium e il volume Apocrypha, realizzato insieme a studenti della Scuola Comics di Torino.
Un progetto pieno di idee che attinge a varie fonti per produrre opere adrenaliniche e che assicurano grande divertimento.

Di mostri giganti, alieni e nazisti

L’evento scatenante della storia è un classico della fantascienza (e potremmo dire della storia umana): uomini che giocano a fare Dio e causano disastri irreversibili, in questo caso “l’incidente Bannister”, che crea un moltitudine di mondi dove le regole fisiche non valgono più.
Da questo pretesto, l’immaginazione degli autori si scatena in un tripudio di citazionismo e azione ad alto numero di ottani: è così che a una versione distorta delle Wacky Racers ambientata in un mondo post-apocalittico in stile Mad Max e governato da Hitler, Babbo Natale e Patrick Stella segue un universo in cui un’aviatrice tedesca della prima guerra mondiale combatte giganteschi kaiju, mentre un gruppo di felini antropomorfi e attraenti (e letali) cacciatrici si aggira su una terra da incubo dominata da mostruosità lovercraftiane e incubi degni di Clive Barker.

Gli autori attingono a piene mani dal proprio retroterra culturale, strutturando le storie attorno a questi riferimenti e infarcendole di easter eggs che creano complicità con il lettore, realizzando così un volume che lascia trasparire tutto l’entusiasmo e il divertimento che si nasconde dietro la creazione di un mondo.

La brevità e il ritmo forsennato degli episodi si rivelano però un’arma a doppio taglio: il lettore non ha un attimo di tregua e si gode a pieno il viaggio sull’ottovolante in bicromia creato dal Kaiju Club, ma una volta sceso sente un senso di vuoto e un pizzico di insoddisfazione, alla ricerca di una maggiore continuità strutturale per poter seguire ancora le avventure di personaggi che rimangono impressi più per la caratterizzazione grafica che non per quella psicologica.

Yamazaki-18 years: a spasso nel multiverso

Da questo punto di vista, Yamazaki 18 Years appare come un’opera in cui il disegno, il design e l’effetto grafico hanno la precedenza rispetto alla storia stessa: i disegnatori coinvolti, autori di primo piano nel mercato statunitense, portano con sé lo storytelling tipico del fumetto (e del cinema) di azione americano, arricchito da una elegante scelta cromatica (bianco e nero con incursioni di rosso acceso) che esalta lo stile di ognuno di loro e rafforza le scelte registiche.

Valerio Schiti realizza tavole solide ed equilibrate, con linee sinuose e decise:, uno stile preciso e contenuto, che usa il minimo di tratto indispensabile a definire atmosfere, espressioni e dettagli. Al contrario, Emanuel Simeoni ricorre a un tratto più sporco, ricco di tratteggi e di linee corpose che si muovono in una tavola dalla struttura variegata e mutevole ma mai incomprensibile, sempre attenta al racconto.
David Messina infine mette in campo tutta la sua esperienza, con uno storytelling molto dinamico in cui abbondano le scene di combattimenti a mezz’aria con mostri giganti e una costruzione delle tavole che scandisce il ritmo alternando momenti più lenti ad altri più attivi, il tutto rappresentato con un tratto plastico e statuario.

Il Compendium realizzato da Manfont include oltre alle storie numerose illustrazioni e sketchbook che impreziosiscono il volume, dando la possibilità anche ad altri artisti di interpretare un universo che dimostra in questo modo potenzialità pressoché illimitate.

Gioventù al comando

Proprio per dare modo a questo universo di espandersi, Manfont e Kaiju Club hanno pensato di collaborare con la di Torino per realizzare nuove storie di Yamazaki-18 Years.

Yamazaki-18 years: a spasso nel multiversoIl progetto è ambizioso: supervisionare gli studenti nella creazione di un fumetto da portare alla più importante fiera del fumetto italiano. Il risultato è Apocrypha, volume presentato a Lucca 2016 che vede il ritorno di alcuni personaggi del precedente volume (Ash, Dick, la Baronessa Rossa, Noah e Theon) ma anche l’introduzione di nuovi personaggi e ispirazioni, come la Lucha Libre messicana (nella storia di Parodi e Illuminati) o una versione disillusa e ferita di un orso di pezza molto simile a quello del film Ted (nella storia di Iacono e Vicciarelli).

L’opera presenta tutti i pregi e i difetti di un gruppo di autori e disegnatori esordienti. Per quanto riguarda le storie, gli sceneggiatori sono attenti nel costruire ritmi sostenuti e trame interessanti, riuscendo anche a crearne alcune che si distinguono in maniera creativa dall’impostazione originaria (in particolar modo in Lucha Caotica e A Day in the Life of Pugbert).

L’entusiasmo e la voglia di fare traspaiono da ogni pagina, spunti, idee e nuove citazione costellano ogni tavola, ma al contempo alcune storie appaiono un po’ derivative e legate ai modelli di ispirazione, con alcuni dialoghi e didascalie che suonano ingessati e non scorrevoli.

Anche i disegni denotano la stessa dicotomia: ogni artista riesce innegabilmente ad affermare la propria unicità in termini di tratto, scansione della pagina e atmosfere (particolarmente interessanti le prove di Marika Cresta e Chiara Colasanti, disegnatrici già dotate di buon carisma e sicurezza compositiva), ma alcune volte le tavole e il segno denotano incertezze e alcune tangenze marcate con lo stile del precedente volume.

Al di là di comprensibili difetti per un’opera d’esordio così ambiziosa, Apocrypha raggiunge comunque il suo scopo di divertire il lettore e creare mondi interessanti da visitare, dando la possibilità a giovani autori di entrare in contatto con l’industria del fumetto e le sue dinamiche, un progetto lodevole e sicuramente da ripetere, vista la buona qualità del prodotto.

Voglia di continuità

Yamazaki-18 Years e Yamazaki-18 Years: Apocrypha sono due ottimi esempi del buon fumetto di intrattenimento: storie veloci, divertenti, senza momenti di flessione e ricchi di idee, disegnati per raccontare una storia ma anche per impressionare il lettore con sequenze di grande impatto.
Dopo questi due volumi sarebbe però interessante vedere una continuità nel progetto e un approfondimento dei personaggi, uno sviluppo delle trame e delle moltissime idee che affollano le pagine di queste storie con nuovi capitoli che espandano l’universo narrativo, dando una struttura solida a questi mondi intriganti. Speriamo di vedere un’evoluzione in questo senso e di leggere in futuro, magari dalle mani di alcuni dei ragazzi coinvolti, nuovi fumetti scaturiti da un incidente quantistico che ha scatenato una cascata di eventi degni di essere raccontati. Insomma, siamo in attesa di un Big Bang narrativo.

Abbiamo parlato di:
Yamazaki-18 Years Compendium
Diego Cajelli, David Messina, Valerio Schiti, Emanuel Simeoni, Paolo Vilanelli
Manfont Comics – novembre 2016
152 pagine, brossurato, bicromia – 20,00 €

Yamazaki -18 Years: Apocrypha
Autori Vari
Manfont Comics – novembre 2016
158 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,00 €

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