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Vittima designata: un giallo intenso per Diabolik

24 Aprile 2025
"Vittima designata" è un giallo all'italiana tendente al noir, ma con l'accento posto sulle molteplici sfaccettature dell'animo umano.
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Un interrogatorio a una donna detenuta in un manicomio criminale: così inizia, senza  troppi preamboli, la prima storia primaverile della serie regolare 2025 di Diabolik. E si va dritti al punto, perché di materiale narrativo ce n’è tanto, in questo albo. La sceneggiatura, molto articolata e nient’affatto banale, è opera di Marcello Bondi, giovane e talentuoso sceneggiatore già visto all’opera su precedenti episodi del nostro supercriminale, coadiuvato dal veterano Roberto Altariva.

Un fatto del passato fa da ombrello a un susseguirsi di vicende presenti in cui i vari personaggi si muovono come in un copione teatrale, ciascuno spinto dal proprio motore interiore: la brama di vendetta, la gelosia, l’amore passionale al confine con l’insanità mentale, la follia lucida, il cinismo spietato dei piccoli criminali, l’opportunismo e l’astuzia di Diabolik e Eva, la morale inquinata delle forze dell’ordine. Una trama molto fitta, che a volte richiede di tornare indietro di qualche pagina per essere certi di non perdere nemmeno un dettaglio, ma proprio per questo coinvolgente per il lettore, che alla fine ha la sensazione di aver letto una storia ben più lunga delle canoniche 120 pagine.

Ad accentuare questo effetto contribuiscono le tavole di Antonio Muscatiello, regolari nella scansione delle vignette ma sempre ricercate nelle prospettive e nelle angolazioni di ripresa dei personaggi, che conferiscono grande dinamicità all’azione e profondità delle scene, grazie anche al tratto piuttosto semplice e marcato ma completato da retinature e chiaroscuri.

Abbiamo parlato di:
Diabolik Anno LXIV #4 – Vittima designata
Marcello Bondi, Roberto Altariva, Antonio Muscatiello
Astorina, aprile 2025
130 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50 €
ISSN: 977112404500050004

Laura Cassarà

Laura Cassarà

Catanese, classe 1973, ha imparato a leggere sui fumetti, che poi sono diventati una costante della sua vita. Della sua infanzia ricorda nitidamente i becchi arrotondati dei paperi di Cavazzano e le tavole retinate degli albi dell’editoriale Corno. Da allora non ha più smesso di divorare ogni tipo di storia disegnata, tanto da volerne poi approfondire gli aspetti tecnici, formali e letterari (studiare è un’altra costante della sua vita, purtroppo). Per poter comprare i fumetti, lavora come ingegnere libero professionista e si occupa di tecnologie digitali. Nel 2013, riunendo due delle sue grandi passioni, ha pubblicato il saggio Goodbye Topolinia. Su architettura e fumetto (Malcor D’).

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