Storie: il fumetto autoriale secondo Mazzucchelli

Il percorso autoriale che ha portato David Mazzuchelli dai disegni per Daredevil e Batman ai romanzi a fumetti inizia con Storie.

Storie: il fumetto autoriale secondo Mazzucchelli

, classe 1960, ha esordito col fumetto supereroistico nei primi anni ’80, lavorando poi su Daredevil dove, con Frank Miller, realizza la celebre storia Rinascita (1986); l’anno seguente, sempre con Miller, realizza per la DC Comics Batman: Anno Uno (1987).

Tuttavia, subito dopo, l’autore passa a un tipo di fumetto più autoriale: questi undici racconti a fumetti della prima metà degli anni ’90 sono un primo snodo importante. Alcuni – come Discovering America, Phobia e Big Man – erano usciti in precedenza in forma autonoma, in particolare su Rubber Blanket, una sua rivista antologica realizzata dal 1991 al 1993; altri invece vengono aggiunti in questa raccolta.

All’inizio il suo segno era ispirato alla lezione del grande Alex Toth; già nei due lavori con Miller, tuttavia, inizia a manifestarsi un tratto più sintetico e una linea più nervosa, sia pure ancora all’interno del segno supereroistico del periodo.

È proprio con questi racconti che il tratto si evolve in una cifra autoriale molto personale, prima di essere nuovamente superato nelle algide geometrie di Asterios Polyp.

Il tema portante

Nonostante alcune variazioni, il tema principale è il rapporto uomo-donna, in particolare quello spesso distorto dei maschi verso la sessualità femminile. Per la maggior parte realistici, i brevi racconti si concentrano sulle persone, le loro azioni e reazioni nel quotidiano con uno stile narrativo molto vicino a quello del noir (inteso come romanzo di approfondimento psicologico a carattere criminale). Questa influenza sfocia in molti casi (ad esempio Discovering America) in scene al limite dello psichedelico, utili per rappresentare le ossessioni e i momenti di crisi della mente umana.

Storie: il fumetto autoriale secondo MazzucchelliIl tratto è per lo più stilizzato e marcatamente inchiostrato, mentre l’autore in un paio di racconti strizza l’occhio al manga con una resa grafica che si ritroverà solo decenni dopo in Atsushi Kaneko. In questo senso si segnala Midori, che ha per protagonista una ragazza che ogni fine settimana evade dalla chiusa società giapponese cantando in un gruppo punk.

Altra menzione va a Phobia, detective story di stampo hard boiled che spicca per lo stile asciutto che ricorda (anche graficamente) l’Alack Sinner di Carlos Sampayo e José Muñoz. Infine si fanno notare, come distacco dal tema portante, Il gigante, che ripropone i temi della diversità e dell’accoglienza e Cane morto, un racconto di storia familiare sulla morte dei genitori.

Osserviamo poi come in Near Miss l’ossessione del protagonista per il rischio di un asteroide che potrebbe estinguerci tutti come i dinosauri, è un tema che verrà ripreso nel suo successivo e ampio romanzo a fumetti, Asterios Polyp. Del resto in quest’opera ritorna anche largamente il tema dell’incomunicabilità umana che è al centro dei racconti stessi.

Meta-narrativa

In alcune storie sembra di cogliere una possibile riflessione meta-fumettistica (discorso che ritorna anche nelle riflessioni di architettura di Asterios Polyp) e meta-narrativa in generale. In Discovering America il tema della cartografia, dell’impossibilità di rappresentare esattamente un territorio su una carta, potrebbe rimandare all’analoga impossibilità della narrazione di rappresentare con fedeltà la vita reale. Un tema presentato anche nell’adattamento che nel 1994 Mazzucchelli fa di Città di vetro (1985) di Paul Auster. Il libro parla infatti della difficoltà di descrivere il reale, e vi sono tavole in cui i segni si trasformano in cartine stradali.

Storie: il fumetto autoriale secondo MazzucchelliMozziconi, invece, è una palese riflessione sul proprio percorso autoriale che ricalca (con ogni probabilità, casualmente) la stessa metafora di Esser matita è segreta ambizione del poeta Valerio Magrelli; chiaramente Stop al pelo pubico è una riflessione sulla censura nell’arte e nel fumetto (nella tradizione giapponese, nel caso specifico: ma il senso può essere più ampio). In Cane morto, le polaroid del passato che la madre morente conserva in  casse possono invece ricordare altrettante vignette fumettistiche.

Riferimenti e confronti con il genere fumettistico da poco abbandonato dall’autore si ritrovano, infine, ne Il gigante con un chiaro riferimento a Superman, mentre in Appuntamento al buio vi è una riflessione sul tema della cecità che è l’elemento qualificante di Daredevil come supereroe (che è inoltre la serie principale su cui Mazzucchelli aveva lavorato).

In conclusione, una bella raccolta che ha il pregio di mostrare gli interessi e le prime esplorazioni narrative nel mondo autoriale di David Mazzucchelli, consigliata non solo agli appassionati del lavoro del fumettista, ma anche a chi vorrebbe avvicinarsi alla sua opera.

Abbiamo parlato di:
Storie
David Mazzucchelli
, 2017
176 pagine, brossurato, a colori – 18,70 €
ISBN: 9788876183386

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