Eiichi Muraoka è un autore di manga da oltre 50 anni, considerato uno degli ultimi maestri viventi del periodo “classico” della produzione fumettistica nipponica (anni ‘70 – ‘80), ma rimasto finora inedito in Italia. In La neve dello scorso anno edita in Italia da Nippon Shock, l’autore si confronta proprio con la sua vita e la sua carriera: si tratta infatti di una raccolta di racconti autobiografici in cui Muraoka ci racconta scorci della sua giovinezza, tra l’infanzia in un piccolo villaggio con le difficoltà legata alle difficili condizioni di salute della madre e i primi passi proprio nel mondo del fumetto giapponese.
Fil rouge che unisce questi racconti l’esplorazione delle relazioni umane e dei rapporti con gli altri: legami, incontri, rapporti sono il fulcro centrale attorno al quale l’autore racconta e riflette, concentrandosi soprattutto con chi non c’è più o con chi, in qualche modo, è uscito dalla sua vita (peculiare come molti di questi personaggi appaiano o diventino nelle vignette nient’altro che ombre, silhouette nere di un ricordo che ha perso connotati). Il tratto di Muraoka tratteggia personaggi compatti, morbidi: non si tratta di caricature, ma le figure umane hanno proporzioni tozze e teste grandi, fortemente espressivi nei pur pochissimi tratti (gli occhi sono piccoli, spessi puntiformi e poco più).
Nelle storie della prima parte dell’albo, Muraoka racconta della sua fuga da casa per trasferirsi a Tokyo per diventare fumettista e quindi racconta degli autori e degli autrici con cui ha lavorato e con cui ha stretto forti legami di amicizia, come Benedict Fumiko Okada (altra autrice classica e di grande fama in patria rimasta inedita da noi – salvo qualche breve racconto sulla rivista Nippon Shock). Sono scenari che mostrano la durezza, la precarietà e la fatica della vita del mangaka fin dai suoi esordi, schiacciati da scadenze poco umane e condizioni che minano la salute di autori e assistenti, costretti a rinunciare in buona parte al sonno (con situazioni in cui si dividono in turni da due o tre ore un futon sudicio) e alla libertà a diversi livelli.
Nella seconda parte gli episodi – il cui titolo corrisponde a quello del volume “La neve dello scorso anno” vanno più indietro nel tempo, tornando all’infanzia dell’autore, che ci racconta della vita rurale nel Giappone del dopoguerra e della sua situazione familiare, tra la malattia della madre e le difficoltà di una zia rimasta vedova.
L’approccio di Muraoka è intimo, delicato, con tocchi poetici. Il suo punto di vista evita qualsiasi forma di giudizio, sulle situazioni tanto quanto sulle persone. Anzi, soprattutto dal punto di vista umano, lo sguardo dell’autore si pone con apertura e meraviglia: il suo è lo sguardo di chi osserva il mondo, ma soprattutto le persone, con una curiosità discreta e delicata, priva di qualsiasi pregiudizio, del bisogno di mettersi in una qualsiasi forma di competizione o di qualsiasi forma di condanna. Anzi, spesso l’autore guarda all’altro con, sottesa, un’istintiva forma di tacita assoluzione.
La Neve dello Scorso Anno è una collezione di momenti autobiografici che offrono uno spaccato del Giappone e della vita di un mangaka sincero e delicato, capace di immergerci in un’atmosfera vivida e toccante.
Abbiamo parlato di:
La neve dello scorso anno
Eiichi Muraoka
Traduzione di Roberto Pesci
Nippon Shock edizioni, 2026
190 pagine, brossurato, bianco e nero – € 9,50
ISBN: 9791298527720







