Le Storie #34 – L’innocente (Contro, Ripoli)

Gianmaria Contro tesse le trame di un bel racconto gotico, impreziosito dai disegni di un ottimo Francesco Ripoli.

Le Storie #34 - L'innocente (Contro, Ripoli)Gianmaria Contro, curatore de , firma con “L’innocente” il suo esordio come sceneggiatore, con un racconto di dichiarata ispirazione gotica, che si sviluppa sulle vicende di un maniero georgiano e della sua malinconica padrona. C’è tutto quello che ci si può aspettare da una narrazione di genere: l’atmosfera cupa e opprimente, un crescendo di omicidi e di orrore, il resoconto in forma epistolare di un’investigazione che, penetrando nella ragnatela dei misteri, scardina la prospettiva etica dei personaggi, conducendoci al bel colpo di scena della pagina finale. La dinamica è ben ponderata, per uno sviluppo che non soffre mai delle accelerazioni viste troppo spesso in altri volumi della testata.
Ai disegni un ottimo , già visto all’opera ne “Il lungo inverno”. Qui il suo stile si popola di ombre che, come la fuliggine delle miniere citate nel racconto, pervadono personaggi e ambientazioni, in una sorta di impressionismo inverso, più impegnato a seguire la tenebra che la luce, particolarmente adatto alle scene horror. La suggestiva soluzione acquerellata usata per i flash back consente una alternanza chiara fra tavole dedicate al presente e al passato. Un tratto sottile su campo bianco restituisce efficacemente le immagini filtrate da vetri e specchi. Convincono i primi piani, soprattutto quelli dedicati alla protagonista, che appaiono intensi e magnetici.
Gran bel numero, insomma, impreziosito dall’ennesima, splendida copertina di Aldo Di Gennaro.

Abbiamo parlato di:
Le Storie #34 – L’innocente
Gianmaria Contro, Francesco Rispoli
– luglio 2015
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,80 €
ISBN: 7228100800650034

Le Storie #34 - L'innocente (Contro, Ripoli)

2 Commenti

2 Comments

  1. Alessandro Pian

    9 novembre 2015 a 17:39

    Buongiorno, ottima recensione che cattura bene i punti forti di questo ottimo racconto. Unico appunto: la vicenda è ambientata nel 1827, quindi il maniero non può essere “vittoriano” (Vittoria ascese al trono solo dieci anni dopo), ma “georgiano” – mi si perdoni la pignoleria, ma il primo Ottocento inglese è effettivamente più indicato alla vicenda, in quanto intellettualmente epoca di transizione. Il romanzo gotico (Frankenstein), infatti, per primo ammoniva circa i potenziali mostri che la scienza avrebbe potuto generare, in questo traghettando la cultura inglese dal razionalismo georgiano al romanticismo vittoriano… e questo è il tema attorno al quale si sviluppa il personaggio di Lady Kilgorne.
    Per il resto, è davvero apprezzabile il ‘ritmo’ blando e consono al tempo d’ambientazione. Il disegno è ottimo, ma mi dà l’idea di un chiaro (e condivisibile) omaggio ad Angelo Stano, sia nel tratto regolare sia in quello ‘acquerello’ dei flashback… o sbaglio?

  2. Vittorio Rainone

    Vittorio Rainone

    10 novembre 2015 a 13:52

    Ciao Alessandro,
    grazie per l’intervento e per la precisazione. Ho aggiornato l’aggettivo del maniero.

    Si il ritmo è davvero ben dosato, le pagine scorrono via con la giusta velocità, grazie a una narrazione che usa didascalie in soggettiva, ma non è didascalica o eccessivamente ridondante.

    Per il discorso grafico, non avendo sott’occhio il fumetto, direi a memoria che di sicuro l’effetto “fuliggine” fa pensare a certe ombreggiature di Stano, ma qui è più pervasivo, come se la notte fosse un obiettivo, e il nero non si limitasse ad essere uno degli strumenti. E le figure sono meno nette e “spigolose” di quelle del maestro pugliese, più integrate e quasi immerse nel contesto.

    Grazie ancora per il commento e alla prossima!

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