
Conclusa la stagione Mondo Oscuro, su Dragonero inizia un interludio di cinque numeri che ridisegna in parte la serie fantasy da edicola di Sergio Bonelli Editore.
L’immemore – titolo che, anche alla luce del finale di La fine di tutto, lascia intuire ciò che è accaduto a Ian – segna un vero reset. Dal punto di vista narrativo viene operato un salto temporale in avanti, mentre da quello strutturale la numerazione degli albi riparte da 1 e viene introdotto un nuovo, allusivo frontespizio che racchiude le due anime dell’eroe: lo scout pronto a percorrere l’Erondár, zaino in spalla; e il guerriero, per ora dimenticato in un riflesso del passato.
Il lungo filone degli Abominii si chiude dunque in modo netto e per certi versi drastico, visti i numerosi cliffhanger e piccoli elementi di continuity sparsi qua e là che, alla luce del cambio di rotta, restano al momento sospesi. Conoscendo però i “Virgilio” di Dragonero, Luca Enoch e Stefano Vietti, è lecito aspettarsi che le ceneri di Mondo Oscuro non vengano del tutto dimenticate.
Proprio Enoch firma il primo dei cinque albi con protagonista l’immemore, ovvero uno Ian che ha perso la memoria. L’eroe si risveglia spogliato di ogni avere, spada compresa, nell’Erondár centrale. Data la natura dell’albo, lo sceneggiatore opera una leggera ma efficace reintroduzione dei personaggi principali – da Gmor a Sera, da Myrva al sergente Carogna – e riporta subito in scena anche Elara e il suo drago Alanera, figure dal grande potenziale narrativo. Accanto ai volti noti ne compaiono di nuovi, per ora solo accennati, come la comandante che ha sostituito Ian o un amico scout baffuto, e si delinea la situazione politica dell’Erondár dopo la distruzione degli Inferi: un ambiente frammentato e caotico, che farà da scenario alle prossime avventure.
La trama è ritmata dall’alternanza di personaggi e ambientazioni e la storia trae grande forza e fascino dal nuovo ruolo che Ian è chiamato a recitare, e dalle reazioni di chi è costretto a commemorarlo, ignaro di averlo a volte a portata di sguardo, come un eroe caduto.

Ai disegni, Gianluca Gregorini ritrae un Dragonero inedito, barbuto, segnato ma per nulla spezzato. La sua indole perdura, al di là delle menomazioni psichiche. Il lavoro si distingue per l’uso dei neri, profondi e sfumati, predominanti sui punti luce soprattutto nella parte iniziale dell’albo. I personaggi esprimono grande fisicità, con anatomie e pose esaltate nelle sequenze di combattimento, come quella da tavola 23 a 28. Gregorini colpisce anche nelle ambientazioni, ricche di dettagli che invitano lo sguardo a soffermarsi, ad esempio il glicine che abbraccia un ponte in una vignetta che si estende sulle tavole 30 e 31, o le suggestive lune di tavola 16. Di grande impatto anche la copertina firmata da Gianluca Pagliarani e colorata da Paolo Francescutto, evocativa e coerente con il nuovo frontespizio e il rilancio della testata.
L’inevitabile domanda che ci si pone è proprio questa: siamo di fronte a un rilancio vero e proprio? Tutto lascia pensare di sì. Lo spiega apertamente anche Luca Barbieri, curatore di Dragonero, nella sua introduzione. E lo conferma l’impianto dell’albo scelto da Enoch, che reintroduce personaggi, contesto e dinamiche come farebbe un autentico numero uno, pensato però per accogliere nuovi lettori senza escludere chi già segue la serie.
Sul piano narrativo l’operazione funziona, ma i dubbi erano pochi considerando il calibro e l’esperienza di Enoch e Vietti.
Sarebbe però ingenuo leggere L’immemore solo in questa chiave. Il rilancio è anche, senza dubbio, una risposta a esigenze di mercato. La sincronia con quanto sta accadendo su Nathan Never che, pur senza azzerare la numerazione in costa, avvia una miniserie di cinque albi con l’intento di essere una sorta di spartiacque, non sembra casuale.
I motivi ufficiali non sono noti. Ma è noto il fatto che le edicole non stiano attraversando il loro periodo migliore, tanto che l’universo di Dragonero si sta espandendo in direzione librerie, con la conferma del successo di Senzanima al quale si aggiungerà dalla prossima primavera il nuovo spin-off Orda (in anteprima a Lucca Comics 2025). Questo rilancio della serie regolare potrebbe quindi essere un tentativo per mantenere viva l’attenzione su quello che è, ancora, il principale canale di distribuzione Bonelli.
Abbiamo parlato di:
Dragonero #1 (#151) – L’immemore
Luca Enoch, Gianluca Gregorini
Sergio Bonelli Editore, dicembre 2025
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,80 €
ISSN: 977228243000450151

Finalmente sono finiti i mostriciattoli e si torna alle storie e avventure dell’inizio grazie
Questa iniziativa di una nuova serie di Dragonero, la trovo ottima. I disegnatori di Dragonero sono i migliori che lavorano alla Bonelli. Però vorrei criticare il fatto che molti albi hanno un costo davvero alto. Come vi aspettate molte vendite con prezzi come 15/ 25€? Non li vedo giustificati.