Post-It interview: Bjorn Giordano intervista Caza

Post-It interview: Bjorn Giordano intervista Caza
Sul frigorifero di Bjorn Giordano si accumulano post-it disegnati dai mille colori. In ognuno, una sua domanda o una risposta dell'ospite della puntata: oggi tocca a Caza, nome d'arte di Philippe Cazamayou, uno dei più importanti autori della bédé fra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta.

Sul frigorifero di si accumulano post-it disegnati dai mille colori. In ognuno, una sua domanda o una risposta dell’ospite della puntata: oggi tocca a , nome d’arte di Philippe Cazamayou, uno dei più importanti autori della bédé fra la metà degli anni Settanta e la metà degli Ottanta.

Philippe Cazamayou in arte Caza è nato a Parigi il 14 Novembre 1941 all’interno di una famiglia di artisti. Negli anni 60 sviluppa preferenze per la nascente Pop-Art, il Surrealismo, la pittura astratta e la cultura underground. Comincia la carriera nella pubblicità per approdare al fumetto nel 1970, pubblicando per Eric Losfeld il suo primo graphic novel Kris Kool, per proseguire sulle pagine della rivista Pilote con la serie Quando i costumi avevano i dentie poi proseguire con altre storie brevi nelle quali Caza eccelle con potenza inventiva grafica e narrativa. Tali storie brevi confluiranno poi nei volumi Scene di vita suburbana, L’età d’ombra e Gli abitanti del crepuscolo. Dal 75 le sue storie vengono pubblicate su Metal Hurlant, che negli Stati Uniti darà luce alla costola Heavy Metal, con storie a tema fantascientifico realizzate con una curatissima resa in bianco e nero in puntinismo. Questa tecnica venne in seguito abbandonata in favore del colore in opere come Arkhè, Chimere e Lailha. Dal 1985 al 1987 collabora a film di animazione: con Renè Laloux a Gandahar e con Philippe Leclerc a I figli della Pioggia.

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