
“Vi pare di non poter fare la parte di una strega, ma dopotutto ogni donna è un po’ una strega!”
“Non sono ben sicura che sia un complimento!”
“Ma è un complimento! Voi ragazze inglesi siete tutte uguali… studiate sospettosamente ogni frase per vedere dov’è la trappola!”
(Dialogo tra Roger Valenski e Tiffany Jones)

Che il fumetto sia pieno di personaggi femminili ce lo dice la sua storia. Dalle prime eroine protagoniste della golden age come Little Orphan Annie, Connie, Blondie,Jane, Nancy e Wonder Woman, ai personaggi rivoluzionari degli anni ’60 e ’70 come Valentina, Jodelle, Paulette, Lady Oscar, fino alle “nuove leve” degli ultimi decenni come Druuna e Witchblade; i comics hanno sempre evidenziato la particolarità dei personaggi femminili, siano stati essi protagonisti di testate autonome, o “spalle” di personaggi ben più noti, le eroine di carta hanno comunque svolto un ruolo fondamentale.
Ma la storia dei comics ci dice anche che, purtroppo, il mestiere del fumettaro (sia esso sceneggiatore, o disegnatore o autore completo) è stato di gran lunga un “lavoro da uomini”. Praticamente per oltre mezzo secolo di fumetti in tutto il globo, sembrava che realizzare una strip a fumetti o un comic book fosse riservato solo agli uomini.

Non essendo uno storico del fumetto per professione (ma solo un appassionato di storia dei comics) non so dirvi quale possa essere il motivo; potrebbe essere cercato nell’ottusa mentalità conservatrice e maschilista tanto in voga in quegli anni, ma onestamente non sono neanche un esperto di costumi e società.
Però so di certo che gli anni ’60 furono anni di cambiamenti determinanti per la cultura, la società e naturalmente per il fumetto. Personaggi determinanti si affacciarono alla ribalta dei quotidiani di tutto il mondo.
Nel 1964 sul quotidiano londinese Daily Sketch comparve una strip che aveva per protagonista una bellissima ragazza bionda: Tiffany Jones. Ve lo dico francamente, Tiffany non ha l’importanza culturale o artistica di una Valentina o di una Mafalda, tanto per citare due splendide (e diversissime) eroine dei comics. Però possiede un privilegio che per il periodo fu unico: due autrici donne. Jenny Butterworth, sceneggiatrice, e Pat Tourret, disegnatrice, furono due tra le donne più famose nell’Inghilterra degli anni ’60 e ’70 e la loro bella Tiffany Jones un perfetto specchio femminile di mode e costumi di un periodo pieno di ottimismo come quello della Swinging London.

Bella, spudorata e dai molti mestieri fashion (attrice, fotomodella, ecc…), Tiffany vive le sue avventure in una Londra spregiudicata e lussuosa, circondata da ricchi esponenti dell’alta società. È sexy (in più di un’occasione non lesina le sue grazie), sempre in linea con le nuove tendenze (minigonne e bikini le stanno perfettamente addosso), ma sempre di sani (non più di tanto alla fine) principi come si addice a un’eroina: è pura nei suoi sentimenti romantici ma di certo non disdegna il contatto con l’altro sesso; è capace di consumare uno stipendio per un solo vestito griffato; di sperperare tutti i suoi averi per comprare un’auto di lusso senza neanche saperla guidare; molto facile quando ci sono diversi uomini pronti ad aiutarla.
Al di là di tutto, è bello leggere Tiffany Jones soprattutto a distanza di oltre quarant’anni; le storie della Butterworth sono un perfetto mix di commedia rosa e fotoromanzo stile Grand Hotel e i disegni di Pat Tourret hanno quella perfezione stilistica tipica dell’illustratrice: ogni dettaglio è ben curato e rimanda alla moda di un periodo pieno di cambiamenti nonostante nel fumetto si respiri un’aria decisamente conservatrice.
Da riscoprire e rivalutare; e possibilmente da avere nella propria biblioteca, se non altro come tra i primissimi esempi di fumetto come un lavoro per donne.

Curiosità
La strip fu pubblicata dal 1964 al 1977.
Nel 1973 fu tratto l’omonimo film di Pete Walker con Anouska Hempel nel ruolo della bella Tiffany. Evidente la somiglianza con l’ex modella inglese Jane Shrimpton.
Se Jenny Butterworth e Pat Tourret sono state la prima coppia d’autrici del mondo dei comics, il primato della prima donna europea (ma forse anche in tutto il mondo) disegnatrice di fumetti spetta sicuramente alla nostra Lina Buffolente, attiva fin dai primi anni ’40.
Jenny Butterworth è attiva come sceneggiatrice di fumetti fin dagli anni ’50: un suo fumetto, Wulf the Briton, fu disegnato dal nostro Ruggero Giovannini. Il marito, Mike Butterworth, è anche uno sceneggiatore di comics.
Pat Tourret fu attiva nei primi anni ’60 come illustratrice per l’infanzia e per testi scolastici. Ha due sorelle, Gwen e Shirley, meno note ma anch’esse operanti nel mondo del fumetto e dell’illustrazione.
Edizione consigliata
Credo sia l’unica nel nostro paese: il classico formato Eura Pocket, ma senza l’orribile montaggio riservato alle strisce. Introduzione del grande Carlo della Corte.

Le strisce di Tiffany Jones del periodo 1964 – 1969 sono state pubblicate per storie complete in vari numeri di Eureka Supplemento tra il 1971 e il 1976 oltre all’Eureka Pocket citato nell’articolo, con il quale anch’io ho scoperto il personaggio, che mi ha colpito subito per la notevole qualità grafica e l’ambientazione anni ’60.
Grazie per la precisazione e il prezioso contributo!