“Parle-Moi d’Amour”: Vanna Vinci tra i vicoli della Belle Époque

“Parle-Moi d’Amour”: Vanna Vinci tra i vicoli della Belle Époque
Vanna Vinci ritrae figure femminili che, con l’arte della seduzione, sono rimaste impresse nella Storia.

Parle-moi d'amourSe a Proust bastava mangiare una madeleine affinché la sua mente viaggiasse tra i ricordi, intraprende un viaggio più articolato e complesso partendo da diverse zone di Parigi. Tuttavia, i quartieri, gli edifici, le strade che passano davanti ai suoi occhi e sotto ai suoi piedi la rimandano indietro nel tempo, non della sua vita, bensì di quelle di donne che nella loro esistenza sono state definite in decine di modi diversi, tra cui libertine, prostitute, meretrici, puttane.

Con Parle-Moi d’Amour. Vite esemplari di grandi libertine, uscito per , l’autrice dà la parola proprio a loro, a Païva, Cora Pearl, Valtesse de la Bigne e altre donne solo apparentemente ai margini della Storia, che a cavallo tra Ottocento e Novecento hanno saputo ritagliarsi un ruolo soggiogando gli uomini più blasonati e condurre una vita lontana dai binari precostituiti dalla società del tempo, “pronte a tutto pur di ottenere indipendenza ed evitare vite dimesse, convenzionali o, peggio, da schiave”.

Strutturato come una serie di interviste fittizie fatte dall’autrice a ognuna delle libertine protagoniste, Parle-Moi d’Amour è una raccolta, non esaustiva ma estremamente affascinante, di ritratti di personaggi che sono stati al centro della vita mondana dell’Europa prima delle due Guerre Mondiali. Partendo da contesti poveri e spesso violenti, ognuna di queste figure ha saputo trovare il proprio riscatto dalla miseria e dall’indigenza attraverso il proprio corpo, merce di scambio e allo stesso tempo strumento indispensabile per ottenere un’esistenza più appagante e libera; una rappresentazione attraente, che esalta i corpi e le loro forme sinuose – soprattutto nella loro nudità –, e allo stesso tempo disincantata, che lascia intravedere ciò che quei corpi, tra le gioie dell’eros e i dolori di una vita costantemente al limite, hanno vissuto nel corso del tempo.

Parle-moi d'amour

Il centro nevralgico di queste storie è appunto Parigi, che all’epoca fino alla dei fatti raccontati era la capitale d’Europa (e del mondo) verso cui tutti guardavano. Una città ricca di arte, cultura, sapere, ma anche gremita dei più allettanti intrattenimenti per l’alta società, dedita al piacere, di qualsiasi genere.
A Parigi passano gli uomini che hanno segnato la Storia con la S maiuscola: pittori, scrittori, artisti, nobili e politici (Gautier, Zola, III per citarne alcuni); uomini che però, nei racconti delle protagoniste di Parle-Moi d’Amour, perdono tutta quella sacralità data dal tempo e dalla tradizione e diventano personaggi bassi, quotidiani, dominati da voglie e desideri come chiunque altro, a volte addirittura animali in preda ai più atavici degli istinti – tanto che spesso vengono ridicolizzati e rappresentati proprio come degli animali. Sono uomini (e in alcuni casi donne) che si lasciano ammaliare ineluttabilmente da queste seducenti prostituite, spesso perdendo cifre astronomiche e rovinandosi la reputazione, in un rapporto tra preda e cacciatore in cui i due ruoli sono continuamente interscambiabili. Quella perpetrata dalle donne di piacere di Parle-Moi è una rivalsa che dà i suoi frutti, certo, ma allo stesso tempo ne viene sottolineata l’ambiguità, se non la contraddittorietà, perché sfrutta proprio quelle stesse dinamiche di potere a cui erano soggette le donne all’epoca.

A dispetto di argomenti come l’eros e la sensualità, associati generalmente al fuoco e al calore, la palette di colori di questo fumetto privilegia tonalità fredde, pallide, permeate da un leggero senso di malinconia, anche quando i corpi nudi delle libertine si distendono per intere pagine. Sembrano quasi voler rimarcare la transitorietà di quelle figure, racchiuse in nere linee dal tratto spesso che conferiscono consistenza e corposità. I personaggi si stagliano così sulle tavole, dominando in modo prorompente ma con naturalezza gli sfondi parigini, ricchi di dettagli che aiutano a calare ancora di più chi legge in quel periodo storico.

Parle-moi d'amour

Ogni capitolo del libro segue lo stesso impianto strutturale, sia a livello narrativo sia a livello artistico. Nel primo caso, ogni intervista comincia con l’incontro tra Vinci e la libertina in un luogo significativo per quest’ultima; dopodiché l’intervistata racconta gli eventi principali della sua vita, tra prodezze e difficoltà, guidata dalle domande dell’intervistatrice ma sempre con la libertà di raccontare quello che vuole con il suo personalissimo modo di esprimersi; solo alla fine, vengono menzionate le origini della protagonista di turno, spesso proveniente da realtà difficili e intrise di violenza e soprusi.

Sotto il profilo artistico, invece, Parle-moi segue solo poche volte lo schema a vignette tipiche del fumetto, preferendo piuttosto offrire grandi immagini delle figure sensuali ed erotiche delle libertine, in pose plastiche e con abbigliamenti sfarzosi ed eccentrici, quasi fosse più un libro illustrato che un fumetto propriamente detto. Il dialogo avviene sì attraverso i classici balloon, ma nella maggior parte dei casi più che dialoghi sembrano lunghi monologhi, solo di tanto in tanto intervallati dai contenuti interventi dell’autrice, posti ai lati delle illustrazioni, tra domande e brevi commenti.

Se da un lato il tema dell’eros e la vita delle singole libertine sono fonti di grande interesse per approfondire un contesto storico molto conosciuto come quello della Francia e dell’Europa della Belle Époque, dall’altro il modo di condurre le interviste e la contrapposizione tra testi e immagini può risultare alla lunga ripetitivo e di ostacolo alla lettura.

Parle-moi d’Amour di è un’opera che coniuga l’intervista, il fumetto, l’illustrazione, il diario e la cronaca storica, che offre uno sguardo inconsueto e approfondito sulla condizione di donne che, con l’erotismo e la sensualità, si sono fatte strada in un mondo dominato dagli uomini:

Qualcuno potrà dire che facevano il mestiere più vecchio del mondo e che erano comunque alle dipendenze degli uomini che le pagavano… Altri parleranno di emancipazione della donna, anche se sono certa che queste signore pensassero a emancipare solo se stesse.

Abbiamo parlato di:
Parle-moi d’Amour. Vite esemplari di grandi libertine

Comics, 2020
208 pagine, brossurato, colori – 26,00 €
ISBN: 9788807550652

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