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Paranoid Boyd #2: intervista a Matteo Pirocco

8 Novembre 2015
In occasione dell'esordio in edicola di Paranoid Boyd abbiamo intervistato Matteo Pirocco, disegnatore della prima parte del #2.
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Foto per sitoMatteo Pirocco è un fumettista e illustratore già attivo da molti anni.
Ha collaborato con editori quali EF Edizioni, Cagliostro E-Press e AbsoluteBlack, e ha insegnato presso la Scuola Fumetto Cassino (FR).
Ha lavorato spesso in coppia proprio con 
Andrea Cavaletto, che l’ha contattato per invitarlo a dare il proprio contributo a Paranoid Boyd, il progetto più recente a cui si è dedicato.
Pirocco
ha disegnato la prima parte di Paranoid Boyd #2; in occasione dell’imminente esordio in edicola della serie, gli abbiamo fatto qualche domanda sul suo lavoro.

Ciao Matteo, e grazie per averci concesso questa intervista.
Come sei stato reclutato tra le file dei disegnatori di 
Paranoid Boyd?
Ciao ragazzi, grazie per l’intervista.
Conosco e collaboro con Andrea Cavaletto da molti anni. Ho ricevuto una sua telefonata dove mi esponeva il progetto. Quando Andrea chiama, sarebbe da stupidi non prendere seriamente in considerazione l’opportunità di collaborare. Ma non sono un disegnatore a tempo pieno, ho dovuto valutare anche i tempi di produzione per conciliarli con i miei impegni professionali. Il progetto è partito molto in anticipo, consentendomi così di partecipare.

Quali sono le tue precedenti esperienze nell’ambito del disegno, e come ti hanno aiutato ad affrontare questa nuova impresa? 
Ho pubblicato come vignettista in riviste come Studenti.it e Yet, e in blog come Angologiro.it. Ho insegnato presso la Scuola di Fumetto di Cassino.
Ho pubblicato con Cagliostro E-Press, EF Edizioni, Virus Comix e AbsoluteBlack, sempre in ambito horror e spesso in squadra con Cavaletto.
Ora insegno a tempo pieno Arte e Immagine ai ragazzi delle scuole medie e ogni tanto torno al fumetto.

pinup PB 01 72dpiCosa ti ha attratto maggiormente di questa serie?
Una volta letta la sceneggiatura, sono rimasto colpito dal personaggio di Wotan. La sua vicenda è toccante, è una vittima della corruzione dell’animo umano. Negli scripts di Cavaletto c’è sempre una forte connotazione morale: l’uomo è cattivo, perché può esserlo. E spesso lo è soprattutto perché crede di essere nel giusto. Ma non c’è redenzione. È una visione apocalittica e nichilista.

Quali influenze ti hanno contagiato per tratteggiare le atmosfere horror del fumetto?
Oddio, normalmente mi lascio influenzare da tutto ciò che mi piace o che mi sembra abbia un senso. Amo il cinema, la letteratura, il fumetto e la musica.
Qualsiasi cosa possa rubare dal lavoro di altri in questi campi per rendere al meglio nel mio, io lo rubo.

È stato difficile far rivivere i personaggi nel tuo segno, rispettando il character design impostato da altri?
Per me decisamente sì! Non essendo un professionista del fumetto a tempo pieno ho faticato un bel po’. Spero di aver fatto un buon lavoro e che i lettori siano clementi nel caso notino troppi svarioni.
Ah, odio disegnare automobili, ma soprattutto furgoni!

Com’è funzionato il lavoro sulla serie, per quanto riguarda voi disegnatori? Vi siete confrontati tra di voi, siete stati in contatto, oppure ognuno ha realizzato il suo numero in autonomia?
Ogni disegnatore condivide lo spazio del proprio albo con un collega, disegnando ognuno quindici tavole, ma tutti gli albi sono consequenziali quindi era necessario un coordinamento per la congruenza di ambienti, oggetti, personaggi ecc. Siamo stati costantemente in contatto tra di noi, comunicandoci dubbi e riflessioni, controllandoci vicendevolmente il lavoro svolto e correggendo sviste e incongruenze quando si sono presentate.
Ma poi ognuno di noi è stato lasciato libero di lavorare in piena autonomia creativa.
Tutto questo, naturalmente, sotto la supervisione rigorosa e il placet di Cavaletto.

pinup PB003 72dpiLavorerai anche su altri numeri della serie?
Le mie tavole compariranno solo nel secondo albo, che condividerò con l’immenso Enrico Carnevale.

Otre a Paranoid Boyd, ci sono altri progetti professionali in vista?
Al momento non c’è nulla all’orizzonte.

Hai già collaborato con Andrea Cavaletto in precedenza (EF Edizioni, Cagliostro E-Press e AbsoluteBlack), ora questa nuova esperienza: insomma sembra che sia un sodalizio che dura. Se non siamo troppo curiosi, ci vuoi parlare delle ragioni della tua – evidentemente – buona intesa con il prolifico sceneggiatore?
È semplice! Andrea è un pazzo maniaco visionario e a me diverte disegnare le sue allucinazioni!
Ha un che di terapeutico.

Ringraziamo ancora Matteo Pirocco per averci concesso questa intervista.

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Intervista condotta via mail da Andrea Bramini e Paolo Garrone l’11/10/2015

 

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi. Si è anche dedicato a "LSB Live", dove (s)parla sempre di comics e dintorni.
Da queste parti, in qualche modo e maniera, lo troverete sempre.

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