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  • Marvel United: intervista ad Andrea Chiarvesio

    Marvel United: intervista ad Andrea Chiarvesio
    Oltre a film e serie tv, i comics ispirano anche giochi da tavolo. Fra gli ultimi nati, Marvel United, creato da Andrea Chiarvesio ed Eric Lang per CMON.
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    Marvel United è un gioco progettato da ed Eric Lang (Quarriors, Blood Rage, Rising Sun, Cthulhu: Death May Die, Chaos in the Old World fra i suoi tanti lavori), illustrato da Édouard Guiton e prodotto dalla casa statunitense CMON attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter di enorme successo. In Italia è distribuito da Asmodee. È un gioco collaborativo per 1-4 giocatori, e mette in scena lo scontro fra un team di supereroi e un villain, utilizzando una meccanica di gestione mano. I personaggi sono rappresentati da un loro mazzo di carte azione, che li caratterizza con abilità speciali: i giocatori devono coordinarsi turno dopo turno per salvare persone, catturare malviventi e infine il villain. Ha regole molto semplici, un gameplay fluido e si pone quindi come un buon introduttivo. La scatola base comprende 6 supereroi (, Iron Man, Widow, Wasp, Hulk, Ant Man) e tre villain (Red Skull, Taskmaster e Ultron); altri personaggi sono in arrivo con le espansioni del gioco. Abbiamo parlato con l’autore di questo nuovo gioco e del suo rapporto con il mondo del fumetto.

    Come è nato e si è sviluppato il progetto di Marvel United e come hai organizzato il lavoro con Eric Lang? Rispetto alle altre vostre collaborazioni, questa ha offerto qualche difficoltà particolare? Ad esempio: sfruttare l’IP Marvel vi ha posto vincoli di qualche tipo, magari inattesi?
    Già nel caso di co-design precedenti io ed Eric eravamo abituati a svolgere gran parte del lavoro a distanza, e questo progetto non ha rappresentato un’eccezione. Naturalmente i progressi più grandi li abbiamo compiuti quando abbiamo avuto l’occasione di vederci e provare il prototipo seduti allo stesso tavolo, ma direi che no, non ci sono state particolari difficoltà, anzi è stato uno di quei progetti che ha trovato la sua strada in maniera abbastanza naturale e fluida. Lavorare con l’IP Marvel è stato entusiasmante e, sebbene naturalmente esistano dei vincoli, non direi che ci sono stati problemi inattesi. Devo dire che sia Spinmaster USA (il partner editoriale di questo progetto) che Marvel si sono sempre dimostrati entusiasti del progetto e partner attivi e propositivi.

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    Le miniature della scatola base: in blu gli eroi, in rosso i villain.

    Ci sono stati casi in cui l’ambientazione ha suggerito idee o aiutato a scegliere fra più opzioni di meccanica do gioco?
    Idee e meccaniche di gioco per noi in CMON sono sempre basate sull’ambientazione, la sfida è proprio quella di rendere al meglio l’ambientazione attraverso le meccaniche. In pratica l’intero processo di design è stato guidato dalla volontà di rendere l’ambientazione, mantenendo nello stesso tempo il gioco accessibile ad un pubblico il più ampio possibile, magari appassionato di fumetti ma non necessariamente di giochi da tavolo.

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    Tales of Asgard: una delle espansioni annunciate per Marvel United.

    Per Marvel United sono in cantiere numerosi pack di espansione, con eroi e villains da aggiungere al sistema di gioco: come si riesce ad aggiungere varietà di gioco senza “rompere” il sistema base? Quanto di ciò che si rilascerà negli anni successivi viene già provato durante lo sviluppo del sistema di gioco?
    Proprio perché abbiamo lavorato duramente allo scopo di avere un motore di gioco solido e versatile, siamo – credo – riusciti ad avere un sistema base di gioco che permette di inserire un gran numero di varianti senza che il sistema si “rompa”, anzi! Il nostro obiettivo era fare in modo che ogni singolo villain nel gioco offrisse una sfida differente e un’esperienza ludica diversa ai giocatori. Mi sento di poter affermare che ci siamo riusciti. Se a questo aggiungete livelli di difficoltà variabili grazie alle diverse Challenge inserite nel sistema penso che il gioco possa offrire agli appassionati una grandissima longevità.

    Marvel United ha sfruttato una campagna Kickstarter, che ha raccolto oltre 2.800.000 $. Quale è il il ruolo del per un gioco come Marvel United? Perché non poteva essere proposto direttamente in retail?
    Il crowdfunding è uno strumento fantastico per offrire ai backers un prodotto con il massimo valore aggiunto possibile. Vogliamo che i nostri giochi offrano un’esperienza di altissimo livello sia a livello di meccaniche che di materiali, e Kickstarter ci dà l’opportunità di coinvolgere i backers in questo processo. Per noi rimane un mezzo privilegiato per dare ai giocatori titoli innovativi e della massima qualità.

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    Capitan America nell’interpretazione di Guiton e la sua miniatura.

    Tu sei anche un appassionato lettore di fumetto supereroico: ti va di condividere con noi un paio di titoli classici e moderni che ami e dirci perché?
    Una storia che amo molto, riletta di recente, è Old Man . Forse perché esplora una storia in cui a vincere e prosperare sono stati i villain, cosa che nella vita reale mi pare capiti decisamente più sovente rispetto a quanto avvenga nei comics.
    Un altro titolo che ho apprezzato molto è Powers per il modo brillante di mescolare al genere supereroico il crime, un altro genere di cui sono appassionato. Tra i classici, devo “banalmente” citare pilastri come , o L’ultima caccia di Kraven.

    Hai in più occasioni sottolineato l’importanza dello storytelling in un gioco (e in Marvel United la track di gioco è chiamata “storia”): da quale fumetto ti piacerebbe trarre un gioco, valorizzando l’aspetto narrativo/esperienziale?
    Ce ne sono moltissimi… tanto per citarne qualcuno, peccato essere già stato anticipato da altri su fumetti che amo come Lupin III, Corto Maltese, , ecc… non mi dispiacerebbe tornare per un po’ alla mia infanzia e trarre un gioco da un qualsiasi titolo di Matsumoto o di Go Nagai.
    Più in generale, i fumetti sono una fonte quasi infinita di storie interessanti da cui possono essere tratti giochi altrettanto coinvolgenti, senza dimenticare che anche il percorso inverso è possibile: i nostri Zombicide, Invader, Death May Die, Starcadia Quest e Rising Sun hanno dato origine a fumetti meravigliosi, ad esempio!

    Intervista realizzata per mail a dicembre 2020.

    Andrea Chiarvesio

    Andrea Chiarvesio, game designer torinese classe 1970, ha sinora firmato oltre una ventina di giochi (superano i cinquanta, se contiamo le espansioni), fra i quali Hyperborea, Kingsburg, Munchkin Dungeon, Signorie, Wacky Races e, in tema fumettistico, ; già al lavoro su progetti di futura pubblicazione, lo potete trovare alla sua pagina Facebook.

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