L’ultimo vecchio sulla Terra: Davide Toffolo interpreta Remo Remotti

L’ultimo vecchio sulla Terra: Davide Toffolo interpreta Remo Remotti
Toffolo omaggia Remotti in un libro che costruisce partendo dagli scritti dell’istrionico artista: un viaggio tra donne, psicanalisi e arte del ‘900.

Remo Remotti_COverSi può essere pittori, scultori, poeti, attori, live performer in una sola vita? Si può vivere a Roma, in Perù, a Berlino in una sola esistenza? Se aveste chiesto a Remo Remotti, la risposta sarebbe stata semplice: ovviamente sì. Una figura istrionica, camaleontica e creativamente esplosiva, quella di Remotti: laureato in Giurisprudenza, partì negli anni ’50 per il Perù dove si appassionò di pittura, fece poi rientro in Europa e a Berlino divenne assisstente dello scultore Emilio Vedova.
A cinquant’anni reinventa nuovamente la sua vita, diventando attore e lavorando con registi del calibro di Marco Bellocchio, Ettore Scola, Nanni Loy, i Fratelli Taviani, Renato Mambor, Rodolfo Roberti, Francis Ford Coppola e soprattutto Nanni Moretti, che lo dirige nei panni di uno strabordante Sigmund Freud nel film Sogni d’Oro.
A queste attività, Remotti ha sempre accompagnato la sua passione per la scrittura, che ha spesso trasformato in performance, la più famosa delle quali è quella di Mamma Roma, addio!, che lo ha fatto diventare cantore della romanità e che è stata reinterpretata in vari modi (qui una delle versioni più famose, su musica del duo elettronico Recycle).

Ed è proprio con il Remo Remotti performer che entra in contatto nel 2005, come raccontato nella prefazione del volume. Da questo incontro nasce una potente attrazione per questa figura anticonformista, libera e sempre in movimento, dentro e fuori di sé: Toffolo, anche lui artista istrionico e multiforme, decide di trasformare le sue presentazioni in performance, i suoi libri in opere da palco, unendo così il fumettista al musicista per diventare ancora altro. E proprio durante la pandemia, in assenza di performance, Toffolo decide di dare forma a un libro a cui aveva sempre pensato. Un’opera in parte diversa dalle altre realizzate dall’autore, qui illustratore più che fumettista, ma in realtà perfettamente in linea con la sua evoluzione.

L’ultimo vecchio sulla Terra, è prima di tutto, un libro di Remo Remotti disegnato da : il fumettista di Pordenone infatti non realizza un fumetto biografico del romano, ma sceglie alcuni suoi scritti per dare una immagine quanto più completa dell’artista. Lasciando da parte Mamma Roma, addio! – “Non l’ho messa perché si trova ovunque, mi sembrava non ne valesse la pena in questo senso”, dichiara a Patrizio Ruviglioni su Rolling Stones– , il lavoro di ricerca si orienta su quelli che sono i cardini dell’opera di Remotti secondo Toffolo, ovvero l’amore per le donne, l’amore per la psicanalisi e infine l’amore per l’arte del Novecento. Sette capitoli che approfondiscono ognuno di questi temi.

Fatto salvo per il divertente gioco letterario de L’importanza del professionismo e non e la confessione semiseria Che lavoro fai, i capitoli principali sono Donne, in cui le illustrazioni accompagnano scritti esagerati, ricchi di ironia e di passione strabordante, che riflettono la forte attrazione per l’universo femminile in una chiave libertina, influenzata dagli anni della rivoluzione sessuale sessantottina, e a cui fa eco la più dolce e romantica Una coppia così; L’Ultima Mossa è invece una storia che riassume tutto il percorso dell’arte Moderna e Contemporanea del ‘900 con una narrazione ricca di inventiva; infine Sogni è una divertente e dissacrante disamina sull’attrazione per la psicanalisi, anche per la sua parte più carnale e pratica. Da questa selezione di storie, che si conclude con uno scritto inedito che esorta a vivere a pieno la propria vita e a dare il meglio di sé stessi, la figura di Remotti emerge in tutte le sue sfaccettature e il suo fascino, tra ironia volgare e tagliente e profondità di pensiero, cultura alta e bassa che si incontrano in un continuo scambio, aperto e senza pregiudizi: questa è la potenza dell’ultimo vecchio “parlante” della nostra cultura, come definito nell’intervista sopracitata. 

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Con le sue illustrazioni, irriverenti e sintetiche, sensuali e voluttuose, dolci e essenziali, immaginifiche e divertite, Toffolo interpreta ogni verso e ogni storia come fossero scritte dalla sua penna, poiché queste tematiche (sessualità, ironia, arte come atto di libertà) sono anche le sue, da sempre. E quindi, pur essendo Remo Remotti il protagonista e l’autore del racconto, L’ultimo uomo sulla Terra è un’opera che parla anche molto di Toffolo: dopo gli autobiografici Graphic Novel is Dead e Graphic Novel is Back,  dopo il viaggio musicale e spirituale de Il Cammino della Cumbia e dopo Come rubare un , grande atto d’amore nei confronti del suo mito ispiratore Roberto “Magnus” Raviola, questo libro inserisce un ulteriore tassello nel cammino personale dell’autore e riassume, attraverso i mille stili diversi di disegno, la strada percorsa finora.

Toffolo si confronta e si specchia in Remotti, due istrionici artisti sempre in movimento, sempre in mutamento; da lui si fa guidare e a lui si sovrappone, non in maniera palese, ma con tatto e rispetto, in una maniera che allude alla vicinanza tra i due mostrandola solo con dei piccoli particolari (la rappresentazione di Remotti è sì tratta dai disegni fatti nel corso della sua vita, come dichiarato a Luca Valtorta su Robinson, ma riflette anche il ritratto di Toffolo che si ritrova in tante altre sue opere). Avendo trovato un nuovo spirito guida per questa sua nuova fase della vita, forse anche lui si sta avviando sul percorso per essere, un giorno, “L’ultimo vecchio sulla Terra”.

Abbiamo parlato di:
L’ultimo vecchio sulla Terra
Remo Remotti,
, 2021
224 pagine, brossurato,  colori – 18,00 €
ISBN: 9788817157735

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