Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.

Debby Tung, Passione libri
Teenage Mutant Ninja Turtles: Le storie perdute di Jim Lawson (Panini Comics, 2026)

Il volume raccoglie integralmente la seconda serie delle Tartarughe Ninja, pubblicata in origine da Mirage Studios nel 1993. Ciò che rende la storia interessante è l’evoluzione dei protagonisti e delle dinamiche che intercorrono tra di essi. I quattro eroi infatti stanno crescendo e iniziano a cercare una propria autonomia gli uni dagli altri; ancora uniti da un indissolubile legame fraterno ma consapevoli di non poter rimanere fermi nel passato. Di riflesso, nel corso dei capitoli si respira un’atmosfera malinconica, aiutata da una narrazione che non eccede nei dialoghi ma lascia spesso parlare le immagini. In ogni caso avventura e azione non mancano, anche se sul finale questa componente tenda a diventare un po’ stucchevole. Il tratto grezzo e minimalista dell’autore ricalca molto da vicino lo stile di disegno adottato da Kevin Eastman e Peter Laird nella serie originale ma l’aggiunta del colore rappresenta invero un valore aggiunto, con tinte tenui che accentuano il mood malinconico del volume.
Marco Marotta
Chi ha sederato il formaggio del re? Di Erlend Loe, Kim Hjorthoy (Sinnos, 2026)
Continua la pregevole e interessante opera editoriale di Sinnos di pubblicare in Italia fumetti e libri illustrati dedicati a giovani lettori e provenienti dalle nazioni scandinave. Chi ha sederato il formaggio del re? è una chiara e divertente parodia dei più classici whoddunit scritti da Agatha Christie, ma declinata secondo un nonsense surreale e comico tipico della fantasia fanciullesca. Erlend Loe, ispirato dai giochi del proprio figlio, immagina un giallo ambientato su un treno in corsa che uno strano e pomposo emulo di Hercule Poirot viene chiamato a risolvere. La soluzione dell’intrigo è assurda e strampalata, al pari del crimine: una forma di cacio destinata a un sovrano deturpata dalla forma di due natiche. Kim Hjorthoy con un tratto volutamente grezzo e infantile realizza un character design dei personaggi di grande efficacia e regala alla narrazione un ritmo serrato, specie nelle tavole a sei vignette che connotano i vari interrogatori ai sospettati. Una bonaria e riuscita presa in giro dei topoi del giallo, dedicata ai più piccoli (ma non solo).
David Padovani

2000 AD # 2474 di AA.VV. (Rebellion, 18 marzo 2026)

L’albo di 2000 AD uscito nel Regno Unito il 18 marzo 2026 con la copertina di Steve Yeowell si apre con Judge Dredd: Climate Crisis – Part 4 sceneggiato da Rob Williams e Ned Hartley per i disegni di PJ Holden, un episodio in parte movimentato e in parte riflessivo che si giova di un tratto grezzo e spigoloso. Tocca poi alla storia più debole della rivista, Brink: The Call of the Void – Part 3 di Dan Abnett e Inj Culbard, in cui due coppie di personaggi parlano vignetta dopo vignetta, portando avanti la narrazione in modo statico. Con Tharg’s 3rillers: Who is Adrian Apollo? – Part 2 di Liam Johnson e Steven Austin le cose vanno decisamente meglio: l’azione si sviluppa all’esterno e all’interno di una stazione spaziale, con coreografie dinamiche e dialoghi interessanti. Segue Future Shocks: Strictly Business scritto da James Peaty e illustrato da Mike Walters, ossia l’episodio più divertente di questo numero: mistero, morte e distruzione prendono vita grazie a un’efficace scala di grigi accesa da spruzzi di sangue. The Discarded – Part 12 di Peter Milligan chiude il settimanale con i colpi di scena portati sulla tavola dal segno realistico di Kieran McKeown e dalla colorazione vivace di Jim Boswell.
Federico Beghin
Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross (Panini Comics, 2021)
Considerato un capolavoro senza tempo, Marvels rappresenta uno dei fumetti più originali e potenti della Casa delle Idee. La storia segue il fotografo Phil Sheldon sin dalla sua giovane età, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, raccontandoci la sua ascesa come fotogiornalista specializzato nel mostrare al mondo le meraviglie supereroistiche che, da lì a poco, avrebbero scosso il mondo intero. Scritto da Kurt Busiek e disegnato e dipinto da Alex Ross, il fumetto è un’ode all’epopea marveliana dalle sue origini fino agli anni ’70, raccontando i grandi eventi che hanno plasmato l’universo supereroistico più famoso al mondo. Il tutto viene illustrato dal punto di vista dello stesso Phil, e quindi dei cittadini comuni, persone meravigliate e terrorizzate dagli scontri titanici che vedono protagonisti Capitan America, Spider-Man, gli X-Men e tutti gli altri. Marvels parla di un mondo che cambia velocemente, con una forza spaventosa e affascinante e che ci racconta della nostra realtà più di quanto si possa immaginare.
Domenico Rotella
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Endeavour #1 di Stephanie Phillips, Mark Laming, Lee Loughridge, Tom Napolitano (DSTLRY, 2025)

Rielaborare un concetto narrativo che rimanda a storie che sono diventate dei classici può dimostrarsi complicato, specialmente in relazione a quelle nelle quali l’uomo si scontra con l’ambiente circostante ingaggiando una lotta per la sopravvivenza. Immediato il rimando a serie televisive – Lost e Yellowjackets – così come a classici letterari. Endeavour si pone in questo solco attingendo la giusta energia sia dalle fiction citate che dal romanzo Il Signore delle Mosche, aggiungendo un respiro contemporaneo alla narrazione. La storia catapulta il lettore in un viaggio in alto mare, che ben presto si trasforma in un incubo, che mette in scena un gruppo di persone d’élite che si imbarcano a bordo di una nave del XVIII secolo. Stephanie Phillips riesce costruisce una solida cornice narrativa nella quale si intrecciano le dinamiche sociali che rappresentano il cuore della storia, insieme a personaggi che seppur stereotipati si dimostrano più complessi di quanto appaiono in superficie. I disegni di Mark Laming ben si adattano ai momenti leggeri e a quelli maggiormente drammatici, sottolineando efficacemente la natura ambigua dei personaggi.
Ferdinando Maresca
L’algoritmo della farfalla di Lucio Cascavilla e Giunia C. (Morsi Editore, 2026)
I CPR, Centri di Permanenza per il Rimpatrio, sono strutture di detenzione amministrativa per i cittadini extracomunitari sprovvisti di regolari documenti di soggiorno. Pietro Cingolani (ricercatore, antropologo e insegnante) nell’introduzione al volume scrive che “da anni moltissime e autorevoli voci hanno denunciato la sospensione dei diritti fondamentali che avviene all’interno di queste strutture e ne hanno chiesto la chiusura”. A raccontare questa realtà quasi sempre invisibile, attraverso la fiction, sono Lucio Cascavilla e Giunia C. in L’algoritmo della farfalla, un fumetto denso, intenso, istruttivo ma non didascalico. Le informazioni arrivano al pubblico in modo diretto grazie a dialoghi, disegni e colori efficaci, taglienti e cupi. L’opera è tosta, non fa sconti e richiede il tempo di essere assimilata. A volte è necessario fermarsi a prendere fiato prima di proseguire nella lettura delle terribili vicissitudini delle persone rinchiuse nei CPR, portate su carta con immagini ricorrenti di sbarre, geometrie claustrofobiche e tinte ferrose.
Federico Beghin

Absolute Batman #11 di Scott Snyder, Clay Mann (Panini Comics, marzo 2026)

Arriva con la terza parte della saga Abominio il racconto delle origini di Bane, narrate dalle parole di Alfred Pennyworth. Scott Snyder gioca sul filo delle differenze e delle similitudini tra la versione assoluta e quella canonica del personaggio, attestandosi il merito di dare un significato alla maschera del villain che nell’universo classico resta senza dubbio tra gli elementi più deboli del mercenario originario di Santa Prisca. È Clay Mann che viene chiamato a illustrare la storia e, nonostante la composizione delle pagine emuli la saturazione vignettistica di Dragotta, come già Marcos Martin aveva fatto in passato (conferma di una vera e propria indicazione editoriale, a questo punto), lo stile affonda nel Jim Lee degli anni ’90 dell’artista e depotenzia l’estrema violenza fisica di un racconto che fino alla fine lascia il lettore in un limbo nel quale non sa se ciò che sta leggendo sia reale o un what if. La conclusione porta con sé la risposta al quesito, non quella desiderata forse, ma la più logica nell’ambito di una narrazione seriale.
David Padovani
Per questa puntata è tutto. Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.
