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Letture in breve #39

17 Luglio 2025
Nuovo appuntamento con la rubrica che raccoglie, in poche righe, giudizi, stimoli e spunti sulle letture della nostra redazione.
Leggi in 6 minuti

La redazione de Lo Spazio Bianco è composta, in primis, da lettrici e lettori “forti”.
Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere e di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note o appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.

Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di vari spaziobianchisti e spaziobianchiste.

Fumetterie

Il gioco della maschera

Il gioco della maschera di Gianni Tacconella (Linus, giugno 2025)
In una giornata qualsiasi al Bar Specchio, un uomo fa la conoscenza di una donna avvenente, che lo invita nella sua villa la sera stessa. È l’inizio di un incubo, nel quale a far paura non sono mostri inquietanti o scene sanguinolente, ma solo il passato che riemerge con prepotenza.
Quello di Gianni Tacconella è un fumetto molto breve, una decina di pagine, ma che lascia il segno. Ciò che trova Mario una volta varcata la soglia della villa gotica, non è altro che il rimorso di un passato tenuto disperatamente nascosto. Un passato fatto di bugie, promesse vane e di fuga dalle proprie responsabilità.
Le sei donne che incontra il protagonista, ognuna caratterizzata come se fosse un archetipo junghiano, sono una rappresentazione della sua psiche, figure mentali che rivangano vecchi dolori e sensi di colpa. I disegni sono ben dettagliati, con un uso frequente dei retini per incentivare il tono oscuro dell’opera. Le ultime tavole hanno un ritmo più serrato, si perde l’ambientazione e compaiono frasi che coprono l’intero sfondo della vignetta, in una spirale di follia che avvolge Mario.
Domenico Rotella

Questo non è un supereroe di Marco Poggi, Diego Martini, Nicolò Schiatti, Lucia Gabbi, Francesco Bedeschi, Greta Castiglioni, Roberto Gliemi (Alambicco Comics, 2021)
La presa di coscienza da parte del giovane Kevin delle responsabilità che comportano i suoi superpoteri passa attraverso un percorso pieno di errori dovuti alla sua avventatezza e arroganza.
La storia scorre molto veloce, troppo per tutto quello che vuole raccontare tra scontri, viaggi interdimensionali, discesa, pentimento e risalita dell’eroe, finendo per appiattire il tono e non lasciar tempo per emozionare e coinvolgere appieno.
L’albo è illustrato a più mani, ma i cambi di stile non risultano fastidiosi, evidenziando pregi e difetti dei disegnatori, qualcuno più maturo, altri meno. Peccano le scene d’azione, poco intellegibili, ed è discutibile la mancanza di un font comune che avrebbe dato maggiore coesione tra le parti. Prima opera del collettivo, a distanza di anni è interessante riscoprire quelle che erano le potenzialità di questi autori.
L’opera è acquistabile qui e disponibile online qui.
Ettore Gabrielli

Questo non è un supereroe
Nn giorno del giudizio grandi storie

Nathan Never – Il giorno del giudizio (Le grandi storie Bonelli #13) di Antonio Serra e Sergio Giardo (SBE, 2024)
Rileggere questo trittico di storie dell’Agente Speciale Alfa – che nel 2016 inaugurarono l’ingresso nel terzo centinaio della serie – raccolte in un unico balenottero, di base non cambia il giudizio certamente non positivo sulla saga, tuttavia aiuta a contestualizzare tutta una serie di elementi che meritano quantomeno una piccola analisi.
Fatti i salvi i difetti narrativi, che cominciano con una sceneggiatura a tratti tagliata con l’accetta e tutt’altro che scorrevole e culminano in un antagonista che definire monodimensionale è già un complimento, questa lunga storia segna di fatto l’addio di Antonio Serra alla scrittura del personaggio che aveva co-creato ed è una summa della sua cifra stilistica, della sua concezione di Nathan Never e dell’immaginario su cui si è formato, diventato poi il suo bagaglio professionale.
Letto attraverso una lente “meta” questo “testamento narrativo” assume altri significati, come l’emancipazione dell’autore da una sua creatura e da determinati meccanismi della produzione seriale.
È anche un’ottima prova grafica di Sergio Giardo, che qui forse tocca il suo picco stilistico per recitazione dei personaggi e costruzione delle tavole.
David Padovani

Leggi le recensioni qui e qui

Superman: Alieno Americano di Max Landis e AA VV (Panini Comics, 2025)
Panini Comics ristampa Superman: Alieno Americano, miniserie in sette numeri del 2016 scritta da Max Landis e disegnata da un’eccelsa squadra di artisti. Ciò che più colpisce è il singolare punto di vista: si tratta pur sempre di una riscrittura degli inizi, ma che non si preoccupa del canone o di rinarrare una storia delle origini bensì di esprimere la natura del supereroe, perché decide di esserlo, spiegando che è un alieno che non si sente e non vuole sentirsi tale (“Vieni da Krypton? No, dal Kansas!”) e decide di fare del bene perché è giusto così. Se puoi farlo, perché non farlo?
A completare questa visione divisa in episodi apparentemente slegati ma che in realtà sono un insieme organico, c’è l’alternanza dei disegnatori, ognuno adeguatemene assegnato ai toni e temi della sua storia, che compone un affresco dello sviluppo come persona di Clark Kent. Una piccola perla, con palesi riferimenti cinematografici e televisivi data la formazione dell’autore (figlio del grande regista John).
Paolo Garrone

Leggi la recensione qui.

Superman alieno americano
Tiziano sclavi

Tiziano Sclavi. Io sono i mostri di Giovanni Canadè, Andrea Cavaletto, Giuseppe Di Gregorio, Renato Florindi e Davide Furnò (You can print – Harlech Group Dyd, 2025)
Presentato in due versioni, una brossurata, con la copertina di Renato Florindi, e un’edizione limitata cartonata, con la copertina di Davide Furnò, Tiziano Sclavi. Io sono i mostri è un agile saggio di poco più di cento pagine, in cui gli autori analizzano i racconti e i romanzi del papà di Dylan Dog, escludendo volutamente i libri per bambini. Anche se non mancano i richiami al fumetto che ha reso celebre Sclavi, il lavoro di Giovanni Canadè, Andrea Cavaletto e Giuseppe Di Gregorio è prezioso proprio perché porta l’attenzione su una parte della produzione dell’autore di Broni forse troppo spesso dimenticata, probabilmente a eccezione di Dellamorte Dellamore e di Nero., che hanno goduto di una trasposizione cinematografica e a fumetti.
Partendo da due monografie di Daniele Bertusi, gli scrittori introducono le singole opere, ne raccontano i temi e ricostruiscono in modo esaustivo il contesto editoriale in cui sono state pubblicate. Le illustrazioni suggestive di Florindi corredano un testo semplice e interessante.
Federico Beghin

Outline di Michèle Fischels (Bao Publishing, 2025)
Nella sua prima graphic novel, la giovane autrice tedesca Michèle Fischels racconta un momento cruciale nella vita di tre ragazzi, ovvero la fine delle scuole superiori che si apre su un mondo di nuove possibilità.
Con un tratto che si ispira chiaramente al fumetto francese più caricaturale, fatto di linee sottili ed energiche che definiscono un tratto che si discosta dal realistico – nel solco di Catherine Meurisse risalendo fino a Claire Bretécher – Fischels realizza un classico racconto adolescenziale di crescita e formazione seguendo binari ben precisi e ampiamente battuti. Pur in questa sostanziale e a tratti pedissequa riproduzione di modelli ben noti, compresa l’ambientazione estiva ben resa da toni di rosa, arancione e ocra, l’opera si distingue sia per la padronanza del mezzo da parte di una esordiente, sia soprattutto il saper gestire numerosi elementi, quali ricerca di un posto nel mondo, incertezze generazionali, ma anche tematiche legate all’omosessualità e ai rapporti sentimentali, con grande equilibrio e delicatezza, senza sconfinare in didascalismi spesso presenti in tante opere prime di giovani autori.
Emilio Cirri

Outline
Dylan dog oldboy 02

Dylan Dog Oldboy #2 – Il contrario e l’opposto di Alessandro Bilotta e Sergio Ponchione (Sergio Bonelli Editore, giugno/luglio 2025)
Prima parte di una storia che più che doppia sarebbe giusto definire “speculare”, Il contrario e l’opposto riunisce la coppia Alessandro Bilotta-Sergio Gerasi che già su Mercurio Loi aveva dato vita a storie particolari come quella a bivi del sesto numero di quella serie.
Lo stesso spirito di sperimentazione del medium parrebbe animare questa seconda avventura della più recente incarnazione “anni ‘80” di Dylan Dog; ma, se da un lato quella che si potrebbe fare con la lettura parziale di questa prima metà sarebbe un’analisi incompleta e probabilmente fallata, dall’altro quello che risulta evidente da subito è l’efficace sintonia che unisce i due autori e la sinergia narrativa tra un disegno in cui ogni personaggio è tratteggiato in modo originale e impeccabile e una sceneggiatura che non teme di basarsi su personaggi empaticamente lontani dal canone dell’indagatore dell’incubo, facendo dell’ambiguità e della stranezza uno dei suoi punti di forza. Giudizio sospeso, dunque, ma non certo meno positivo.
David Padovani

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra quindici giorni, con nuove letture, brevi o lunghe che siano.

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