La redazione de Lo Spazio Bianco è composta, in primis, da lettrici e lettori “forti”.
Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere e di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note o appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di vari spaziobianchisti e spaziobianchiste.

Mulinex di autori vari (Autoproduzione – Just Indie Comics, 2025)
Poche settimane fa, sempre su questi lidi, lodavo l’iniziativa Just Indie Comics portata avanti da Gabriele di Fazio, che da anni offre al pubblico italiano una selezione curata del meglio del fumetto indipendente statunitense e mondiale. Con la raccolta Mulinex, il progetto fa un passo ulteriore: Di Fazio raccoglie opere e autori in una breve antologia, una selezione di storie brevi o estratti da storie lunghe, da lui anche tradotti e corredati da interviste, commenti, ma anche foto e poesie. In un colpo solo si possono leggere David Tea che nel suo Five Perennial Virtues impersona un giardiniere a caccia di penny antichi, in storie che fanno della digressione senza scopo il loro fulcro; Walker Tate, con il suo Extract, nel raccontare la vita di una comparsa si diverte a giocare con la scansione temporale e fisica del fumetto; l’estratto di The Driver di Isobel Neviazsky (già presente in un vecchio bundle del Buyer Club del progetto) mette in scena lo sperimentalismo e l’immediatezza grafica, sgraziata ed elettrica, dell’autrice; infine le tre storie di Ian Sundahl (Tonight’s Entertainment, Terri Story e l’inedita Il riflettore), integrate dall’interessante intervista all’autore in chiusura del volume che permette di capirne il modo di lavorare, ci accompagnano alla scoperta di un’America ai margini, fatta di piccole meschinità e squallore, ma anche di frammenti di vita misteriosi, quasi onirici. In primo numero, questo, che fa sperare in una regolarità del progetto per chi è affamato di novità, sperimentazione e stranezze.
Emilio Cirri


Tú me has matado di David Sánchez (Astiberri, 2014)
Tú me has matado è un fumetto spagnolo scritto, disegnato e colorato da David Sánchez, prima autoprodotto e successivamente pubblicato da Astiberri. Si tratta di una narrazione non lineare sviluppata in una settantina di pagine dalla scansione piuttosto rigida: di rado si incontrano eccezioni allo schema di tre strisce da due vignette ciascuna per tavola. Una scelta che alimenta la claustrofobia di una storia cupa e violenta, in cui si muovono poliziotti, prostitute, membri di una setta e semplici malcapitati.
Il segno di Sánchez è sempre perfettamente intelligibile, morbido e pulito, in evidente contrasto con la durezza del racconto.
Lo spagnolo utilizzato nel volume è semplice, le frasi sono brevi e i dialoghi immediati; non mancano vignette mute.
Federico Beghin
Un’educazione orientale di Charles Berberian (Bao Publishing, 2025)
Tra i più noti autori del panorama francese grazie alla collaborazione con Philippe Dupuy, in particolare con la serie Monseur Jean pubblicata per Les Humanoïdes associés, in Un’educazione orientale Charles Berberian racconta la storia della sua famiglia e della sua infanzia, divisa tra Iraq (paese in cui è nato), Libano e Francia. Il viaggio di ritorno in Libano all’indomani della terribile esplosione al porto di Beirut del 2020 non è solo un ritornare nei luoghi dei propri ricordi, ma anche un modo per ricostruire la storia di un paese e di una regione da sempre martoriati dai grandi e sanguinosi eventi della Storia. Nel far questo, l’autore mescola sapientemente ricordi dolci, tragici e tragicomici, facendo percolare nella sua vita informazioni sul paese in cui è cresciuto. Questa varietà di temi e contenuti si riflette nello stile, che cambia costantemente durante il libro, passando dalla lineachiara all’acquerello, dai colori ai toni seppia. In 140 pagine leggere e narrate squisitamente, Berberian condensa una vita e una storia, come solo i grandi autori sanno fare.
Emilio Cirri


Ducks di Kate Beaton (Bao Publishing, 2023)
Opera che ha vinto i premi più prestigiosi di settore nel 2023, Ducks di Kate Beaton è un memoir in cui l’autrice racconta due anni fondamentali della sua vita spesi nelle sabbie bituminose del Canada dell’ovest in un impianto petrolifero per ripagare i debiti universitari. I temi che emergono sono diversi e per nulla scontati. In un contesto lavorativo in cui si vive isolati dalla società e il rapporto uomini/donne è di 50:1, le esperienze della Beaton travolgono il lettore con una potenza emotiva elevata: molestie, episodi di stupro, problemi legati alla salute mentale e alla risocializzazione degli individui alienati in questi campi di lavoro si uniscono alla questione ambientale e dei territori sottratti ai nativi. Il mosaico narrativo finale è articolato e di spessore e lo stile artistico minimale di Beaton ben si sposa con i temi trattati, con volti e anatomie semplici ma espressivi e i paesaggi canadesi ricchi di dettagli.
Daniele Garofalo
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Look back di Tastuki Fujimoto (Star comics, 2022)
Look back è una storia breve del mangaka Tatsuki Fujimoto (autore del più famoso Chainsaw man) pubblicata nel 2022 da Star Comics. Fujino crede di essere una brava disegnatrice fino a quando incontra Kyomoto, ragazza hikikomori ancora più brava della protagonista. Tra le due ragazze si instaura una relazione servo – padrone, in cui Fujino sfrutta le abilità nel disegno degli sfondi di Kyomoto per essere serializzata e Kyomoto lavora per la persona di cui, da sempre, è fan sfrenata. Dal momento in cui Kyomoto decide di abbandonare questa relazione e rendersi indipendente, va incontro a un tragico destino. Ciò costringe Fujino a tornare indietro nel tempo immaginando un passato alternativo fatto da azioni diverse che, forse, avrebbero potuto portare a conseguenze diverse. Guardare indietro, guardare il passato diventa perciò occasione per guardarsi dentro, capirsi e imparare ad essere persone migliori.
Gabriele Fanfarillo
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Yu-Gi-Oh! di Kazuki Takahashi (Planet Manga, 1996 – 2004)
Per i nati tra la fine dei ’90 e i primi anni 2000, Yu-Gi-Oh! ha rappresentato molto più di un semplice anime tra i mille che costellavano il palinsesto Mediaset. Tra duelli frenetici, design accattivanti e il gioco di carte, fu uno dei migliori esempi di mediamix di inizio secolo. Tuttavia, l’origine del franchise si deve al manga di Kazuki Takahashi che, in Italia, venne perlopiù oscurato dall’enorme popolarità della controparte TV. Le peripezie di Yugi/Yami Yugi, Jonouchi, Seto Kaiba e gli altri, nel fumetto presentano dei toni decisamente più cupi e un’introspezione dei personaggi molto più marcata, mantenendo temi come l’amicizia e il sacrificio, tanto cari all’universo Jump, onnipresenti dalla prima all’ultima tavola. Magic & Wizards, il gioco di carte, non è che uno dei tanti giochi delle ombre che si incontrano, perlomeno nelle prime fasi della storia, le cui partite decretano la follia (nel migliore dei casi) o la morte del vinto. I disegni sono sublimi, ricchi di dettagli, con un tratto più scuro e sporco durante le partite e più morbido in seguito, mantenendo il design grottesco, caratteristico dell’opera.
Domenico Rotella
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Il segno di Magnus – Da Alan Ford a Tex (Palazzo del Fumetto, 2025)
Fino al 12 ottobre 2025 al Palazzo del Fumetto di Pordenone è possibile visitare Il segno di Magnus – Da Alan Ford a Tex, forse la mostra definitiva su Roberto Raviola (1939-1996), maestro indiscusso del fumetto italiano e occidentale. L’esposizione, curata da un trio di esperti quali Michele Masini, Luca Baldazzi e Giovanni Nahmias, presenta per la prima volta una serie di tavole originali dell’artista tra le quali quelle de La valle del Terrore, il Texone che fu l’ultima opera completata da Magnus prima della sua prematura scomparsa.
Per coloro che non possono visitare la mostra o che ne vogliono conservare un ricordo, è stato realizzato un catalogo di notevole fattura cartotecnica; racchiuse da una elegante copertina nera, le pagine contengono un’ottima riproduzione fotografica delle tavole esposte e una serie di saggi critici firmati da alcuni dei più valenti giornalisti, esperti e studiosi di fumetto, da Luca Raffaelli a Graziano Frediani, solo per citare due nomi.
David Padovani

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra quindici giorni, con nuove letture, brevi o lunghe che siano.
