“Kokoro – il suono nascosto delle cose”: la natura spirituale del Giappone

“Kokoro – il suono nascosto delle cose”: la natura spirituale del Giappone
Nel nuovo volume edito da Oblomov Edizioni Igort regala ancora una volta la visione di un Giappone intimista e animista, attraverso un viaggio fatto di suggestioni, ricordi e racconti personali di personaggi iconici del panorama culturale nipponico.

I segni del passato riemergono come vecchi fantasmi dalle tombe mai chiuse della memoria, sono la matrice e le fondamenta dell’impalcatura della società. Non si vedono, non si sentono, non vogliono essere percepiti, ma non ci abbandonano. Riappaiono, come se non fossero mai stati dimenticati, come se si fossero nascosti lì, impressi indelebilmente nell’anima collettiva. Costituiscono il “cuore” della realtà, l’intima essenza delle cose che ci circondano.

In giapponese si parla, non a caso, di “kokoro”.

imm1_Recensioni Lo scrittore irlandese Lafcadio Hearn, naturalizzato con il nome giapponese di Koizumi Yakumo, lo intende proprio come “ il cuore delle cose”: l’essenza vitale che genera e governa ogni cosa, rispondendo all’animismo che permea la religione shintoista e la cultura nipponica in generale. Solo chi è dotato di una predisposizione spirituale e di uno spiccato spirito di osservazione è in grado di oltrepassare il confine posto dalla realtà materiale e di accogliere nel loro animo il cuore pulsante delle cose, creando delle opere dell’ingegno che rappresentino in diverse forme frammenti di quell’essenza primigenia che trascende il visibile.

Scoprire la vera essenza della realtà è un viaggio straordinario, affrontato in un pregiato volume concepito dalla mente e dal cuore di ed edito da : Kokoro – Il suono nascosto delle cose è un diario di viaggio spirituale costruito su frammenti di suggestioni, appunti e reperti di viaggio che generano un flusso estremamente intimista di immagini, ricordi uniti ad una sezione informativa che ben si accosta e a tratti si mescola al racconto autobiografico.

Nome noto nel panorama fumettistico, editoriale e musicale italiano ed internazionale, già autore di numerosi picture book impostati come reportage di viaggio a fumetti, Igort è un appassionato cultore della tradizione nipponica. Il suo amore per l’essenza di questo Paese, in cui ha vissuto e lavorato per anni, traspare con evidenza dalle sue narrazioni, così cariche di pathos e minuzia grafica.

Kokoro si presenta come l’erede spirituale dei precedenti Quaderni giapponesi, costituendo la prosecuzione del lavoro intellettuale e biografico dell’autore, ma se ne discosta leggermente per la sua veste tipografica: dal formato dell’edizione all’impostazione delle tavole, dalla scelta di scrivere a mano la parte letteraria del racconto, fino alla delineazione di una differente linea narrativa.

Il racconto è articolato in tappe tematiche, ciascuna delle quali rappresentata da una figura emblematica dell’universo culturale, tradizionale o pop giapponese: dal regista Yasujiro Ozu al mangaka Katsuhiro Otomo, dal musicista Ryuichi Sakamoto alle ganguro (ragazze giapponesi che sfoggiano esagerati stili di moda occidentale), dalla “regina dei manga” Rumiko Takahashi al più riflessivo e intimista fumettista Tadao Tsuge.

Tavole di ampio respiro, caratterizzate da studiati accostamenti di colori freddi e vibranti tonalità più calde, si alternano con pagine dedicate all’approfondimento di tematiche care all’autore che scaturiscono da rimandi autobiografici e spunti autoriflessivi, molto spesso corredate da schizzi o disegni esplicativi. Frammenti di foto, antiche stampe giapponesi e addirittura pezzi del viaggio dell’autore, come vecchi biglietti dei trasporti pubblici, rendono il volume un prezioso esempio di commistione di toni.

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La pacatezza dell’atmosfera a tratti onirica del Giappone porta Igort ad interrogarsi sull’essenza ultima del suo spirito e di come questa influenzi così tanto il viaggiatore che si approccia con essa. In particolare egli illustra il cambiamento, lo scontro culturale che si viene a creare tra un senso occidentale del vivere e quello propriamente orientale: differenti stili di vita caratterizzano un mondo completamente estraneo a quello con il quale siamo abituati ad approcciarci quotidianamente, un distante universo che affascina e al contempo spaventa.

Il Giappone come mondo altro, in continuo e repentino cambiamento e come realtà sociale e culturale differente da quella occidentale sono raffigurate da Igort in Kokoro attraverso la descrizione del fenomeno ganguro e dell’universo kawaii, due facce della stessa medaglia che denotano un bisogno di scappare da rigidi schemi comportamentali puramente orientali, attraverso un ribaltamento dei canoni di omologazione e staticità propri della società (come stili di moda esageratamente anticonformisti, quali ganguro e kogal), e il rifugio in una manifestazione di innocenza e fragilità che portano alla luce un bisogno di attenzione e di coinvolgimento emotivo (kawaii).

Nel suo tour grafico Igort ci conduce passo passo in un sincopato racconto visuale, che abbraccia differenti concezioni culturali del Paese del Sol Levante.

La vera essenza del Giappone risiede negli spiriti primordiali descritti nelle leggende antiche, capaci di incarnare la verità della natura e l’animismo che alberga in tutte le cose. Igort delinea questa spiritualità attraverso illustrazioni di ampio respiro che richiamano le antiche stampe giapponesi dell’ukiyo – e, il cosiddetto “mondo fluttuante”.
L’animismo e la natura, inoltre, sono peculiarità con cui si confrontano e che fanno attivamente parte del vissuto artistico di personalità quali Yasujiro Ozu, Tadao Tsuge e Osamu Dazai, omaggiati all’interno del flusso narrativo di Kokoro.

Il primo, noto regista del “cinema delle piccole cose” è riconosciuto a livello mondiale per la sua particolare attenzione rivolta ai piccoli dettagli della realtà, capaci a suo avviso di racchiudere l’essenza ed il motore della cinematografia tutta, ma anche per le atmosfere nostalgiche che accompagnano la narrazione dei suoi lungometraggi.

Un senso di languore si ritrova prepotentemente anche nelle opere a fumetti di Tadao Tsuge, fratello minore del più famoso Yoshiharu, nei quali si manifesta inconsciamente la sofferenza provata durante i duri anni dell’infanzia, creando un lavoro complesso fatto di reminescenze, speranze infrante, dure prove di sopravvivenza.

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Osamu Dazai (pseudonimo di Shuji Tsushima) caratterizza le sue narrazioni con toni decisamente più disillusi: sono i cosiddetti “romanzi dell’Io”, emblema dello sconforto che caratterizza la società nipponica, affranta da una cocente sconfitta a seguito del secondo conflitto mondiale e dall’alienazione propria della realtà sociale giapponese.

Al flusso di suggestioni oniriche di Kokoro si interpongono le tavole del fumetto Futurista, disegnato da Igort e commissionato dal musicista Ryuichi Sakamoto per celebrare l’uscita del suo album omonimo. I tratti sono decisamente inusuali, spigolosi e grotteschi, e si rifanno alle suggestioni proprie dell’avanguardia italiana di inizio Novecento. Queste tavole parlano con un loro stile criptico e al contempo diretto e crudo, realizzate da Igort con una sapienza tecnica e grafica che solo pochi sono in grado di padroneggiare e decifrare.

Stai all’ascolto. Ci sono ragioni che non intendi, ma che guidano quello che fai”.

Le parole di un’anziana donna giapponese, che Igort incontra nel suo viaggio e da tutti definita come “sciamana”, sembrano risuonare accompagnandoci nella lettura di questo reportage visivo nell’intima natura del Giappone. Parole forti, rivelatrici, potenti moniti e sapienti guide di cui dobbiamo fare tesoro: la verità si cela dietro l’apparenza, ciò di cui dobbiamo godere si trova al di là di quello che possiamo sfiorare con le dita.

Abbiamo parlato di:
Kokoro – Il suono segreto delle cose
Igor “Igort” Tuveri
Oblomov Edizioni – 2019
128 pagine, cartonato, colori – 22,00 €
ISBN 9788885621794

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