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Julia #213 – Gradi di follia (Berardi, Calza, Michelazzo)

29 Giugno 2016
Una strage di marines in un bar dà inizio a una difficile indagine per Julia. Conducono le danze Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza e Ernesto Michelazzo.
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CoverNonostante la serie porti il nome della protagonista, Julia è sempre di più una storia corale, animata da un ampio cast fatto di personaggi principali e comprimari, assimilabili a quelli che in ambito cinematografico vengono definiti “caratteristi”.  Usati perlopiù per alleggerire il tono drammatico degli episodi, sono di solito protagonisti di siparietti comici e vicende che corrono parallele (e non di rado in modo analogo) all’intreccio principale.
Proprio come in questo albo, in cui le vicissitudini amorose dell’agente Callaghan servono a sdrammatizzare un racconto tragico e coinvolgente, in cui, come capita spesso in Julia, a prevalere sull’aspetto investigativo sono le storie dei personaggi.
È evidente l’impegno degli sceneggiatori nello scrivere dialoghi realistici e pregnanti, capaci di dare riconoscibilità anche agli “attori” che magari compaiono per poche vignette. Da lettori abituali si avverte un po’ di manierismo in alcuni scambi di battute, per la costruzione dei botta e risposta con risoluzione comica finale, ma il risultato è sempre convincente.
Ai disegni Ernesto Michelazzo, il cui tratto è caratterizzato dall’uso di linee molto spesse per delimitare i volti dei personaggi, peculiarità che genera un leggero effetto cartoon: i bordi spessi fanno sì che le figure si staglino in maniera innaturale dallo sfondo, soprattutto  quando il disegnatore adotta uno stile geometrico e iper lineare per le ambientazioni.
Gustose le due citazioni fumettistiche inserite nell’albo, soprattutto quella nel finale.

Abbiamo parlato di:
Julia #213 – Gradi di follia
Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza, Ernesto Michelazzo
Sergio Bonelli Editore, giugno 2016
132 pagine, brossura, bianco e nero – 3,70€
ISSN: 977112717700560213

 

Davide Grilli

Davide Grilli

(Lucca 1977)  Iniziato dai genitori alla lettura di Topolino all'età di sei anni, non smette più. Abita in provincia di Pistoia con la moglie, un figlio, e una mole di albi che ne minaccia l'incolumità.  L'apertura di una fumetteria in una cittadina vicina gli fa capire che esistono molti più fumetti di quelli che potrà mai acquistare e forse per questo nel 2002 decide di passare dall'altra parte del banco ed aprirne una propria assieme a un'amica, esperienza conclusa ma ricchissima, anche se solo dal punto di vista umano.

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