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Julia # 196 – La casa della mummia (Berardi, Calza, Piccoli)

26 Gennaio 2015
Un omicidio consumato nel passato costringe Julia a scavare nei ricordi e nei sentimenti di uno scrittore
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Julia-196 - CoverIl ritrovamento di un cadavere mummificato in un’abitazione, fa partire un’indagine difficile, che ha il compito di ricostruire fatti avvenuti molti anni prima. Per Julia il motivo d’interesse principale è però un altro: il ritrovamento è avvenuto infatti nella casa di uno scrittore bizzarro quanto affascinante.
La serie di Giancarlo Berardi (qui coadiuvato alla sceneggiatura da Lorenzo Calza) ha ormai assunto una fisionomia riconoscibile, seppur non statica, nella quale i lettori trovano alcuni temi e situazioni ricorrenti, affiancati agli innesti che provocano un costante processo di evoluzione. In questa ottica il numero 196 è uno dei migliori dell’intera serie, perché racchiude in sé i principali punti di forza del titolo: la capacità di raccontare personaggi tridimensionali, empatici e mai banali, e il doppio livello di lettura degli episodi, in grado di offrire al lettore qualcosa in più di una godibile storia gialla. Il primo risultato è ottenuto grazie a dialoghi perfettamente calibrati, che danno spessore alla figura dello scrittore (ispirato a Edward Gorey), così come alla relazione che instaura con Julia. L’altro aspetto riguarda le riflessioni sul ruolo e il valore della scrittura, sul rapporto tra uno scrittore e i suoi lettori, sull’importanza dei sentimenti.
Il tutto è tradotto in immagini da Claudio Piccoli, che fa un ottimo lavoro. La sua prova impressiona per la cura dedicata ai dettagli, l’efficacia dei primi piani e la pulizia del tratto.

Abbiamo parlato di:
Julia #196 – La casa della mummia
Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza, Claudio Piccoli
Sergio Bonelli Editore, gennaio 2015
132 pagine, brossurato, bianco e nero –  € 3,70

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Davide Grilli

Davide Grilli

(Lucca 1977)  Iniziato dai genitori alla lettura di Topolino all'età di sei anni, non smette più. Abita in provincia di Pistoia con la moglie, un figlio, e una mole di albi che ne minaccia l'incolumità.  L'apertura di una fumetteria in una cittadina vicina gli fa capire che esistono molti più fumetti di quelli che potrà mai acquistare e forse per questo nel 2002 decide di passare dall'altra parte del banco ed aprirne una propria assieme a un'amica, esperienza conclusa ma ricchissima, anche se solo dal punto di vista umano.

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