Il futuro di Black Panther, l’attesa di Diabolik

Il futuro di Black Panther, l’attesa di Diabolik
In questo appuntamento, il futuro del franchise di Pantera Nera in seguito alla morte di Chadwick Boseman, e una analisi della campagna promozionale di Diabolik, in attesa del trailer.

Black Panther e il futuro del franchise

L’improvvisa scomparsa di Chadwick Boseman ha lasciato nello sconforto e nel dolore milioni di fans in tutto il mondo, a conferma di come questo attore fosse riuscito in breve tempo a costruire attorno a sè non solo un grande successo, diventando difatti un riferimento centrale per il pubblico (specialmente quello afro-americano).

In questo quadro generale, è ovvio che nelle prossime settimane la dirigenza Disney inizierà a discutere di come portare avanti il franchise di Black Panther, come sottolineato dalla rivista The Hollywood Reporter pochi giorni fa. È comunque probabile che, all’interno della major, siano già iniziati dei ragionamenti in tal senso, anche perchè il sequel resta fissato per una data di uscita nel maggio 2022, salvo eventuali ripensamenti. Come hanno evidenziato molti analisti, Kevin Feige e i sono davanti a un paio di opzioni per portare avanti il franchise, il cui incasso del primo capitolo aveva oltrepassato il miliardo di dollari (700 milioni nei soli Stati Uniti). La prima eventualità, che ha già generato alcune accese discussioni, sarebbe quella di effettuare un recasting per il ruolo, come già avvenuto solo un paio di volte finora nel MCU per i personaggi di Bruce Banner (Edward Norton) e James Rhodes (Terrence Howard). La differenza sostanziale è nel fatto che, in quelle due occasioni, i Marvel Studios presero una decisione non dovuta alla morte di una persona, ma principalmente a rapporti di collaborazione per niente rilassanti, soprattutto con Howard e le sue esternazioni nei confronti di Robert Downey Jr..

In questo primo frangente, come è stato già evidenziato, i Marvel Studios si troverebbero di fronte al dovere di sostituire un interprete che, in soli quattro film, è riuscito a imporsi agli occhi del pubblico non solo come protagonista di un adattamento cinematografico su un supereroe, ma come vera e propria icona culturale. Da questo punto di vista è ovvio che qualunque attore sentirebbe su di sè una pressione non da poco, aprendo inevitabili confronti. È vero che la Disney e i Marvel Studios hanno già dimostrato in questi anni di avere un certo fiuto per i casting, grazie al talento innato di Sarah Finn e della sua agenzia, ma è anche vero che niente può smuovere una percezione così forte come quella che Boseman aveva creato attorno a sè da parte del pubblico di tutto il mondo.

La seconda opzione è quella di guardare direttamente all’interno del franchise stesso di Black Panther, effettuando una scelta naturale, e quindi un passaggio effettivo di testimone a , che ricopre il ruolo di Shuri, sorella di T’Challa. Una indicazione che appare la più semplice, e che per il modo in cui è stato costruito il Marvel Cinematic Universe finora, può riflettersi anche su altri franchise, come ha già dimostrato il finale di Avengers: Endgame, con l’eredità di Capitan America (Chris Evans) acquisita da Falcon (Anthony Mackie).

Uno dei vantaggi del grande lavoro della Marvel in merito al cast non solo degli eroi ma anche dei comprimari è che quasi ogni personaggio principale ha un potenziale sostituto in attesa dietro le quinte – ha scritto Scott Mendelson su Forbes – Se Paul Rudd non potesse fare Ant-Man 3, la Wasp di Evangeline Lilly continuerebbe da sola. Se Chris Hemsworth si ritirasse da Thor: Love and Thunder, Jane Foster e/o Valchiria avrebbero preso il martello, che è essenzialmente ciò che sta accadendo comunque. Guardiani della Galassia Vol. 2 ha introdotto un’intera squadra di potenziali sostituti che avrebbero potuto essere chiamati se la Disney non avesse riassunto James Gunn e Dave Bautista, Chris Pratt e Zoe Saldana si fossero rifiutati di tornare. Se la Marvel avrà bisogno di un Iron Man 4, la Pepper Potts di Gwyneth Paltrow o War Machine di Don Cheadle sono pronti per entrare in azione. In circostanze diverse, lasciare che la Shuri di Letitia Wright prendesse il posto di Black Panther come sovrano di Wakanda sarebbe una scelta facile.

In questo quadro, è naturale che la scelta di una “semplice successione” non sarà così semplice visto che bisognerà giustificare narrativamente una opzione del genere, che avrà un impatto su tutto il Marvel Cinematic Universe. Compito della dirigenza dei Marvel Studios, ma soprattutto degli sceneggiatori, sarà quello di creare la stessa, medesima percezione che il T’Challa di Boseman aveva creato nel pubblico. Il personaggio di Shuri, al momento, è comparso in appena tre pellicole, ma ha avuto un considerevole ruolo narrativo solamente in Black Panther. Anche se in quel film è riuscita certamente a ritagliarsi un suo spazio, nel prossimo futuro bisognerà certamente smussare gli angoli e ampliare la sua presenza nel resto del Marvel Cinematic Universe, cercando allo stesso tempo di approfondirne la caratterizzazione in seguito ai nuovi eventi creatisi. Sempre che questa sia la direzione in cui andranno i Marvel Studios e la Disney.

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Letitia Wright nel ruolo di Shuri. Sarà l’attrice a succedere a nel franchise di Black Panther?

Nei giorni scorsi, con la diffusione di un nuovo character poster di Diabolik, si è rianimata la fin troppo silente campagna promozionale dell’adattamento cinematografico del popolare personaggio creato dalle sorelle Giussani, che aveva avuto un piccolo ma importante sussulto lo scorso giugno quando era stata annunciata la data ufficiale di uscita e rivelato il primo teaser poster.

Mesi fa, avevamo evidenziato come la campagna promozionale non avesse ancora raggiunto un suo culmine, o comunque un punto di svolta che, certamente, potrà essere portato solamente dalla diffusione di un trailer. Al momento, il marketing che ruota attorno al film dei con protagonista pare improntato sulla costruzione dell’attesa nei confronti del pubblico, una attesa però che sembra principalmente cercare di fare più opera di convinzione nei confronti del personaggio principale che sulla pellicola in generale. Non si spiega altrimenti il perché della diffusione di un singolo character poster nuovamente incentrato sul Re del Terrore che sarebbe stato più plausibile diffondere dopo l’uscita di un trailer, assieme a quello degli altri personaggi della pellicola.
Come già abbiamo evidenziato, la grande scommessa per questo film resta il trailer che molto probabilmente è al momento in fase di realizzazione, e su cui vi sono grandi aspettative legate alle atmosfere e al tono che avrà il film nel suo complesso. Con la Mostra del Cinema di Venezia che in questi giorni sta attirando le attenzioni del pubblico, è probabile che un trailer venga mostrato tra la metà e la fine di settembre, permettendo poi una campagna marketing più articolata (e si spera più corposa) nei due mesi seguenti.

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