
Rosalia Finocchiaro e Andrea Pasini orchestrano una trama ricca e intrigante, il cui spunto sono le gesta di un criminale che, nonostante metta a segno piccoli furti, sembra avere la capacità di creare le maschere che hanno reso famigerato il Re del terrore.
Lo sviluppo della narrazione segue un percorso molto fluido, ricco di rimandi e abilmente congegnato dai due sceneggiatori, capaci di gestire un buon numero di personaggi, a partire dalle tre comprimarie illustrate in quarta di copertina (evento molto raro) fino a Diabolik ed Eva, il cui piano risulta ben ideato e anche abbastanza difficile da intuire; il tutto ottenuto con naturalezza e architettando bene l’intreccio, senza sconfinare in azioni magari troppo forzate o cervellotiche. Ancora una volta chiudendo l’albo si ha la sensazione di aver letto una storia diversa dal solito, che per la sua ariosità probabilmente avrebbe meritato un contesto di più ampio respiro, magari una doppia uscita o anche una maggior foliazione come ne Il Grande Diabolik.
Alle matite torna Giuseppe Candita, a un anno esatto dall’esordio sull’inedito. Il suo tratto pulito caratterizzato dai contorni netti ben si adatta al racconto diaboliko. Il suo lavoro si fa apprezzare soprattutto per la caratterizzazione dei comprimari e in generale per la recitazione dei personaggi, assolutamente centrale in questa storia corale ricca di scambi dialogici.
Abbiamo parlato di:
Diabolik anno LXIV #5 – Il camaleonte
Rosalia Finocchiaro, Andrea Pasini, Giuseppe Candita
Astorina, maggio 2025
120 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50 €
ISSN: 977112404500050005

