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Hangar 66 Vol. #2 – Nero (Max Bertolini)

22 Gennaio 2019
Anno 2066. Un’Italia devastata dalla guerra civile è ormai fuori dalla nuova unione europea che considera gli italiani immigrati non desiderati. Max Bertolini ritorna ad “Hangar 66”, iniziando ad approfondire personaggi ed eventi del futuro distopico da lui creato.
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A circa un anno di distanza dal primo volume, Max Bertolini ritorna nel distopico futuro prossimo di Hangar 66, in un continente europeo che a meno di cinquant’anni dal nostro presente ha visto sorgere una nuova Unione formata da nove stati sovrani di cui l’Italia non fa più parte. La nuova Europa ha eretto un mastodontico muro lungo la catena delle Alpi e gli italiani vivono sulla propria pelle quello che oggi molti immigrati dal continente africano e dal medio Oriente vivono sulla loro.
Bertolini, tenendo fede agli aspetti più positivi del primo volume, continua a sviluppare in modo estremamente interessante il nuovo assetto europeo del futuro, raccontando le ragioni storiche, politiche e naturali che hanno portato l’Italia nella tragica situazione in cui viene mostrata.
L’autore inizia finalmente ad approfondire anche la caratterizzazione dei vari personaggi, soprattutto nella prima delle due storie contenute nel libro, svelandone il passato e relazioni spesso sorprendenti.
Le varie rivelazioni offrono un buon supporto narrativo alla potenza visiva delle tavole che hanno nella rappresentazione dei panorami italiani stravolti e devastati il loro aspetto più efficace, insieme a un ottimo lavoro svolto sul mecha-design dei mezzi bellici.
Il tratto di Bertolini continua a essere scuro, ricco di neri che si sposano ai retini digitali in toni di grigio, in una costruzione grafica che mixa il linguaggio fumettistico italiano popolare con elementi provenienti sia dal manga che dal fumetto statunitense.

Abbiamo parlato di:
Hangar 66 Vol. #2 – Nero
Max Bertolini
Edizioni Inkiostro, 2019
80 pagine, cartonato, bianco e nero – € 22,00
ISBN: 9788899413965

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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