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Gioie e dolori di un’occupazione abitativa: “Welcome Home” di Blanche e Clarrie Pope

18 Giugno 2025
Le sorelle Pope raccontano la lotta per il diritto alla casa con un fumetto ironico e sincero, sempre attento all'umanità che dipingono
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Welcome Home di Blanche e Clarrie Pope (Momo edizioni) riesce in un’impresa che, almeno in Italia, si vede di rado: il fumetto tiene insieme il racconto di certe lotte sociali (quelle per il diritto alla casa e alla città in particolare) con una narrazione di fiction che non scade mai nella retorica, ma, anzi, restituisce le sfumature delle vite di chi attraversa questi contesti1.

Al centro c’è un’occupazione abitativa a Londra nota come “La Torre”, la cui vita scorre parallelamente alla routine lavorativa di una delle occupanti. Ma in Welcome Home leggiamo anche di relazioni e affetti che nascono all’interno del palazzo occupato: questi mostrano come la lotta sociale non sia né un’utopia che assorbe i conflitti di chi vi partecipa, né tantomeno un fronte unito di rivoluzionari/e che sanno sempre cosa stanno facendo: si tratta né più né meno di persone che cercano un modo di vivere. In questo, è fondamentale anche una certa ironia, che le sorelle Pope gestiscono magistralmente.

D’altra parte, Welcome Home non risparmia stoccate all’establishment che vuole rigenerare il quartiere ed è indifferente alle conseguenze sugli abitanti. I portavoce del progetto si riempiono la bocca di inglesismi cool che mascherano le pesanti esclusioni di cui stanno gettando le premesse. E se la Torre, con i suoi disagi, viene considerata “una sala d’attesa per l’inferno”, l’inferno vero assume le forme di ciò che viene dopo, un paradiso del comfort per ricchi e benestanti, un hub dove una community flessibile e glamour vive la sustainable philosophy di un brand. Il fumetto suscita una sana rabbia e una giusta indignazione nei confronti di politiche (o meglio, di governance) ormai normalizzate anche in Italia.

Il tutto è disegnato in maniera semplice e diretta, come un diario. Le autrici si lanciano in virtuosismi di impaginazione non comuni con spontaneità, un po’ come gli inquilini della Torre che abitano quello spazio come gli viene. Welcome Home racconta, con una freschezza e un’onestà rare, la bellezza e la tragicità di un gioco in cui, oggi, sembra non esistere vittoria, se non quella del ricominciare sempre, guadagnando persone, esperienze e cicatrici a ogni tentativo.

Abbiamo parlato di:
Welcome Home
Blanche e Clarrie Pope
Traduzione di Clarrie Pope
Momo Edizioni, 2025
320 pagine, brossurato, bianco e nero – 25,00 €
ISBN: 9791280298683

  1. Sono racconti a fumetti che non si leggono spesso in Italia nella misura in cui di solito assumono una forma molto breve, che può corrispondere a un reportage o a una serie di strisce. Tre esempi validi che toccano in maniera efficace proprio le lotte relative al diritto alla città e una critica alla gentrificazione sono i fumetti di Zerocalcare usciti su “Internazionale” (C’è un quartiere che resiste e La foresta contro il deserto), la recente serie di strisce di Hurricane Ivan, Milano Horror Stories, e, andando più indietro, Milano, fermata Isola di Elena Mistrello. ↩︎
Rodolfo Dal Canto

Rodolfo Dal Canto

(Bergamo, 1993) Si avvicina al fumetto leggendo Topolino e PK, se ne allontana e ci ritorna verso la fine delle superiori. Si è laureato in Italianistica a Bologna con una tesi su come il fumetto può raccontare processi di trasformazione urbana (con i professori Pezzarossa e Sebastiani). Ha conseguito un dottorato all'Università dell'Aquila sul fumetto italiano contemporaneo. Scrive di fumetti anche per le riviste Limina, La Balena Bianca e nella rubrica dedicata alla nona arte del mensile Blow Up. È membro del gruppo di ricerca SnIF (Studying ’n’ Investigating Fumetti). Si interessa di distopia e post-apocalittico, assenza di futuro, spazi urbani, spettri e altre cose che gli mettono ansia. Vive a Bologna.

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