Ghost Rider e gli altri Spiriti: non si sfugge alla vendetta

Ghost Rider e gli altri Spiriti: non si sfugge alla vendetta
Panini Comics pubblica "Spiriti della vendetta: guerra alle porte dell'Inferno" di Victor Gischler e David Baldeón. Blade e i figli del diavolo contano sulle fiamme di Ghost Rider, rese brillanti dai colori di Andres Mossa, per cercare di impedire un'apocalisse.

spiriti-vendetta-cover-e1537209347365_Recensioni Quando la decide di realizzare un fumetto scegliendo come protagonisti Ghost Rider (l’originale, Johnny Blaze), Daimon Hellstorm, sua sorella Satan e il diurno Blade è consapevole di attirare l’attenzione di molti appassionati di supereroi.
Sebbene questi personaggi siano stati creati nei primi anni Settanta, è nei Novanta che sono riusciti a guadagnarsi le luci della ribalta, soprattutto grazie alle storie recentemente ristampate da nel cartonato Spiriti della vendetta: l’alba dei figli di mezzanotte. Fu soprattutto l’aspetto esteriore di questi antieroi, in quel periodo nel quale pose plastiche e look tanto improbabili quanto affascinanti imperversavano nei comics e al cinema, a catturare facilmente l’attenzione dei lettori.

Dopo diversi lustri durante i quali il quartetto è rimasto diviso è giunto il momento di riformare la squadra per impedire che la Terra diventi il parco giochi delle schiere demoniache. Sceneggiata da per i disegni di David Baldeón, parte da tale premessa la storia in cinque numeri raccolta nel volume Spiriti della vendetta: guerra alle porte dell’Inferno, al cui interno troviamo anche tre facciate di presentazione a fumetti degli eroi, opera di Robbie Thompson e Anthony Piper, e una sezione di extra firmata da Baldeón stesso.

Sebbene prima non manchino veloci scontri armati è soltanto nell’ultimo capitolo che germogliano i semi sparsi durante una lunga pianificazione della resa dei conti, basata sul binomio “tradimento e vendetta”: il villain Necrodamus, che ricorda nell’aspetto e nell’incedere il Rasputin del film d’animazione Anastasia, diventa lo strumento della rivalsa di Giuda Iscariota. Gischler attinge alla Bibbia e ai vangeli apocrifi per sviluppare una trama che oppone ancora una volta il Paradiso e l’Inferno, inserendo però una variabile solo all’apparenza di minore importanza: l’uomo.

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Proprio un’interessante riflessione sull’importanza del libero arbitrio concesso da Dio ai mortali è l’elemento di spicco maggiore, forse l’unico capace di imprimersi nella mente del lettore, se per un attimo si separano i testi dai disegni, anche in virtù del fatto che si presenta come l’unico ingrediente sufficientemente originale di una pietanza gustata già molte volte.

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Lo sceneggiatore sembra appoggiarsi eccessivamente al fascino e alla forza visiva dei quattro personaggi, rinunciando ad approfondirne la caratterizzazione, con la conseguente mancanza di drammatizzazione che si riverbera anche sullo sviluppo privo di pathos della vicenda. L’unico a salvarsi parzialmente dall’appiattimento è Daimon Hellstorm, l’istrionica mente che arma il braccio di Johnny Blaze, instaurando con quest’ultimo un rapporto basato sulla fiducia e su vivaci e ironici scambi di battute. Proprio una certa ironia pervade tutto il racconto, rendendolo più scorrevole e accattivante, pur non riuscendo a colmare i vuoti generati dalla carenza di contenuti.

Un discorso diverso meritano le matite di David Baldeón e le tinte di Andres Mossa, vero punto di forza di un volume che rischia di soddisfare solo i sostenitori più irriducibili dei quattro valorosi. Le fisionomie spigolose e le posture nervose cesellate dal disegnatore restituiscono con efficacia la componente grottesca, soprattutto quando i demoni, che richiamano gli Xenomorfi di Ridley Scott, e Ghost Rider calcano la scena.

Avvolto da fiamme abbaglianti, lo spirito della vendetta sfoggia un aspetto fisico rinnovato, ispirato – come ammesso dall’artista – al dinoccolato Jack Skeletron di Nightmare before Christmas. La sua moto e le sue catene nere sono letali per i nemici e solcano le vignette visivamente più potenti, creando un piacevole contrasto con l’arancio brillante utilizzato dal colorista per accendere il fuoco. In generale, la lucentezza di molti sfondi mette in risalto le silhouette delle tante creature soprannaturali radunate nelle pagine.

Come accennato, le sequenze d’azione sono distribuite in quantità minore rispetto a quanto si potesse ipotizzare visti i personaggi coinvolti, ma non deludono le aspettative grazie a una regia dinamica e spettacolare, particolarmente apprezzabile nei campi lunghi e stretti.

Abbiamo parlato di:
Spiriti della vendetta – Guerra alle porte dell’Inferno
Victor Gischler, David Baldeón, Andres Mossa, Robbie Thompson, Anthony Piper
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, luglio 2018
120 pagine, brossurato, colori – 15,00 €
ISBN: 9788891240330

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