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Fumettisti contro Youtubers: intervista a Stefano Werne

Lo Spazio Bianco accompagnerà Fumettisti contro Youtubers durante il crowdfunding su Eppela con una serie di interviste rivolte ai suoi autori. Questa settimana abbiamo parlato con Stefano Werne, che ha scritto e disegnato la storia d'apertura, Iuturbe mentali.

Il 10 febbraio scorso, sulla piattaforma Eppela è partito il crowdfunding per la pubblicazione in formato cartaceo di Fumettisti contro Youtubers, il fumetto prodotto dall’etichetta indipendente che vede il coinvolgimento di sette artisti che ora con ironia ora con una buona dose di humour nero raccontano del conflitto epocale tra i fumettisti e appunto gli youtubers.
Lo Spazio Bianco accompagnerà durante la raccolta fondi con una serie di interviste rivolte ai suoi autori, in rigoroso ordine di apparizione sul volume, e promuovendo il crowdfunding con un widget che trovate sulla nostra homepage.
Questa settimana abbiamo parlato con Stefano Werne, che ha scritto e disegnato la storia d’apertura, Iuturbe mentali.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Stefano WerneStefano Werne, rinvenuto in una capsula spaziale precipitata tra le montagne della Val di Susa nel 1987, dimostrò fin dalla tenera età di non disporre di una forza e un’agilità fuori dal comune, e questo lo penalizzò molto nella sua guerra contro il male. Ciò nonostante non si perse d’animo e crebbe allenandosi con tenacia nelle arti del disegno umoristico. Trascorse le sue giornate realizzando fumetti e animazioni con animosa provocazione, incrementando incessantemente il suo elevato potere polemico. Per poter realizzare al meglio e con cognizione questo fumetto sul fenomeno degli youtubers ha voluto coinvolgere l’ardimentoso Dylzius, suo intrepido aiutante, e insieme hanno intrapreso un’avventura nel mondo di YouTube, creando e gestendo sulla piattaforma il canale Iuturbe Mentali.

Intervista a Stefano Werne

I fumettisti hanno dichiarato guerra agli youtubers. Raccontaci della tua personale crociata contro di loro.
YouTube è un sito che offre un servizio interessante ma definirsi “youtuber” ritengo non abbia alcun senso. YouTube è uno strumento, è un po’ come se qualcuno dal momento che utilizza spesso un trapano elettrico cominciasse a definirsi “Black&Deckerer”. È un termine che non definisce alcunché, non esiste un’univoca tecnica professionale richiesta per poter essere youtuber, anche perché non è una professione. Sul Tubo vengono caricati i contenuti più disparati e a decretare il loro successo è un unico fattore: la viralità. Insomma, penso che utilizzare il web, YouTube o qualsivoglia piattaforma video come strumento espositivo per condividere il proprio lavoro, le proprie opinioni, le proprie creazioni artistiche con il mondo possa essere una cosa positiva e utile, ma arrivare a considerarsi youtuber, definire se stessi con il nome di un sito gestito da un’azienda con sede a Mountain View di cui si è semplici utenti, e vivere la propria vita esponendosi costantemente su internet senza aver nulla da comunicare alla mera ricerca dei click degli internauti sia sintomo del condizionamento di questa società basata sull’apparenza. Per questo ritengo sia necessario ridimensionare questo fenomeno e opporsi, con la determinazione che contraddistingue un valsusino, a questo dannoso Tubo ad Alta Viralità! NO T.A.V.!

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Stefano Werne
Una tavola da Iuturbe Mentali

Come hai conosciuto Blatta Production, e come sei entrato a far parte del progetto Fumettisti contro Youtubers?
Ho conosciuto Marcus L. e la sua Blatta Production alcuni anni fa a Roma, al Forte Prenestino, in occasione del Crack!. Da subito ci siamo manifestati stima reciproca e apprezzamento per il nostro rispettivo lavoro artistico, e quando mi ha parlato del suo progetto fumettistico relativo agli youtubers proponendomi di partecipare ho pensato che fosse un’idea valida e che fosse in controtendenza rispetto al pensiero diffuso che vede le web star come nuovi idoli e figure di riferimento dei nostri tempi. Ho accettato perché ritenevo di avere qualcosa da dire sull’argomento, benché forse all’epoca non lo conoscessi ancora molto bene.

Iuturbe mentali oltre che il titolo della tua storia è anche il nome del tuo canale YouTube. In questo conflitto epocale tra fumettisti e youtubers come sei riuscito a scegliere il tuo schieramento (sempre che tu lo abbia fatto)?
Non ho dovuto scegliere uno schieramento, il fumetto è il linguaggio che più amo in assoluto da sempre, come fruitore prima ancora che come disegnatore e autore. Sapevo dal principio per quale dei due fronti avrei parteggiato in questo conflitto, ma nell’affrontare l’argomento mi sono reso conto di avere una visione poco approfondita su ciò che è effettivamente il mondo degli youtubers. Nella storia che avevo cominciato a scrivere mi ero divertito a inventare due personaggi, parodie stereotipate degli youtubers medi: due giovani internettiani dai nickname astrusi, ragazzi insicuri, annoiati e desiderosi di una rivalsa sociale (o social). Uno più riflessivo, nerd e fumettofilo, l’altro più scalpitante e desideroso di diventare una celebrità. Contemporaneamente al disegnare la storia Iuturbe mentali presente nel volume mi sono infiltrato tra le file nemiche e ho quindi sviluppato e gestito Iuturbe Mentali il canale, realizzando le animazioni, le musiche, cimentandomi nell’editing video con la volontà di divertirmi a sperimentare diverse tipologie di video differenti, coinvolgendo anche nell’esperimento mio cugino, più giovane e più ferrato di me per quanto riguarda le tendenze youtubiche e soprattutto gran cazzeggiatore e dotato di un elevato potenziale umoristico. L’esperimento (che continueremo) mi ha dato modo di esplorare dall’interno il sorprendentemente vasto e variegato mondo degli youtubers e senz’altro questo sperimentare l’uso del mezzo ha influenzato quello che poi è stato il risultato finale, il mio personale contributo fumettistico a Fumettisti contro Youtubers. Che spero vi piaccia.

Fumettisti contro Youtubers: intervista a Stefano WerneI fumettisti sono davvero meglio degli youtubers?
Dipende. Magari non per quanto riguarda l’aspetto fisico: il fumettista tende ad ingobbire, perdere la vista ed esporsi poco ai raggi solari. Per quanto concerne ciò che comunicano va detto che le due categorie utilizzano mezzi per esprimersi completamente diversi, il fumetto non è immediatamente fruibile da chiunque, richiede al lettore una certa alfabetizzazione ed è un oggetto tangibile che viene curato in ogni dettaglio; fare i fumetti poi richiede tempo, anni di pratica e di studio, poi la documentazione, la costruzione di storie, mondi, personaggi… È un lavoro da scriba egizio, da monaco amanuense miniatore, realizzato con strumenti e tecniche che si sono evolute con la civiltà umana usate per ottenere un prodotto da leggere e conservare, collezionare. Mentre per fare video su internet bastano una webcam e un microfono o addirittura uno smartphone. È una comunicazione immediata che la tecnologia moderna consente e che chiunque può mettere in pratica, e funziona se chiunque la può comprendere rapidamente. Si serve dell’attualità, dei trend del momento, è un prodotto della società dei consumi e, per quanto possa essere valida, temo che altrettanto rapidamente venga dimenticata.

Apri la home di YouTube. Qual è il primo video consigliato che vedi?
Alessandro Barbero, ma non prendetemi per secchione, è il primo video in alto a sinistra che mi è comparso sulla home. Mi capita di metterlo come sottofondo mentre disegno.

Intervista realizzata via mail il 13 febbraio 2018.

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