First Issue #77: Officina Infernale’s Harsh Comics

First Issue #77: Officina Infernale’s Harsh Comics
Puntata speciale tutta dedicata all’iconoclasta progetto supereroico italiano firmato da Officina Infernale, Harsh Comics.

Il martedì e il mercoledì in USA sono i giorni dedicati all’uscita dei nuovi albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States! In questo episodio #77, con uno strappo alla regola, continuiamo a parlare di fumetti supereroistici, ma stavolta rimanendo in Italia e occupandoci delle prime cinque uscite del progetto Harsh Comics firmato da Officina Infernale.

“Un tentativo di distruggere il genere supereroistico”.
È questo che si propone Officina Infernale con il suo Harsh Comics, un progetto iconoclasta e al contempo omaggio ai fumetti di supereroi americani, da sempre passione dell’autore di Iron Gang.
Tredici albi spillati di 24 pagine – in bianco e nero e colore – che presentano una serie di personaggi, chiaramente derivativi fin dai nomi scelti, con i quali Andrea Mozzato vandalizza, destruttura e nichilizza il genere supereroistico, in un gesto artistico a metà tra il punk hardcore e la sperimentazione.

Harsh Comics

Harsh Comics #1: Mr Victory

Harsh Comics #1 - Mr VictoryCaustico, esausto, autocommiserante, cinico e sboccato: è il Capitan America di Officina Infernale. O meglio, il suo Mr Victory, protagonista del fumetto eponimo.
Con un po’ di , un po’ di Garth Ennis e un po’ di Mark Millar, versione estrema di dopo Tom King, versione estrema di Nick Spencer dopo Nick Spencer, l’autore affronta lo stress post traumatico del supereroe, la commercializzazione del suo marchio, la desolazione e la violenza che tutte le guerre implicano e comportano.
Se il contenuto non è distruttivo e originale come il manifesto lascerebbe presagire (“Distruggere il genere supereroistico per non ricostruire più niente. […] Alza il dito medio verso tutti quegli dèi, semidèi vigilanti illusi, servi in mantello di un sistema del cazzo, mandali affanculo”), i testi e le immagini attraverso i quali è veicolato sono efficaci. Frasi segmentate e taglienti si susseguono come tanti in una serie di scatti ravvicinati, mentre puntini più o meno grandi e fitti circondano le figure copiate e incollate in un collage vivace e intelligibile. È significativa la ripetizione della sagoma iconica del personaggio principale in piedi con il capo reclinato all’indietro, le braccia lungo il corpo in una posa a metà tra la resa e il compiacimento per la vittoria o la liberazione (o la vittoria nella liberazione di se stesso?).
Il bianco e nero restituisce l’atmosfera corrotta e opprimente che ammanta la parabola di Mr Victory, un percorso scandito da vignette di varie forme, che incrocia le strade di un Adolf Hitler ferocemente inquietante e di Richard Nixon, fino a compiersi in due splash-page mute e abbacinanti.
Federico Beghin

Harsh Comics #2: The Wild One

Harsh Comics #2 - The Wildone, temi ambientalisti ed ecologisti quanto mai attuali, l’idea mitologica e religiosa legata all’albero del mondo e un personaggio specchio del /Weapon X della Comics. Sono questi gli elementi che Officina Infernale mixa all’interno del secondo numero del suo progetto Harsh Comics per dare vita al tribale The Wild One.
È un albo apocalittico questo, che parte dalla prospettiva tutto sommato positiva di un futuro in cui la “malattia parassitaria” del genere umano è stata debellata. Il prezzo da pagare per arrivare a un reintegro dell’uomo nell’ecosistema naturale è stato però molto alto e la rabbia e la violenza che gli esseri viventi tutti hanno dovuto subire sono state altissime.
Mozzato sostituisce al genere mutante una razza di felini evoluti vittime dei più tremendi esperimenti di bioingegneria da parte dell’uomo che danno origine a Wild One, ferale e brutale protettore dell’Albero della vita e sua arma di vendetta contro il genere umano.
Nelle tavole il disegno si mischia al collage per dare vita a pagine ricche di immagini dettagliate e stratificate, in cui anche il lettering diventa elemento grafico primario che concorre alla narrazione visiva del racconto. La fusione tra segno grafico, collage fotografico e retinature è totale e ricca di armonia, anche se al contempo l’impatto visuale restituisce la potente dose di violenza che connota tutte di Harsh Comics.
Una storia con un protagonista sicuramente derivativo, al pari della cifra stilistica che connota l’intera operazione di Officina Infernale, ma che l’autore riesce a svincolare dalla matrice originaria per reinterpretarlo in modo coerente all’ispirazione ma al contempo originale.
David Padovani

Harsh Comics #3: Miss Inferno

Harsh Comics #3 - Miss InfernoC’è molta malinconia, in Miss Inferno – Last Riff. La costruzione della narrazione, per toni e soluzioni grafiche, segue quella degli altri capitoli della serie: un lungo flashback dalla protagonista che ripercorre tutta la sua carriera di superumana, il montaggio di elementi fotografici, bianco e nero, voce narrante con toni da hard boiled, grandi salti temporali, frequenti allusioni a eventi e personaggi e grande varietà nella composizione delle tavole. Il tutto risulta in un ritmo incalzante e nella sensazione che le scene e le immagini che vediamo siano frammenti di un mondo vasto.
A caratterizzare Miss Inferno, distaccandola dagli altri racconti, è l’atmosfera che intride le pagine: mentre là sono la rabbia e la frustrazione a dominare la scena (si pensi in particolare a Mr Victory o The Wild One), qui, davanti al nostro sguardo, scorrono memorie pacificate, perché in armonia con lo spirito della protagonista. Non c’è pentimento, ravvedimento, denuncia, illuminazione tardiva o ricerca di una giustificazione, ma la consapevolezza di una vita vissuta in accordo con i propri principi, con il proprio voler essere.
I ricordi sono affollati di personaggi sopra le righe, a cui sono attribuite gesta orribili, ma sono figure buffonesche viste sempre attraverso la lente di una nostalgia quietata, che non scadono mai nella parodia demenziale. La voce della protagonista sottolinea il senso di partecipazione a un mondo che non c’è più: un mondo pieno di ombre, ma nel quale Miss Inferno si muoveva con energia e spavalderia, animato da un milieu che si riconosceva come comunità di simili, accomunati dalla lotta contro il trascorrere del tempo e il variare dei costumi: i loro conflitti sono raccontati come parti di uno spettacolo dove i  superumani sono la compagnia recitante e che alla fine rispettano i rispettivi ruoli senza davvero odiarsi (e qui vale la pena citare la lezione di A and White World, il in bianco e nero di Gaiman e Bisley del 1996).
In conclusione, mentre altri racconti della serie assemblano trattamenti dei personaggi ormai parte della narrazione supereroica dai tempi di Miracleman, in quell’ottica “dirty & gritty” particolarmente diffusa a partire dal Dark Knight Returns di Miler, e patiscono in misura variabile il didascalismo della scrittura, Miss Inferno si segnala per i toni agrodolci uno sguardo pacificato sul sé, racconto crepuscolare e positivo di una vita vissuta in pieno e senza rimpianti.
Simone Rastelli

Harsh Comics #4: Night Detective

Harsh Comics #4 - Night DetectiveNell’opera di “distruzione” della figura del supereroe messa a punto da Officina Infernale con il suo progetto Harsh Comics non poteva certamente mancare il suo punto di vista su Batman, il detective della , forse il più iconico di tutti gli eroi.
L’uomo che travalica i suoi limiti per diventare un essere superiore per poter nutrire la sua ossessione, per affinare la sua nobile ricerca di giustizia estrema, per proteggere gli innocenti e rimediare in qualche modo al trauma subito da bambino diventa in Night Detective, quarto albo della collana, un racconto sordido, senza possibilità di redenzione per il protagonista.
Il personaggio creato da Andrea Mozzato è un essere oscuro e anonimo che si muove in una città oscura e marcia a caccia del suo peggior antagonista, una corsa maniacale per catturare il Deathstalker, serial killer implacabile e sfuggente conosciuto anche come “It’s a nice day”.
Non ci sono maggiordomi gentili, ricche eredità e bizzarri sidekick a proteggere e confortare l’eroe, ma solo una vita fatta di abusi e violenze subite nell’inferno dell’orfanotrofio dove è cresciuto dopo la morte dei suoi genitori e che ne hanno segnato in modo irrimediabile la sua esistenza futura. Una spirale infernale che nemmeno il suo momentaneo successo come poliziotto è riuscito ad arrestare, successo fermato dalla dipendenza da sostanze stupefacenti e radiato dal corpo per condotta inopportuna. L’ennesimo fallimento che ha alimentato la sua pazzia, la sua ossessione.
È su questo disagio che l’autore si concentra creando un personaggio completamente ricoperto di pelle e senza lineamenti, imprigionato in un pattern narrativo senza fine che lo costringe a confrontarsi con un villain la cui follia si rispecchia nell’animo violento del Night Detective, nei suoi atti efferati, nei suoi segreti inconfessabili. Una dualità inscindibile che alla fine deve affrontare, arrivare alle conseguenze estreme, accettare la sua natura per porre fine alla lunga scia di sangue e morte del Deathstalker.
Una parabola soffocante dove la morbosità delle situazioni è acuita dalla realizzazione grafica cut and paste fatta di collage, fotocopie e inserti fotografici che regalano una crudezza complementare alla storia. Uno spillato che in poche pagine coglie in pieno lo spirito del Dark Knight della DC e quello del rapporto quasi simbiotico che lo lega al Joker, sua eterna nemesi, in un finale forse stereotipato ma di grande impatto, mostrandone la natura, la labilità mentale, le forzature e le contraddizioni accumulate in anni di continuity. Un personaggio che non può morire, che non può evolvere, che non può chiudere la sua caccia infinita, schiavo del suo successo e del volere dei suoi tanti fan.
Michele Garofoli

Harsh Comics #5: Nekrotic

Harsh Comics #5 - NekroticStanley Kubrik, non l’ultimo arrivato, era un indiscusso maestro nell’uso, in qualità di significante, del colore. Il rosso era per lui l’emblema della morte, della passione, della claustrofobia, dell’erotismo, del terrore, del sangue, della violenza e della pazzia. Un’impronta cromatica di sicuro impatto visivo che aggiunge ulteriore spessore emotivo all’immagine impressa sulla pellicola cinematografica. Ed è proprio il colore rosso, spruzzato, nebulizzato, smembrato, colato, sparso e sparpagliato a farla da padrona in Nekrotik, l’eroico non morto del progetto Harsh Comics.
Andrea Mozzato, nella sua opera di demolizione del genere supereroistico, centra l’obiettivo mettendo in scena il lungo sanguinamento e la successiva morte del sistema così come lo conosciamo, rappresentando una società che scivola lentamente nell’entropia. Per il tramite della rappresentazione della lotta tra l’oscuro eroe Nekrotik e il Morbo Carne, un’abominevole massa informe impegnata a fagocitare e inglobare ogni forma di vita, si compie la simbolica lotta contro il mainstream inteso come tutto quello che è di tendenza e che la massa incorpora e fagocita inesorabilmente. Un colpo basso, violento, sanguinario al conformismo, al politically correct e più generalmente a tutti quei mondi e terre che hanno bisogno di eroi per assicurarsi la salvezza. Un deciso affondo contro la massificazione combattuta qui da Nekrotik a colpi di morsi grazie al potere di una inestinguibile fame anarchica, garantita dal suo status di zombie cannibale, nel tentativo di contrastare l’inesorabile avanzata del pensiero unico.
Con uno stile grafico che ricorda le storiche fanzine xerografate, contenitori spillati della vera e storica subcultura, Mozzato ripropone il mood della stampa underground arricchita con elementi collagistici, realizzando un patchwork dall’indubbio fascino che esalta la natura violenta e sociopatica del protagonista. Un nichilista dalle dita artigliate che, come Freddy Krueger, sembra frutto di un incubo spaventoso fatto nel cuore della notte, determinato a rispondere con folle violenza all’altrettanto violento indottrinamento di massa al quale siamo sottoposti quotidianamente.
Ferdinando Maresca

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento al 17 febbraio 2021 con First Issue #78, in cui torneremo a occuparci di fumetto made in USA.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover sulla pagina Facebook de Lo Spazio Bianco per ogni puntata di First Issue.]

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