Figlia di Luna, maestra di vita

Figlia di Luna, maestra di vita
Greta Xella racconta una storia in cui magia e crescita accompagnano il lettore fino all’ultima tavola.

COVER-FIGLIA-DI-LUNA interaCi sono storie che riescono a catturarti al primo incontro.
Figlia di Luna, il lavoro di esordio come autrice completa per , non tradisce da questo punto di vista offrendo al lettore un incipit immersivo: alla luna rosa pallido che apre il racconto rispondono due mani colme d’acqua nella quale l’astro si riflette, e un raggio dell’astro colpisce in lontananza una sinuosa figura femminile che, investita dalla luce celeste, pare affondare.

La scelta di colori, le forme che compone sono intense e invitano il lettore ad accomodarsi per ascoltare la sua storia.
Incontriamo Tia, la protagonista, mentre è impegnata a giocare con sua cugina Vera alla vigilia del suo tredicesimo compleanno quando, assieme alla festa che le viene fatta a casa degli zii, arriva la sorpresa più attesa: può ritornare a casa dai suoi genitori dove suo padre e sua mamma, da tempo malata (è lei la creatura colpita dal raggio a inizio volume), la aspettano.
La fumettista sceglie il racconto fiabesco per raccontare una verità ineluttabile con cui in molti, da bambini, si sono trovati a fare i conti: quando gli adulti hanno problema, soprattutto se di salute, i bambini vengono allontanati. È una precauzione per tenerli lontani dalla malattia e dal dolore che essa produce, un’accortezza che però non sempre viene vissuta come tale.

Questa idea di protezione dalla giovane protagonista viene intesa proprio come il rifiuto di una madre sofferente e spaventata, con tutta la disperazione che questo consegue. Tutto il volume è una lunga metafora del rapporto tra genitori e figli, soprattutto nelle difficoltà, e racconta della necessità che la crescita sia reciproca: Tia è troppo piccola per comprendere tutto quello che le succede attornio, ma troppo grande per ignorare la necessità di farlo.

Quello di Tia è un viaggio alla ricerca di una cura miracolosa che la ragazza affronta con decisione e coraggio attraverso mezzi e città mai viste prime. La sua giovane età fa sì che la paura dell’ignoto venga diluita dalla meraviglia per la bellezza che incontra, permettendole e permettendo al lettore di ammirare una porzione del mondo in cui ha immerso i suoi personaggi, un ambiente fiabesco che scopriamo una tavola dopo l’altra. Uno scenario coerente, che la fumettista padroneggia senza esitazioni. Un mondo ricco di ambienti e animali ma che non è sempre accogliente, come la monumentale città nella quale, da nuova arrivata, si trova subito a dovere fare i conti con le contraddizioni tra la maestosità della città e la meschinità di alcuni suoi abitanti.

figlia di luna interno 1

Decisivo per la ragazza l’incontro con un improbabile pirata delle sabbie, Olivio, con cui instaura il primo rapporto adulto, perché il pirata è il primo che tratta Tia da pari: la ascolta e condivide con lei il suo percorso, dubbi e paure, e sa mettersi a disposizione dal primo incontro fino all’epilogo.

Provo emozioni che non sentivo da tempo.
Grazie a questo viaggio, ho nuove speranze.
Anche se non conosco il futuro che mi attende, non ho paura di affrontarlo.
Ora so che posso fare qualcosa, e sono pronta a farlo.

L’autrice già con l’incipit in cui dominano le splash page mostra estrema disinvoltura nell’uso degli spazi, una sicurezza che emerge con forza quando arriva a deformare una gabbia nel momento in cui Tia la solleva, letteralmente, come si trattasse di una tenda che la separa da sua madre. Tutta la sequenza racconta l’attenzione con cui si entra nella stanza di una persona inferma; la deformazione della tavola, contestualizzata al momento vissuto dai protagonisti, diventa un gesto di affetto onesto e molto partecipato. Probabilmente è l’atomo attorno al quale tutto il racconto prende vita. La vignetta che gioca con i dettami del fumetto classico dal quale l’autrice pare volersi affrancare non risulta autoreferenziale, ma svela un piglio autoriale importante.

figlia di luna interno 2Analoga la sicurezza mostrata nell’uso dei colori, morbidi come le linee che tratteggiano personaggi e ambiente.
Il racconto scorre senza sbavature; un giovane lettore viene immerso in un’avventura ricca di situazioni, ma allo stesso tempo gli eventi si offrono con la stessa onestà ad una lettura più adulta. Proponendo riflessioni sui rapporti generazionali, Figlia di luna, spinge a soffermarsi sulle difficoltà elaborate dalla protagonista. Una lettura questa che apre a una condivisone intima, una confidenza che offre ai lettori che vorranno accoglierla.

Figlia di luna è un lavoro molto personale e  che non si nasconde, ma è anche il racconto di un’avventura in cui il talento della sua autrice emerge con decisione e che riporta a una serata vissuta qualche anno fa: durante Rapalloonia 2017, la Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, il compianto maestro individuò e premiò Xella come la depositaria della promessa di talento che già aveva individuato negli anni prima in e . Il volume edito da Bao è una promessa mantenuta.

A volume chiuso resta però forte la sensazione di aver visitato una porzione troppo piccola di un mondo estremamente ricco. Forse qualche tavola in più dedicata al viaggio della protagonista non avrebbe guastato, anche perché si tratta di un posto in cui, appena lasciato, si ha già voglia di tornare.

Abbiamo parlato di:
Figlia di luna

, 2021
244 pagine, cartonato, colori – 21,00 €
ISBN: 978-8832733334

 

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