Esorcismi in Vaticano: El Torres porta l’orrore a Roma

Esorcismi in Vaticano: El Torres porta l’orrore a Roma
La chiesa è a un bivio: nuovo conclave o esorcismo impossibile? El Torres, Martinez e Molina firmano un horror ispirato a “L'Esorcista”, edito da Leviathan Labs.

roman ritual copEl Torres è considerato un maestro dell’horror a fumetti. Dopo il successo ottenuto con opere come The Veil, Suicide forest Nancy in Hell, lo sceneggiatore spagnolo si conferma tale anche in Roman ritual, edito da  con disegni di Jaime Martinez e colori di Sandra Molina.

Un fumetto, come richiede il genere, potente e a tratti disturbante, sia per i temi trattati sia per una resa grafica sferzante, violenta, impietosa, che affonda dichiaratamente le radici nel film L’esorcista, capolavoro del 1973 diretto da William Friedkin e tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty.
Al celebre lungometraggio si collegano citazioni dirette, come quella di padre Karras, e la ricostruzione di alcuni momenti del rituale dell’esorcismo: sequenze che, in alcuni casi, superano in violenza quanto visto nella pellicola, sia a livello fisico sia psicologico. Non mancano quindi persone possedute che espellono liquidi verdi, imprecano in lingue antiche, utilizzano un linguaggio scurrile e blasfemo. Nel libro si riconoscono affinità, soprattutto per una suora che compare nel finale, anche con il film The Nun (2018), spin-off di The Conjuring 2 – il caso Enfield, inserito nella serie di film The Conjuring.
 
In Roman ritual tutto inizia con Monsignor Marelli, esorcista residente in Vaticano, che viene brutalmente decapitato. Nel frattempo, in Colombia, padre John Brennan esegue con successo un esorcismo su una ragazza e, subito dopo il rituale, riceve una comunicazione dalla Santa Sede. Il cardinale Bretone, direttore penitenziario del carcere apostolico e suo vecchio amico, lo richiama a Roma per un aumento dei casi di possessione e per un pericolo che nessuno ha mai affrontato prima. Il ritorno di Brennan nella Santa Sede non è visto di buon occhio in quanto il prete era stato costretto all’auto esilio, e quasi scomunicato, per una vicenda legata alla violazione del segreto confessionale. Il suo unico amico sembra essere monsignor Georges, nonostante fra i due rimanga in sospeso un episodio del passato.
Tuttavia il Vaticano è in una situazione di profonda crisi, nascosta con difficoltà alla stampa, che potrebbe distruggere la sua credibilità dalle fondamenta. E padre Brennan sembra l’unico in grado di evitarlo.

Con queste premesse El Torres crea una storia molto articolata che reinterpreta il tema esorcismo-possessioni addentrandosi nel passato più oscuro della Chiesa, dove si celano azioni orribili direttamente connesse alla crisi in questione. La trama si sviluppa fra intrighi, lotte di potere, bugie, opus dei, circoli del sesso, abdicazioni papali e conclave, sullo sfondo di una minaccia estrema che Brennan deve affrontare per salvare la Chiesa.
La narrazione è coinvolgente e costellata da colpi di scena più o meno intensi che conducono a una svolta finale intuibile, ma senza poterne prevedere l’atrocità. Così, per tutto il libro, El Torres tiene in sospeso il lettore con una domanda che serpeggia, alimentata dai pensieri di John Brennan contrapposti a quelli delle entità da esorcizzare: Roma, e il mondo, saranno di Dio o del diavolo?

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Sicuramente vincente è la caratterizzazione del protagonista: padre Brennan è un prete caparbio, orgoglioso e di fede incrollabile, animato da una furia divina che a volte si traduce in superbia. Ma è anche impietoso verso sé stesso, sferzato dal senso di colpa. E soprattutto stanco, consapevole sin dalle prime pagine di non avere una forza infinita per resistere alle prove cui Dio lo sottopone. Ma questo non lo ferma, neppure davanti alla madre di tutte le prove, alla quale si approccia seguendo il principio: “Le mani oziose sono l’officina del demonio”.
Brennan interagisce con una serie di coprotagonisti e antagonisti costruiti con altrettanta attenzione verso gli aspetti psicologici: gli altri preti, cardinali o esorcisti, esprimono sempre manie, ambizioni, doppi fini, arroganza, contrapponendo alla purezza della fede in Dio alcuni degli aspetti più biechi dell’animo umano.

Fondamentali, per creare l’atmosfera straniante e soffocante di molte sequenze, sono i disegni di Jaime Martinez e i colori di Sandra Molina.

Martinez propone un segno estremamente realistico in una gabbia a tre o quattro strisce. La prevalenza di vignette doppie o a mezza pagina è utile sia nei frequenti e corposi dialoghi – ritmati dai controcampi – sia nella ricostruzione degli ambienti del Vaticano e della Santa Sede. Spiccano, ad esempio, un campo lungo dall’alto con piazza San Pietro e un interno della Cappella Sistina; ma anche la cura nei primi e primissimi piani, dai quali emerge l’attenzione minuziosa per l’espressività dei personaggi e la loro caratterizzazione fisica: c’è chi indossa un paio di occhiali, chi ha un cerotto sul viso, chi un collo molto rugoso.

roman ritual tavIn generale le varie ambientazioni di Roman ritual, grazie ai colori di Sandra Molina, appaiono scure, opprimenti, permeate da toni di nero o di marrone. Ma è soprattutto la resa dell’illuminazione a comunicare maggiormente il senso di claustrofobia: la luce, ad esempio, appare abbagliante fuori dalle finestre della Santa Sede ma lì, all’esterno, si ferma, come se non potesse fare breccia, respinta da un potere oscuro. Nulla a che vedere, quindi, con quel Vaticano candido e lussuoso rappresentato da Paolo Sorrentino nel suo The young Pope.
Il connubio Martinez-Molina interpreta nel modo migliore anche le scene più drammatiche, cruente e demoniache ritraendo posizioni del corpo innaturali, rigurgiti, vermi, insetti, putrescenze varie, bocche storpiate dal sangue.
Evocative ed emblematiche, infine, le illustrazioni che introducono ciascuno dei quattro capitoli del libro e che, unite alle due inserite dopo la fine, aprono una finestra sul piccolo ma variegato abisso degli orrori contenuto in Roman Ritual.

Croce e delizia del libro sono invece lettering e balloon. Se da un lato il tono di voce differente delle entità demoniache è bene interpretato grazie a balloon dal bordo frastagliato e con sfondi di colore diverso, dall’altro ci sono purtroppo una decina di refusi nei testi. Forse un po’ troppi per un fumetto di 116 pagine, la cui confezione è per altro ben curata. 

In definitiva Roman ritual risponde a tutti i requisiti del genere horror, inserendosi fra le rare opere degne di nota di quel filone narrativo che ha come cardini chiesa ed esorcismi. Un fumetto non adatto a chi è facilmente impressionabile. 

Abbiamo parlato di:
Roman ritual
El Torres, Jaime Martinez, Sandra Molina
Leviathan Labs, 2020
116 pagine, brossurato, colore – 15 €
ISBN: 9791280137104

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