Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019

Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019
BAO pubblica una nuova versione di “Due figlie e altri animali feroci”, il libro di Leo Ortolani uscito nel 2011, arricchita da alcune tavole a fumetti di raccordo tra i vari capitoli.

Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019_Recensioni Verso la fine di settembre 2011 mi ritrovai in una Feltrinelli milanese alla presentazione di Due figlie e altri animali feroci, libro in prosa di , per assistere all’evento, acquistare il volume e farmelo dedicare con sketch dal fumettista, il quale era visibilmente emozionato e contento di quella pubblicazione così inusuale per lui.
Quasi un’edizione tascabile, quella uscita allora e realizzata dall’editore Sperling & Kupfer: si trattava infatti di un libretto piccolo ma elegante, con copertina cartonata e sovraccoperta, sulla quale si trovava un disegno sintetico ma efficace.

Il testo, fuori catalogo da anni, conosce ora nuova vita grazie a BAO Publishing, l’editore che ormai da tempo accoglie la produzione extra Rat-Man di Ortolani.
La casa editrice ha chiesto all’autore di inserire materiale inedito rispetto alla prima edizione e ha realizzato un tomo dello stesso formato degli altri lavori del fumettista: scelta lodevole e pragmatica, che premia lo spirito collezionistico degli acquirenti, anche se fa perdere un po’ del fascino originario.

Due figlie e altri animali feroci è un romanzo epistolare, composto dalle e-mail che Leo Ortolani inviava a un gruppo di amici e parenti durante il viaggio suo e della moglie Caterina in Colombia nel 2010, dove era andato per completare il processo di adozione delle due sorelline Johanna e Lucy Maria.
La struttura non è quindi fittizia, da intendere come scelta stilistica, ma è la pubblicazione di materiale reale pensato originariamente per rimanere privato all’interno della cerchia di conoscenze della coppia, e che l’occhio del sempre attento Andrea Plazzi – storico editor del fumettista di Parma – ha individuato come materiale potenzialmente pubblicabile.

Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019_Recensioni Da lettore esterno, ci si ritrova d’accordo con la valutazione di Plazzi: la scrittura di Leo Ortolani è diretta e schietta, tradendo l’originale destinazione dei testi, ma mantiene un’impostazione chiara e pulita senza essere una mera descrizione degli eventi. In alcuni casi possono anche esserci stati interventi successivi, in vista della pubblicazione, ma questo non intacca il fatto che l’approccio alla narrazione sia evidentemente insito nel carattere dell’autore.
La sua particolare indole comica investe anche questi scritti privati e colora con paradossi, iperboli, nomignoli, storpiature e running gag i vari momenti del viaggio di adozione, riuscendo a sublimare – per sé stesso, in prima battuta – anche i passaggi più complessi di quest’esperienza.

La rilettura a otto anni di distanza di questi racconti ritrova la stessa freschezza originaria. Si tratta di scritti che, nella loro semplicità e a tratti ingenuità, funzionano ancora molto bene: ci sono molte battute davvero spassose, ci sono giochi di parole sciocchi ma proprio per questo spiazzanti ed efficaci, e in generale un contesto affettivo che traspare vivido dai vari capitoli.

Le illustrazioni originali, presenti già nell’edizione 2011, vengono riproposte nel volume BAO negli stessi punti: si tratta di disegnini caratterizzati da gag fulminanti, spesso legati a concetti generali di genitorialità e che forniscono un corredo piacevole alla narrazione in prosa, forse anche più di quelli legati a episodi raccontati nelle e-mail, che pure non mancano.

Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019_Recensioni Per quanto riguarda invece il contenuto inedito presente in questa nuova versione, si può dire che costituisca la parte meno riuscita del libro.
Contrariamente alle illustrazioni, le tavole a fumetti fanno quasi sempre diretto riferimento a quanto descritto nel testo, e proprio qui si rintraccia una prima debolezza: in diverse occasioni infatti le vignette non fanno altro che riportare quanto già letto, o anticipare quanto si sta per leggere nelle pagine successive invece di aggiungere qualcosa in più, risultando così una ripetizione non necessaria, delle ulteriori sottolineature di riflessioni già esposte.

La considerazione non vale per ogni singola tavola, e in alcuni casi (ad esempio nel raccontino sulla giostra del cavallo automatico) si tratta di parentesi simpatiche, ma in senso generale si nota la distanza tra quanto realizzato nel 2011 – quindi a pochi mesi di distanza dal viaggio in Colombia – e quanto realizzato nel 2019, come se il distacco temporale avesse reso meno spontanea la trasposizione su carta di quel periodo.

Due figlie e un Ortolani, tra 2011 e 2019_Recensioni Differenza che invece non si nota dal punto di vista del tratto: in questi anni lo stile grafico del fumettista non ha conosciuto particolari evoluzioni, rendendo in questo modo esteticamente uniforme la versione finale della nuova edizione. Il punto forte del disegno è, nella tradizione di Ortolani, l’efficacia della sua “semplice” linea modulata nella resa sia dei volti e della mimica facciale sia dei corpi e delle loro posture, dinamici e recitanti.

Un’eccezione a quanto rilevato per le parti a fumetti è costituita dalle tavole iniziali, che funzionano molto bene come introduzione all’opera, ancora meglio del prologo già presente nella prima versione. L’ironia a tratti surreale e caustica di Ortolani riesce perfettamente a raccontare le prime, lunghissime e tortuose fasi che una coppia deve affrontare quando decide di intraprendere un percorso di adozione, attraverso la fantasia sfrenata dell’autore in grado di deformare la dura realtà secondo la propria verve.

La scelta di BAO è dunque meritoria alla base, perché permette di rimettere sul mercato un libretto valido nella sua semplicità, che fa dell’onestà e della comicità le sue caratteristiche base. Non un vademecum sull’adozione, ma la condivisione di un’esperienza personale cercando di alleggerire le pene che devono affrontare tanti altri genitori.
Se il materiale extra realizzato per l’occasione, contrariamente ad altre operazioni similari confezionate dall’editore per dare quel “qualcosa in più” al lettore già in possesso dell’opera non offre particolare valore aggiunto al contenuto, merita sottolineare che dal punto di vista cartotecnico l’edizione è davvero pregevole, con carta spessa e rilegatura solida, offrendo un prodotto di qualità che ben si colloca vicino agli altri volumi di Leo Ortolani targati BAO.

Abbiamo parlato di:
Due figlie e altri animali feroci
Leo Ortolani
BAO Publishing, 2019
192 pagine, cartonato, bianco e nero – 18,00 €
ISBN: 9788832732221

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