Cartoomics – Games Week 2022: qualche considerazione

Cartoomics – Games Week 2022: qualche considerazione
Siamo stati a Cartoomics – Milan Games Week 2022, la fiera del fumetto e dei giochi negli spazi di Rho Fiera Milano: ecco il nostro reportage dell’evento.

È stato un diverso quello che ha accolto la piccola compagine de Lo Spazio Bianco all’ingresso dei padiglioni di Rho Fiera Milano.
La grande novità, inutile dirlo, è rappresentata dalla nuova veste con cui la kermesse fumettistica milanese si presenta al pubblico, vale a dire in partnership con un’altra grande manifestazione del mondo dell’intrattenimento, la Milan Games Week.
Questa fusione non è in effetti un inedito: già nel 2020, a causa della pandemia da Covid-19, l’evento si spostò dal consueto slot di marzo a novembre – classico periodo della Games Week, appunto – unendo le forze con la fiera del gaming per un’edizione completamente digitale.
La collaborazione si rinnovò nel 2021, con un primo ritorno (contingentato negli ingressi) alla dimensione fisica, e si è riconfermata quest’anno con una ripartenza in grande stile.
Ma, non avendo partecipato all’edizione dello scorso anno, per noi quella del 2022 è stata la prima con questo impianto.

cartoomics-milano-games-week-2022Si potrebbe pensare che Cartoomics sia cresciuta, quindi: dopo il salto di una decina d’anni fa, che portò l’evento dagli spazi fieristici cittadini a quelli più ampi e prestigiosi di Rho Fiera, associarsi con la Games Week avrebbe potuto facilmente essere la consacrazione di un lavoro costruito con un certo impegno da alcuni lustri, unendo in un unico momento la componente fumettistica e quella videoludica.
Purtroppo l’impressione è stata invece quella di una “messa all’angolo” del mondo del fumetto, che viene relegato a un solo padiglione dei quattro ospitanti la manifestazione nel suo complesso e che non sembra in grado di attrarre le realtà editoriali che potrebbero, con la loro presenza e iniziative correlate, invogliare un maggior pubblico di lettori e appassionati a intervenire.
Di certo, sotto questo aspetto, la distanza di appena un mese da Lucca Comics non giova all’evento milanese…
L’assenza di si è fatta indubbiamente sentire, da questo punto di vista, e così anche quella di un altro importante editore come BAO Publishing: quest’ultimo in realtà si era ritagliato una piccola presenza in fiera, ma solamente all’interno dello stand del distributore, che ha riservato uno spazio ai soli prodotti BAO dove accogliere anche i tre autori ospiti per i firma-copie. Una partecipazione per procura, insomma.

Cartoomics2022_4Le altre principali case editrici avevano stand piuttosto piccoli, esponendo sostanzialmente le ultime uscite, e chi ospitava fumettisti doveva gestire bene gli spazi dietro al bancone.
, Comics, Coconino e pochi altri condividevano questa sorte (forse solo Tunué godeva di qualche metro quadrato in più): la poca superficie a disposizione, peraltro, rendeva difficile l‘individuazione dei rispettivi stand, che spesso venivano messi in ombra da quelli di privati che vendevano oggettistica e cibo etnico.
Le uniche eccezioni erano date da Editore, che ha impostato una sorta di “caseggiato” al cui interno erano collocati i propri banconi (ma che risultava un po’ vuoto, per quella che era poi l’effettiva quantità di fumetti e fumettisti presenti, oltre che – ahinoi – di pubblico che vi transitava) e /J Pop, con uno stand molto ricco di materiale e un’area antistante tutta dedicata alle signing session.

Altra situazione straniante era data, in alcuni casi, dalla frammentazione dell’offerta. Un esempio in tal senso è il caso di Franco Brambilla, del quale venivano esposti i volumi editi da Bonelli allo stand di Star Shop (!), mentre lo stesso artista aveva un suo stand personale per il firma-copie nell’area dedicata alla fantascienza. Scelte strategiche che come minimo denotano una certa mancanza di coordinazione a monte tra le forze in campo.

Venditori privati di fumetti, invece, scarseggiavano: a parte l’ovvia presenza di – storica fumetteria milanese – c’erano giusto un paio di stand tra i quali si potevano cercare vecchi albi, mentre la maggioranza di commercianti offriva pupazzi, action figures, carte, magliette e gadget vari.

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L’unico baluardo fumettistico, che è riuscito a salvaguardare l’essenza di quello che per noi dovrebbe essere Cartoomics, era la Self Area. Organizzata e curata quest’anno dalla nostra amica e collega Rachele Bazoli, la zona dedicata alle autoproduzioni ha rappresentato il baricentro non solo delle nostre peregrinazioni di sabato e domenica, ma anche del cuore fumettistico che dovrebbe pervadere Cartoomics ma che si è fatto sopraffare da tutto quello che al fumetto gira solo intorno.
Nell’area Self, al contrario, quello che contava era il fumetto: i banchettini magari erano piccoli, lo spazio espositivo per mostrare la propria produzione era risicato, ma autori ed editori parlavano di fumetto, di quello che stava dietro le loro fatiche, delle ispirazioni e delle ambizioni, del mercato e delle proprie opere.
Due lunghi corridoi, nel centro del padiglione, che costituivano un punto di passaggio attorniato dagli espositori indipendenti, con le loro produzioni colorate oppure gotiche, anticonformiste e libere, ma in ogni caso fieramente appassionate del medium.

Val la pena citare, sempre in questa zona, anche lo spazio del (per saperne di più su questa realtà rimandiamo alla video-intervista che Vanessa e Marco ci hanno concesso): una vera e propria sala di lettura casalinga trasportata all’interno della fiera, costituita da grandi cuscini dove potersi accomodare e sfogliare un fumetto preso dallo scaffale, sopra il quale campeggiava lo slogan “Dove i fumetti non si comprano, ma si leggono”.

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Uno dei cambiamenti più interessanti di questa edizione è stata l’attenzione agli eventi: anni fa gli spazi riservati alle conferenze e alle presentazioni di novità editoriali erano letteralmente in mezzo ai corridoi di passaggio, schiacciati tra gli stand e le persone transitanti, minando la qualità degli eventi e la loro fruibilità. Quest’anno e-bay ha messo a disposizione un vero e proprio palco, più ampio e confortevole, transennando peraltro l’area con le sedie per gli spettatori, che risultava così separata dal resto del pubblico.
Il programma degli eventi fumettistici non era forse il non plus ultra ma presentava anche alcune chicche: oltre alle conferenze di alcuni editori ci sono stati tre incontri dedicati alle autoproduzioni e il panel che celebrava i 60 anni di Spider-Man, con due ospiti d’eccezione invitati direttamente dall’organizzazione: i disegnatori e .

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Di contro, dobbiamo segnalare almeno un paio di criticità: alcuni panel si svolgevano in contemporanea ad altre attività promozionali all’interno dell’ampia area della casa e-bay, portando a situazioni in cui le persone che assistevano a una conferenza erano disturbate dal via vai di altri astanti interessati alle ulteriori attività in corso. Inoltre, i panel erano organizzati in modo da scoraggiare gli interventi del pubblico, eliminando così un momento importante di confronto fra autori e appassionati che non era invece mai mancato nelle edizioni precedenti.

Cartoomics2022_2Cartoomics in sé e per sé appare quindi come una presenza quasi ancillare, se non secondaria, dell’evento nel suo complesso, schiacciata dal main event rappresentato dalla Milan Games Week e sacrificata sotto diversi punti di vista.
È stata ancora una bella occasione per respirare “aria di fiera”, per passare un pomeriggio spensierato e simpatico, ma certamente l’appassionato più esigente della Nona Arte non ha potuto trovare particolari elementi di interesse nell’evento per come è stato strutturato: la mancanza di realtà editoriali importanti e di stand privati tra cui rintracciare vecchi albi minavano l’esperienza da questo punto di vista.
Solo la Self Area e (in parte) la nuova struttura degli eventi brillavano quindi in tale contesto, ma nel complesso la manifestazione è apparsa come qualcosa di molto colorato e pop, dove però il fumetto era solo un elemento quasi di contorno. Possiamo certamente comprendere le logiche che hanno portato l’organizzazione di Cartoomics ad accorparsi con la più “performante” Games Week, rimaniamo però perplessi sull’utilità di organizzare una fiera del fumetto a neppure un mese di distanza da quella più importante d’Italia, non potendo offrire al pubblico quindi nessuna novità fumettistica, venendo snobbata dalle case editrici e non proponendosi neppure come occasione di scambio fra gli appassionati, stritolati sia come spazio che come presenze dal più numeroso popolo dei videogiocatori.

Le fotografie a corredo del pezzo e nella gallery sottostante sono state realizzate da Anna Colella.

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