Buon compleanno Romics!

Buon compleanno Romics!
Vent’anni e ventisette edizioni di Romics, la più longeva fiera del fumetto di Roma. Per festeggiare, abbiamo parlato con alcuni dei suoi protagonisti.

Ha festeggiato vent’anni, e ventisette edizioni, Romics, il più longevo festival del fumetto della capitale, con l’edizione autunnale, svoltasi dal 30 settembre al 3 ottobre, finalmente, in “presenza” dopo l’emergenza pandemica. Lo Spazio Bianco ha pensato quindi di celebrare questo anniversario parlando con alcuni dei protagonisti dell’evento.

Prima di tutto abbiamo registrato un bel successo di pubblico, con il sold out nel weekend e ottimi riscontri di presenze anche nelle giornate precedenti.”

Ci racconta il direttore artistico Sabrina Perucca, che abbiamo incontrato a fine manifestazione.

“È stata anche una scommessa vinta assieme agli operatori di settore che ci hanno sostenuto in questo ritorno in presenza. Ci ha fatto soprattutto piacere il clima sereno, pure nel rispetto dei necessari protocolli di sicurezza, che si è tornati a vivere alla Fiera in questi giorni.”

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Perucca si dice anche soddisfatta del programma di incontri che, nella duplice modalità in presenza/collegamenti da remoto, ha visto alternarsi nei vari appuntamenti autori come , Sio, , Rita Petruccioli, Elena Casagrande, Moreno Burattini, , e tanti altri.

“Un tempo poteva sembrare strano per il pubblico assistere a una conferenza in cui uno dei degli ospiti è sul palco, mentre l’altro si trova fisicamente a chilometri di distanza, ma grazie alla tecnologia ci siamo tutti un poco abituati a queste diverse modalità di fruizione degli eventi, così come alle dirette Twitch e Facebook, per cui non è escluso che, in alcune occasioni, l’adotteremo anche in futuro.”

Romics, vent’anni tutti d’oro

Passato, presente e futuro della manifestazione si sono incrociati, in particolare nella celebrazione dei “Romics d’oro”, il premio assegnato alla carriera a grandi personalità del fumetto. Negli anni sono sfilati sul palco della kermesse i grandi maestri dell’emozione disegnata: Alfredo Castelli, , Francisco Solano-Lopez, , Sergio Bonelli, Go Nagai, Vittorio Giardino, Giorgio Cavazzano, , Sergio Staino, Regis Loisiel, Silvia Ziche, Paco Roca, Gipi.

Si fatica a citare solo qualche nome senza far torto a tanti altri, vista la qualità e la quantità dei cartoonist protagonisti del premio e del festival in questi vent’anni, dal grande fumetto italiano a quello argentino, dal fumetto americano di supereroi all’underground, dagli artisti del Sol Levante a quelli dell’area franco belga. Accanto ai “Romics d’oro” fumettistici ci sono quelli provenienti dagli altri mondi espressivi (musica, animazione, art direction cinematografica) cui l’evento ha dato cittadinanza nel tempo nella sua evoluzione da “salone del fumetto” a festival “cross-mediale”.

Questa volta, in occasione del ventennale, sono stati gli autori premiati nelle scorse edizioni a celebrare  la kermesse. Qualcuno lo ha fatto di persona (Bilotta, Burattini, Cavazzano, Gervasio, Rotundo, Tempera), qualcuno da lontano, attraverso, testi, video, e – nemmeno a dirlo! – fumetti.

È una lunga storia fatta di passione, iniziata nel 2001 con la direzione artistica di Luca Raffaelli presso la vecchia Fiera di Roma…

rievoca ancora Sabrina Perucca, coordinatore organizzativo della manifestazione fin dagli esordi:

“Ricordo due momenti particolarmente significativi. Il primo risale al 2003, quando avemmo l’onore di ospitare – uno dei papà di Asterix – che ebbe un incontro piacevolissimo con i bambini delle scuole, disegnando i suoi personaggi. L’altro momento indelebile, nel 2016, riguarda un’icona mondiale del fumetto come Go Nagai. Abbiamo ospitato il maestro giapponese nella attuale sede della nuova Fiera, con un successo di pubblico e mediatico senza precedenti, quasi travolgente. Quella giornata emozionante rappresenta bene l’idea di festa popolare e collettiva che Romics vuole essere”.

Romics Go Nagai

Il primo Romics non si scorda mai: il ricordo di Luca Raffaelli

In occasione di questa celebrazione, abbiamo raggiunto al telefono anche Luca Raffaelli, ideatore e direttore artistico della manifestazione dal 2001 al 2011, il cui ricordo è altrettanto sentito, anche se dolceamaro.

“Tutto nasce dallo splendido lavoro del team che organizzava con me ‘I castelli animati’, il festival dell’animazione a Genzano di Roma. L’edizione del 2000 ebbe un successo clamoroso, con la presenza incredibile di Paul McCartney, che veniva a presentare l’anteprima mondiale di un film da lui prodotto e diretto da Oscar Grillo e con le ultime musiche scritte da sua moglie Linda. L’allora Presidente della Fiera di Roma, presente alla serata finale, ne rimase talmente colpito che ci chiese di lavorare insieme l’anno successivo a un nuovo progetto di festival per il fumetto nell’area fieristica capitolina, dopo che lì si era conclusa l’esperienza dell’ExpoCartoon di Rinaldo Traini.”

Il riscontro di pubblico negli spazi della Fiera di Roma, allora nel quartiere dell’Eur, fu da subito eclatante.

“Già nella prima edizione (che peraltro si svolse in un clima strano per la concorrenza di Expocartoon che si svolgeva in altro luogo) avemmo come ospiti d’onore una istituzione del fumetto italiano come Alfredo Castelli, il maestro argentino Francisco Solano-Lopez, lo scozzese Eddie Campbell e, dal Giappone, – l’autore di Lupin III – che si pagò di tasca sua il viaggio, pur di venire a ritirare il premio!”

Romics Raffaelli

La manifestazione crebbe negli anni, con una particolare attenzione sia alla dimensione popolare sia a quella artistica del fumetto e dell’animazione.

Avemmo incontri tra pubblico e cartoonist  (Milo Manara, Leo Ortolani, Tanino Liberatore, Sergio Bonelli, etc.) con una sala gremita da 1700 e passa posti. Credo che niente di simile sia avvenuto in una manifestazione fumettistica. E riuscimmo anche, nel 2004, a istituire ‘L’università del fumetto’, in collaborazione con le facoltà umanistiche di diverse città, in cui dotti accademici (Roberto Perpignani, Alberto Abruzzese, Daniele Barbieri, Orio Caldiron, Gino Frezza, , Stefano Cristante e tanti altri) dissertavano con studenti e visitatori di Romics del linguaggio e della storia del fumetto.”

Alle memorie professionali alla guida del festival, s’intrecciano quelle personali.

“Con Sergio Bonelli, dopo l’incontro con il pubblico in fiera, corremmo a casa mia, assieme a Mauro Marcheselli, perché Sergio non voleva perdersi il derby di calcio Milan-Inter alla tv…E ricordo i piacevoli ‘scarrozzamenti’ in auto per le vie di Roma, facendo da Cicerone al coautore de L’Eternauta, il maestro Francisco Solano-Lopez. E poi potrei continuare per ore, raccontando delle giurie, delle cene, dell’incontro con Guccini e Staino…”    

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Luca Raffaelli ribadisce però anche l’amarezza per l’evoluzione di quel percorso:

“Nonostante il successo crescente, dopo qualche anno ho visto ridursi gli spazi e i fondi destinati a mostre e incontri. Nell’ultima esperienza da direttore artistico, mi ritrovai insieme al mio fantastico vice Diego Malara con tutto il programma culturale, definito prima dell’estate, tagliato a settembre senza nemmeno consultarmi. Ci fu anche l’ingerenza di un politico che cercò di indirizzare l’attività in una direzione produttiva e non artistica che non stava in piedi. Poi, senza neppure essere avvisato, non venne confermata una persona dello staff che nell’edizione precedente aveva dato tutto per il successo della manifestazione. Per questo rinunciai all’incarico, e Diego con me. Da allora, Romics mi sembra abbia preso una strada tutta commerciale. Legittima, ovviamente, ma distante dal percorso iniziale che prevedeva un equilibrio solido con la parte culturale. Peccato, perché con questa scelta si sono perse tante possibilità importanti”.

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E domani che Romics sarà?

L’evoluzione del più longevo festival del fumetto della capitale testimonia cambiamenti che, per molti versi, hanno marcato l’intero mondo delle nuvole in questi due decenni. È cambiato il mercato, così come è cambiata l’editoria, la filiera ed i canali distributivi, i profili degli autori e quelli dei lettori. Dove va Romics? Forse è una domanda a cui non possono risponderci con assoluta certezza neanche gli stessi organizzatori della kermesse capitolina. Il successo di una manifestazione è determinato da molte variabili, in particolare in una fase tanto complessa, come quella che stiamo vivendo.  L’augurio è di poterci trovare ancora qui a raccontarne ancora tante edizioni, fedeli allo slogan del festival che sin dalle origini recita: tutti i fumetti portano a Romics.          

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