

Con una certa leggerezza nell’assegnazione di etichette, forse potremmo far rientrare Boy meets Maria all’interno della categoria boy’s love, la cui rilevanza editoriale e commerciale è ampiamente riconosciuta. Così facendo tuttavia, rischieremmo di cadere in errore: il manga rientra pienamente nella categoria, sia per tematiche affrontate sia per il tipo di approccio e trattamento narrativo ed è anzi un buon esempio per mostrare che con boy’s love non si intendono “solo” storie adolescenziali di amore tra ragazzi. Boy meets Maria piuttosto mette in campo tutta una serie di tematiche che non si esauriscono con la storia d’amore più o meno vissuta, ma che riguardano l’appartenenza e la stereotipizzazione di genere e il peso del proprio passato per poter trovare un sereno sé nel presente.
La storia è molto semplice, lineare, intervallata giusto da alcuni flashback che sono essenziali per comprendere le difficoltà che sta affrontando uno dei protagonisti. Queste rievocazioni del passato, che coinvolgono entrambi i protagonisti, sono molto chiare e l’autore aiuta chi legge anche attraverso un cambio di cornice: lo spazio bianco che intervalla le vignette si tinge di nero nei momenti del ricordo. Non si tratta di un mero espediente grafico, infatti i ricordi che vengono rievocati sono tristi, dolorosi e in alcuni casi anche violenti, quindi la scelta del nero accentua il dramma che i protagonisti riportano alla mente.
Questo è il primo dei diversi passaggi che colgono chi legge di sorpresa: Taiga è sì sorpreso dal fatto che Maria in realtà possa essere Arima (ha anagrammato il proprio nome per renderlo adatto a una ragazza), ma una volta risolto il mistero, non esita nemmeno un attimo sui propri sentimenti: per il protagonista, che si tratti di Arima o di Maria non fa alcuna differenza, a lui piace come persona e quindi non rinnega ciò che prova, anzi trova sempre più interessante questa persona caratterizzata da una certa fluidità.
Per Arima l’arrivo di Taiga nella propria vita ha un significato ben preciso. Lo scuote e gli dà la forza di prendere in mano i propri dubbi e cercare di dare delle risposte, che sono principalmente delle risposte a sé stesso. Insieme a Taiga, che è forse un personaggio meno sfaccettato rispetto al suo co-protagonista, chi legge procede per un percorso di sofferenza e di accettazione per Arima, che scopriamo aver avuto inizio già dall’infanzia. 
Taiga riveste esattamente questo ruolo per Arima, ed è forse anche questo il motivo per cui il personaggio risulta avere una personalità più piatta. Lo scopo delle sua presenza in questa storia è strumentale alla crescita di Arima, così come i comprimari amici di Taiga sono delle semplici comparse che supportano ulteriormente questa narrazione: mostrando interesse, dando consigli, ma senza mai sbilanciarsi in alcun tipo di giudizio.
Boy meets Maria è un titolo che davvero tratta il tema dell’identità di genere in modo interessante e non scontato, lo fa attraverso alcuni semplici stratagemmi narrativi che forniscono un accento più marcato sull’accettazione di sé e dell’altrə.
“Un amore crudo e speciale che spazza via ogni tipo di bigottismo” è il virgolettato di Fumettibrutti riportato sulla fascetta del manga. Anche se probabilmente l’amore non è il vero protagonista di questa storia, i sentimenti tra i protagonisti sono un elemento che aiuta la loro crescita e il messaggio del manga si mette di traverso rispetto al bigottismo che permea la società.
Abbiamo parlato di:
Boy meets Maria
Peyo
Traduzione di Alice Settembrini
Star Comics – collana Queer, 2022
242 pagine, brossurato, bianco e nero – 8,90 €
ISBN: 9788822632586
Boy meets Maria e l’esclusiva card disegnata da Fumettibrutti
In anteprima al Salone Internazionale del Libro, Star Comics presenta "Boy meets Maria", il manga boy’s love con il sigillo di Fumettibrutti.
