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Dado e Azzurro Chiara a Lo Spazio Audace di Lucca Comics 2025

A Lucca Comics abbiamo intervistato Dado e Azzurro Chiara per il nuovo manga “Gukken”, edito da Star Comics e scritto insieme a Sio.
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Davide “Dado” Caporali e Azzurro Chiara sono intervenuti a Lo Spazio Audace – Vignette e caffè a Lucca Comics & Games 2025 per parlare del primo volume di Gukken, scritto con la partecipazione di Sio ed edito da Star Comics.

Dado e Azzurro

Dado e Chiara, benvenuti! Come nasce questo nuovo progetto?
Nasce quasi più di tre anni fa. Avevamo un’idea per la storia, che inizialmente si chiamava in un altro modo ed era completamente diversa. Poi abbiamo iniziato a sviluppare il progetto tirando in mezzo anche Sio alla scrittura e l’abbiamo presentato a un po’ di realtà. Non sapevamo ancora a chi rivolgerci, Gigaciao non esisteva ancora e alla fine siamo andati da Star Comics, che di manga ne sa qualcosa. Abbiamo preparato un pitch, è piaciuto e da lì abbiamo cominciato la lavorazione. Sono tre anni che lavoriamo a questi primi quattro volumi e siamo contenti che finalmente il primo abbia visto la luce.

Chiara, anche tu sei soddisfatta?
Sì! È stata, diciamo così, un’epopea, perché abbiamo iniziato ancora prima che Dado e Sio creassero la casa editrice. Dopo un po’ di ritardi e contrattempi alla fine è uscito il primo volume e sono molto contenta di vederlo tra le mie mani.

Gukken

Da dove nasce la storia? E visto che, Dado, parlavi di quattro volumi, hai già un’idea di come si svilupperà in seguito?
I primi quattro volumi sono un test, dal quali capiremo come andrà anche a livello di vendite. L’idea è di  fare otto volumi, ma potenzialmente potrebbe anche svilupparsi oltre. Questa è una storia che avevo nel cassetto da molti anni basata su un’idea iniziale che è stata lavorata, brainstorming dopo brainstorming, quindi è molto cambiata rispetto all’originale. Però si trattava di questo: un mondo post-apocalittico in cui una società più avanzata della nostra e la maggior parte della vita sulla Terra muoiono istantaneamente. Il motivo è che tutti sono collegati attraverso apparati cibernetici a un internet più avanzato e improvvisamente il motore di ricerca che faceva da filtro ai cervelli delle persone crasha. Quindi, tutti coloro che erano collegati a internet in quel momento vengono inondati di dati e muoiono, tranne i bambini sotto i sei anni, perché non avevano ancora gli innesti, e pochi altri. Così la civiltà umana riparte praticamente da zero. Il problema è che la cultura era tutta digitalizzata, quindi si è in difficoltà anche solo per trovare una ricetta. In questo futuro postapocalittico internet torna, ma non essendoci più un motore di ricerca viene filtrato attraverso una specie di videogioco RPG che interpreta i dati sotto forma di cose nel gioco. Per esempio, Wikipedia diventa un tempio antico in cui fisicamente si vanno a cercare tra gli scaffali le informazioni che servono. Oppure una grande massa di dati può essere tradotta come una grossa montagna dove si deve entrare a cercare dentro a dei dungeon. E mi sono immaginato delle figure professionali, i Crawler, che sono dei giocatori pagati per andare a esplorare fisicamente internet con i loro avatar digitali e reperire informazioni. Il fumetto si apre con i protagonisti che stanno cercando la ricetta della carbonara, per uno chef.

Chiara, l’ambientazione è postapocalittica, con una nota cyberpunk. Come hai lavorato sulla creazione del mondo di Gukken?
Abbiamo fatto molte ricerche inizialmente per il Tempio di Wikipedia, perché era il primo ambiente e gli spunti più grossi sono i dungeon di Zelda. A livello di disegno e di design dei personaggi principali, Leeroy ha un’armatura molto da Dragon Ball, con gli spalloni che mi sono stati direttamente richiesti da Dado. Tante ricerche anche per Iruka, con ispirazioni sempre più dai videogame che dai manga. Ad esempio lui, che all’inizio doveva chiamarsi Link, è ispirato sempre da Zelda. Sono fan del brand e ho usato molto l’artbook di Breath of the Wild per le ambientazioni e per varie cose, ma ci sono anche Pokemon e Digimon. Per il resto, avendo un mio stile già grafico, non ho fatto grandi ricerche, eccetto per il costume di Iruka che, quando si trasforma usando Gukken, ha un vestitino da Mega Tree Majokko che a sua volta attinge dai costumi di Sailor MoonDoremì eccetera. A livello grafico è un progetto divertente, anche perché mi viene data molta libertà e nonostante tutto, a livello di ambientazione, è semplice.

Dado, vuoi aggiungere qualcosa riguardo il lavoro di documentazione? E magari anche sul contributo dato da Sio?
Beh, Sio ha contribuito con il caos, la pazzia. Io e lui scriviamo spesso assieme e ci siamo ritrovati anche su Gukken, il suo coinvolgimento è stato quasi naturale e riguarda principalmente nella fase di stesura del soggetto. In quel momento andiamo a casa sua o ci vediamo da Chiara e stiamo una o due giornate a sparare idee e, se posso dire, cazzate e buttiamo giù un file con tre milioni di cose. Ne scartiamo alcune e poi io prendo quel file e smadonno diversi giorni perché devo cercare di capire come tirare fuori una sceneggiatura. Poi Sio rientra in gioco con la parte promozionale. Ad esempio abbiamo prodotto una sigla giapponese e una sigla animata alla Sio, pubblicate nei giorni scorsi. Sarà molto bello vederle perché abbiamo fatto scrivere a un gruppo giapponese una sigla come se fosse quella di un anime, e noi abbiamo fatto delle belle animazioni, in collaborazione Star Comics e Gigaciao.

Dado e Azzurro

Chiara, percepiamo il tuo desiderio di intervenire sui brainstorming citati da Dado.
Sì, a proposito dei brainstorming, consistono in Sio e Dado che impazziscono e io che cerco di stargli dietro e ogni tanto dire “ma questa cosa funziona!” Loro praticamente costruiscono un castello di carte e io ogni tanto gli do una botta per vedere se sta su. Ma per tornare alle ispirazioni, essendo loro estremamente creativi, i concetti che mettono sul tavolo sono già abbastanza interessanti e mi stimolano molto a livello di design. Così non ho troppe necessità di andare a cercare altre cose.

Dado, quando hai ideato Gukken avevi già in mente un target di lettori? E questo target si è modificato e di conseguenza ha modificato l’approccio grafico rispetto all’inizio?
Inizialmente il target era per uno shonen classico, quindi bambini e adolescenti. I miei riferimenti sono sempre quelli: Dragon Ball, One Piece, insomma i grandi classici. Poi a livello di design e di disegni, rispetto all’inizio e ai primi studi, si è un po’ evoluto. È anche naturale, è passato del tempo e sono stati fatti degli aggiustamenti. Anche lo stile di Chiara, nel frattempo, è mutato, com’è giusto che sia. Però l’idea sul target e sul tipo di storia è sempre stato abbastanza preciso.

Chiara vuoi aggiungere qualcosa?
All’inizio, a livello grafico, era tutto molto meno manga, un po’ più stilizzato, un po’ più verso un look da Cartoon Network per intenderci. Poi abbiamo virato verso un lavoro più dettagliato e un po’ più da manga ed è venuto fuori Gukken.

I quattro volumi sono già tutti in lavorazione?
Il primo è uscito, il secondo è chiuso, il terzo è quasi finito, grossomodo, e bisogna cominciare totalmente il quarto. Insomma, adesso ci mettiamo sotto!

Grazie per la disponibilità, Dado e Chiara!

7 Dado e Azzurro Sketch

Intervista realizzata il 30 ottobre 2025 a Lucca Comics & Games.

Davide “Dado” Caporali

Davide “Dado” Caporali nasce a Roma nel 1989. Ha sempre avuto un’enorme passione per il fumetto e il disegno; infatti, dopo il diploma di Liceo Scientifico, decide di frequentare la Scuola Internazionale di Comics e intraprendere la carriera del fumettista.
Il suo esordio nel modo editoriale avviene con le pagine di Maschera Gialla, una serie edita da Shockdom che l’autore ha intenzione di portare a breve a conclusione.
Collabora regolarmente con la rivista a fumetti Scottecs Megazine di Sio. Per questa collaborazione ha lavorato come disegnatore per entrambi i numeri di Dragor Boh, sui testi di Sio. Il primo numero di questa serie ha ricevuto la nomination come “Miglior fumetto per ragazzi” al premio Micheluzzi 2018. Queste storie sono state raccolte in un volume unico edito da Shockdom nel 2020.
Ha collaborando ai primi volumi della serie Attica (2019) di Giacomo Bevilacqua edita da Sergio Bonelli Editore.
Nel 2018 inizia a pubblicare online sulla pagina Instagram @dado_stuff delle strisce umoristiche a tema “paternità”, riscuotendo un discreto successo e da cui sono nate due raccolte di strisce Vita di Pai e Vita di Pai 2. Nel 2019 esce per Shockdom una storia inedita che fa da prequel alle strisce, Prima di Pai. Esordisce nel 2020 anche per Feltrinelli Comics con il libro Plot Hole. Nel 2022 è co-fondatore di Gigaciao insieme a Sio, Fraffrog e Giacomo Bevilacqua.

Azzurro Chiara

Illustratrice e fumettista, classe ’89. Esordisce online nel 2013 con il webcomic Warm Star, è l’autrice di Anima (Tatai Lab) e ha creato le Mega Tree Majokko assieme a Sio e Dado. Dal 2020 al 2022 partecipa alla rivista Shonen Ciao (Shockdom) creando Residence Stravaganza. Attualmente sta collaborando con Sio e Dado alla produzione di Gukken.com in uscita per Star Comics.

Giovanni Dacò

Giovanni Dacò

Da molti anni legge fumetti. Per pagarseli ha fatto anche il giornalista, il giardiniere, l’addetto stampa, il muratore, il direttore di riviste, l’agricoltore, lo scrittore.

Giuseppe Lamola

Giuseppe Lamola

Nato a Martina Franca nel 1984, Legge fumetti praticamente da sempre. Con il tempo si appassiona alla Nona arte come mezzo espressivo. Insieme ad altri amici fonda a inizio 2012 il blog de Gli Audaci.
Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2011, ne è redattore dal 2015 e ha contribuito all'ideazione e al coordinamento degli Speciali tematici dedicati a Martin MystèreMarvel Now!, BatmanOrfani: da Ringo al Nuovo Mondo, Nathan Never e Dylan Dog.
Continua ad accatastare pile di fumetti.

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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