
Staino, con Bobo, ha accompagnato la satira italiana attraverso le trasformazioni politiche che hanno cambiato l’Italia e, ancora di più, attraverso quelle, anche camaleontiche, che hanno investito la sinistra italiana dagli anni ‘80 del secolo scorso a oggi, seguendo con partecipazione e ironia la travagliata mutazione del Partito Comunista Italiano e la formazione del Partito Democratico.
Negli anni, soprattutto negli ultimi, la presenza di Bobo si è fatta via via più sporadica, anche a causa dei problemi agli occhi che affliggono Staino e le cui prime avvisaglie risalgono proprio agli anni dell’esordio del personaggio.
Per tale motivo Alla ricerca della pecora Fassina, corposo volume con protagonista Bobo da poco pubblicato da Giunti Editore, acquista in sé un significato importante.
Sergio Staino è sempre stato una voce (e una matita) peculiare e originale nel mondo della satira a fumetti italiana. La sua verve ironica si è (quasi) sempre rivolta verso i suoi compagni di ideologia politica, uno sguardo critico e pungente dall’interno di quella sinistra che è sempre stata maestra a farsi del male da sola, sia quando è stata all’opposizione che quando – come oggi – presiede la guida del Paese.
L’originalità di Staino risiede anche nella capacità che ha sempre avuto di dare a Bobo e agli altri personaggi che lo circondano una voce dall’ironia acuta e pungente – tipica della toscanità dell’autore – ma anche leggera, malinconica ed “educata”, senza per questo risultare meno ficcante di tanti suoi colleghi che anziché di fioretto colpiscono di clava.

Ognuno di loro viene messo alla berlina, esasperandone le caratteristiche politiche principali, fino a farli diventare personaggi dei quali, attraverso gli occhi del protagonista, non si può che amaramente avere pietà, per i tanti atteggiamenti infantili e superficiali.
Bobo, in questo suo viaggio alla ricerca del compagno Fassina con la speranza di farlo rinsavire e ritornare nel gregge del PD, per la prima volta non è accompagnato dalla famiglia, che nell’opera di Staino ha sempre rappresentato l’aggancio del suo personaggio, idealista e fervido applicatore dei massimi principi politici in cui crede, alla concretezza e al disincanto della realtà quotidiana delle cose.
Quel ruolo in questo libro viene ricoperto da Marlonbrando, ragazzino rom che per tutte le pagine della storia fa da contraltare concreto al filosofare astratto di Bobo.
Nelle tavole, il segno di Sergio Staino è sempre riconoscibile anche se, purtroppo, in alcune vignette la mano dell’illustratore perde l’impari battaglia con i suoi occhi che lo tradiscono: il tratto si fa insicuro, i personaggi irriconoscibili. Accade poche volte nell’arco di oltre 200 pagine, ma quando avviene non può che stringersi il cuore a chi segue l’artista e la sua creatura sin dagli esordi.
L’apporto di Michele, figlio di Sergio, al lettering, al ritocco dei disegni e all’applicazione dei retini digitali in toni di grigio è sicuramente un aiuto importante alla resa finale delle tavole.

Ma il pensiero di Staino è racchiuso tutto nel sottotitolo di questa opera, quel Manuale per compagni incazzati, stanchi, smarriti ma sempre compagni che si concretizza nell’insegnamento con cui Bobo catechizza il suo giovane compagno di viaggio rom: “Il peggiore dei governi di sinistra è comunque sempre migliore del miglior governo di destra”.
Abbiamo parlato di:
Alla ricerca della pecora Fassina – Manuale per compagni incazzati, stanchi, smarriti ma sempre compagni
Sergio Staino
Giunti Editore, 2016
288 pagine, cartonato, toni di grigio, 16,00 €
ISBN: 9788809829374








