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Bit DeGeneration: Bruno Brindisi Cyberpunk

3 Marzo 2026
Una breve serie di fantascienza che appare oggi un po’ datata ma dove il disegnatore salernitano è al massimo della forma espressiva.
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Bit degeneration

Tra la metà degli anni ’80 e la metà dei ’90 in Italia andava di moda il Cyberpunk, con tutto il suo corredo di hacker, realtà virtuale e connessioni neurali, forse l’ultimo vero sussulto di un genere letterario – la fantascienza – che poi si è ripiegato su stesso ed è quasi scomparso dalle librerie. In quel decennio il nuovo filone era molto gettonato anche sui fumetti, con la nascita di riviste dedicate come Cyborg e Nova Express, e confluiva sotto certi aspetti anche su prodotti mainstream come Nathan Never ed epigoni (come Lazarus Ledd e Hammer).

Oggi quelle opere appaiono spesso datate, se non proprio naïf, in quanto le interazioni tra uomo e computer pronosticate all’epoca sono state abbondantemente bypassate da una realtà fatta di internet, smartphone e intelligenza artificiale, e non fa eccezione la breve serie in tre episodi Bit DeGeneration, apparsa nei primi anni ’90 sulla rivista dedicata al fumetto d’autore L’Eternauta e ora ristampata in volume da Allagalla.

La Roma futuribile immaginata da Roberto Olivo, con automi senzienti, improbabili ritrovati tecnologici e bizzarri pirati informatici dalla parlata vernacolare-digitale, fa spesso un po’ sorridere, nonostante gli intenti della serie siano appunti leggeri e parodistici, e non supera il livello del semplice divertissement percorso da un soffuso erotismo, un altro elemento che andava per la maggiore sulle riviste d’autore dell’epoca.

Un motivo per recuperare il volume sono senz’altro i disegni di Bruno Brindisi, qui forse all’apice della sua forma espressiva, che con la sua linea chiara plastica e morbida, dove però non mancano le campiture di nero, propria della “scuola salernitana”, tratteggia magistralmente sia le ambientazioni futuristiche che le figure femminili, con tavole iper-dettagliate su cui lo sguardo del lettore è invitato a soffermarsi.

A differenza delle storie che illustrava all’epoca per Dylan Dog qui Brindisi utilizza un segno molto più sottile con assenza di tratteggi, probabilmente propedeutico per una futura colorazione, inoltre la maggiore dimensione delle pagine della rivista gli consente di costruire le tavole in piena libertà senza i condizionamenti della “gabbia bonelliana”.
Il volume Allagalla costituisce quindi soprattutto un’ottima occasione per ammirare la bravura di uno dei più efficaci ed eleganti interpreti del fumetto popolare italiano.

Abbiamo parlato di:
Bit DeGeneration
Roberto Olivo, Bruno Brindisi
Allagalla, novembre 2025
64 pagine, cartonato, bianco e nero – 20 €
ISBN: 9788896457863

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Mauro Mihich

Mauro Mihich

Vicentino (nonostante il cognome, che ne tradisce le origini fiumane), appassionato, tra molte altre cose, di fumetti, cinema e letteratura. Legge e colleziona fumetti di ogni epoca e latitudine, ma si ritiene esperto soprattutto di Bonelli (la prima cosa letta in vita sua è stata una pagina di Tex), grandi autori italiani (Hugo Pratt su tutti) e Historietas (con una venerazione per Juan Zanotto).Con altri due appassionati cura il blog dedicato al cinema western "Se sei vivo spara".

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