
Nel mezzo del triangolo delle bermuda si trova un’isola abitata da mostri. Mitja è un ragazzino umano che è naufragato sulla spiaggia. Il fatto che arrivi dal mare lo rende agli occhi degli altri abitanti, autoproclamatisi “figli del cielo”, un pessimo auspicio, così gli vietano l’accesso al loro villaggio e lo costringono a sopravvivere come può, sconfiggendo le mostruose creature che abitano l’isola. Nonostante il rifiuto e le imposizioni di villaggio e genitori, tre giovani mostri hanno fatto amicizia con lui e lo frequentano: Medusa, Camalow e Psykoala.
Un giorno precipita sulla spiaggia Coso, che ha l’aspetto di una delle divinità del villaggio e possiede incredibili poteri e una grande voglia di aiutare che Mitja sfrutterà a suo vantaggio per ottenere finalmente il suo posto al villaggio. Non tutto è come gli abitanti dell’isola hanno sempre immaginato e la presenza di Coso diventa il catalizzatore per scoprire la verità.
Bermuda è un’avventura young adult estremamente pop nell’estetica e nei colori, con una gabbia molto variabile e molto dinamica e una sapore che evoca il ritmo e l’immaginario dell’animazione seriale moderna, da Steven Universe ad Adventure Time. Pieno di invenzioni sia narrative (dalle psycostorie di Psykoala al ricco worldbuilding del micromondo dell’isola) che visive (dal character stesso dei personaggi a diverse manifestazioni e applicazioni dei poteri psichici di Psykoala) giocate con un tocco di umorismo e una considerevole dose di azione, il fumetto di Roberto D’Agnano costruisce uno scenario in cui esplorare diversi temi.

Principale l’idea del proprio posto nel mondo, un problema che sfiora tutti i personaggi ma tocca soprattutto Mitja, Medusa e Coso, ognuno dei quali affronta la questione a modo suo e attraverso una sua sfumatura. Se infatti il giovane umano sceglie la strafottenza per fingere di ignorare il problema, rischiando di scivolare nell’egoismo, Medusa è invece spaventata dalle proprie capacità, soprattutto quelle che possono procurare del male al prossimo, mentre Coso cerca in maniera attiva di affrancarsi dal volere dei propri genitori. La chiusura del villaggio invece permette di esplorare il tema del pregiudizio – al confine del razzismo, in questo buffo ribaltamento per cui il “normale” essere umano è l’anomalia – e delle convinzioni rigide e acritiche, tra superstizione e religione.
Qui e lì l’autore condisce il tutto con qualche omaggio, la maggior parte principalmente dal mondo videoludico. Il protagonista ad esempio richiama Tombi, personaggio dell’omonimo gioco per Playstation 1, console da cui arriva anche una citazione diretta al gioco Crash Bandicoot. Il capo villaggio, una tartaruga che porta diverse maschere sul guscio, sembra richiamare invece il personaggio di Jinmen, uno dei demoni avversari del Devilman di Go Nagai che porta sul guscio i volti delle persone divorate.
Senza intenti moralistici e senza il bisogno di scivolare in didascalici spiegoni, D’agnano costruisce una storia solida con tocchi di coming of age e spunti di riflessione, senza perdere di vista azione e divertimento.
Abbiamo parlato di:
Bermuda
Roberto D’Agnano
Gallucci Balloon 2025
66 pagine, cartonato, colori – 16,50 €
ISBN: 9791222108568
