di Marginal e Syuji Takeya
JPOP, feb. 2009 – 232 pagg. b/n bros. con sovraccoperta – 5,90euro
Astral project è un manga ambizioso, cadenzato su ritmi lenti e abitato da personaggi maturi, impegnati a ricostruire il denso puzzle narrativo ideato da Marginal: pseudonimo di Garon Tsuchiya, sceneggiatore di Old Boy. Lontano dalle tematiche della vendetta approda su lidi rarefatti e filosofici indagando l’impalpabile essenza dell’anima, per il tramite del giovane Masahiko (autista per “escort” di lusso) e delle sue esperienze extracorporee legate all’ascolto di un cd del sassofonista Albert Ayler, ritrovato durante l’investigazione sulla misteriosa morte della sorella. Molti i riferimenti diretti al jazz (da molti definita la musica dell’anima), a partire dal titolo ispirato a una band fondata nel 1978 a New Orleans, così come a “La strada” di Federico Fellini: luogo metaforico per indagare la progressione psicologica, cognitiva e spirituale dell’uomo. Uniti forniscono un’allettante chiave di lettura che introduce ad un’opera che si preannuncia complessa. Alle matite Syuji Takeya, ridondante nella prima parte e maggiormente convincente nelle battute finali, ma sempre a proprio agio nella raffigurazione delle scene oniriche governate dalle entità astrali. Un primo volume che pone solide basi per il prosieguo della serie. (Ferdinando Maresca)
