Topolino racconta la scienza: Le molecole in affitto

Topolino racconta la scienza: Le molecole in affitto

In allegato con Topolino #3332 con un opportuno sovrapprezzo era possibile acquistare un elegante cartonato, detto confidenzialmente Topolibro, dal titolo La scienza raccontata da Topolino. A sommario sono presenti 4 storie della serie Topolino Comics&Science scritte da Francesco Artibani: L’esperimento del dottor Pi (approfondimento scientifico), Le molecole in affitto, I ponti di Quackenberg e Che fine ha fatto Peter Quarky? Di queste quattro l’unica di cui non ho scritto nulla è la seconda, ed è proprio di quest’ultima che andrò ad occuparmi nelle righe che seguiranno.

La molecola più rara dell’universo

All’inizio della storia Paperone sta controllando i conti delle sue numerose attività, fino a che non incappa in una inspiegabile voce di spesa del suo Centro di Ricerca Avanzata: ben cinquecentomila dollari per affitto molecole. Armato di nodoso bastone, Paperone affronta il professor Klops, direttore del CRA, per avere delle “pacate” delucidazioni.

L’elio-3, un atomo… topolino!

La molecola necessaria ai ricercatori di Paperone è l’elio-3, un isotopo dell’elio. La sua struttura di base è quella di due elettroni che ruotano intorno a un nucleo costituito da due protoni. In generale se nel nucleo di un atomo aggiungiamo o togliamo un neutrone, otteniamo un isotopo di quell’elemento, questo perché non modifichiamo la carica totale dell’atomo, ma solo la sua massa. In particolare l’elio è presente in natura grazie ai suoi due isotopi elio-4 ed elio-3. L’elio-4, così detto perché il suo nucleo è costituito da due protoni e due neutroni, è il secondo elemento più abbondante dell’universo: si stima che il 24% della massa totale di tutti gli elementi presenti nell’universo sia costituita proprio dall’elio, una quantità di oltre 12 volte superiore a quella di tutti gli elementi più pesanti messi insieme. E la maggior parte di questo elio è l’elio-4: questo è dovuto all’altissima energia nucleare che tiene insieme protoni e neutroni e che fa così di questo uno degli atomi più stabili dell’universo.

Fusione dell’idrogeno in elio – via commons

L’elio-3, invece, è molto più raro, almeno sulla Terra. Come avrete immaginato, il suo nucleo è costituito da due protoni e un neutrone e viene prodotto, così come l’elio-4, nel corso delle reazioni di fusione che avvengono all’interno delle stelle. A sua volta l’elio-3 può essere proficuamente utilizzato nelle reazioni di fusione nucleare. Il motivo sta nel fatto che le reazioni di fusione che coinvolgono l’elio-3 producono come scorie dei protoni, che in quanto particelle cariche possono essere controllati e rallentati utilizzando opportuni campi magnetici. Questo rende l’elio-3 una molecola molto ricercata.
L’elio-3, però, sembra possa trovarsi in abbondanza in altri posti all’interno del Sistema Solare, come Giove e gli altri giganti gassosi o in un posto apparentemente più abbordabile: la Luna. Si pensa, infatti, che grazie al vento solare la superficie della Luna, in particolare la zona equatoriale, presenti una qual certa abbondanza di elio-3, che effettivamente è stato trovato nelle rocce lunari. D’altra parte uno degli obiettivi del Programma Chang’e di esplorazione lunare è proprio quello di trovare una fonte di elio-3 da utilizzare come combustibile per le reazioni di fusione nucleare.
E diventa anche l’obiettivo di Paperone, che così a bordo di uno shuttle e con nipoti e Archimede come equipaggio, si lancia nello spazio con destinazione Luna per rinverdive fuori dalla Terra il suo glorioso passato da minatore.

Curiosità lunari

Il viaggio verso la Luna, della durata di all’incirca 4 giorni, viene utilizzato da Artibani per fornire al lettore alcune interessanti informazioni scientifiche. Si inizia con la rotazione sincrona della Luna: come ben spiegato da Archimede nell’ultima delle quattro vignette di seguito la Luna, a causa della sua rotazione sincrona, rivolge alla Terra sempre la stessa faccia. Il lato opposto, diventato popolare come lato oscuro, andrebbe più correttamente indicato come lato nascosto, visto che è anch’esso illuminato dal Sole, anche se non è visibile dalla Terra.

Lato oscuro o Lato nascosto?

Ovviamente, vista l’ambientazione, la storia non può non citare alcune curiosità lunari legate alla missione Apollo 11:

Paperino novello Neil Armstrong

La storia affronta, molto rapidamente, anche il problema dei rottami spaziali, ovvero satelliti e altri componenti che, fuori uso, sono rimasti a orbitare intorno alla Terra, cadendo molto lentamente verso il pianeta, o in attesa che il residuo di carburante rimasto nei serbatoi venga utilizzato per far schiantare, in sicurezza, questi rottami al suolo. Certo la situazione lassù non è così drammatica, ma forse adottare una soluzione potrebbe non essere una così cattiva idea.

Ostacoli lungo il cammino

Altro aspetto interessante è come una piccola esplosione permetta a due dei tre Bassotti assoldati da Rockerduck di volare via dalla superficie lunare per inoltrarsi nello spazio. Questo perché, a causa della bassa gravità rispetto alla Terra, la velocità di fuga dalla superficie lunare è all’incirca 4 volte e mezza inferiore rispetto alla velocità di fuga dalla Terra.

Su, su e via

Se consideriamo una massa totale di 160 kg tra Bassotti e rottami del lander lunare, l’energia necessaria per far sfuggire ai Bassotti l’attrazione gravitazionale è di all’incirca 4.5 \cdot 10^8 J, che corrisponde a circa 13 litri di benzina.

Una crepa pericolosa

Tra le tante curiosità poco plausibili della storia, quella che forse potrebbe saltare di più all’occhio, semplicemente perché con la tecnologia solitamente è più semplice far scattare la sospensione dell’incredulità, è l’incrinatura nel casco di Rockerduck(1) disegnata da Paolo Mottura durante il confronto diretto tra i due multimiliardari. Il punto è che tale scenografica incrinatura, che non è una licenza poetica per quella sola vignetta, visto che è presente in quelle immediatamente successive, indebolirebbe il vetro in maniera sufficiente per permettere alla pressione interna della tuta di far esplodere il casco, visto che la pressione esterna è nello spazio cosmico è nulla.

In conclusione

L’ottima sceneggiatura di Artibani riesce a dosare ottimamente la necessità di divulgare la scienza con l’avventura spaziale in una sceneggiatura dinamica e spigliata dal soggetto pezziniano. Mottura, poi, grazie al suo stile evocativo e all’inchiostrazione leggera di ambienti e oggetti propone un tratto particolarmente dettagliato, che risulta efficace anche nei momenti comici della storia, come ad esempio nel cinematograficamente comico atterraggio del LEM di Rockerduck.


  1. Effettivamente era avvenuta la stessa cosa anche a Paperino durante un incidente un paio di pagine prima.