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Topolino #3391: Vittoria alata

22 Novembre 2020
La famosa Vittoria alata di Brescia dopo un restauro durato oltre un anno è finalmente ritornata nella città dove venne ritrovata il 20 luglio del 1826. La nuova location è al tempo stesso vecchia: nel Capitolium, il luogo del ritrovamento, è stata realizzata una struttura ad hoc, progettata dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, con tanto di basamento antisismico. Per celebrare l’opera Topolino ha riunito la premiata ditta Roberto Gagnor–Valerio Held in un nuovo episodio de La storia dell’arte di Topolino. La storia, utilizzando l’espediente dell’ologramma interattivo, fa raccontare le vicende della statua alla… statua stessa, la Minni alata. Gagnor realizza,

La famosa Vittoria alata di Brescia dopo un restauro durato oltre un anno è finalmente ritornata nella città dove venne ritrovata il 20 luglio del 1826. La nuova location è al tempo stesso vecchia: nel Capitolium, il luogo del ritrovamento, è stata realizzata una struttura ad hoc, progettata dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, con tanto di basamento antisismico.
Per celebrare l’opera Topolino ha riunito la premiata ditta Roberto GagnorValerio Held in un nuovo episodio de La storia dell’arte di Topolino. La storia, utilizzando l’espediente dell’ologramma interattivo, fa raccontare le vicende della statua alla… statua stessa, la Minni alata. Gagnor realizza, almeno a mio gusto, la storia migliore della serie, anche se non esente da alcuni difetti.
Il suo status di migliore La Minni alata lo guadagna perché, per una volta, Gagnor raccontando la grande storia non trasforma le battaglie in qualcosa di giocoso, ma anzi, supportato da Held, le mostra in maniera intelligente: sono infatti presenti i pirati, veri e violenti, che sciamano per il villaggio dell’Antica Grecia con le spade sguainate; c’è una guerra vera, quella dei quattro imperatori, rappresentata da Held come una piccola mattaglia in una striscia; le fiamme e i saccheggi delle invasioni barbariche.

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Tra i difetti, invece, c’è forse una eccessiva presenza di topolinidi, pippidi e gambadilegnidi sparsi in tutte le epoche e in diverse popolazioni (forse questa era una buona occasione per mescolare il cast di topi e paperi), mentre il finale con la presenza di Topolino e Basettoni in divisa, con soprattutto quest’ultimo fuori dai suoi margini di competenza, fa un po’ storcere il naso.
A parte questo, però, la storia risulta alla fine il modo migliore per celebrare la Vittoria alata, e la didascalia finale è anche lo spot più sincero che si potesse scrivere in favore dell’arte:

Sembriamo silenziose, noi opere d’arte… ma non è così!
Abbiamo infinite storie e non vediamo l’ora di raccontarvele!

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata a breve su DropSea

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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